lunedì 2 marzo 2009

Usciremo più forti dalla crisi


Ci tenevo a pubblicare nel mio blog questo intervento di Barack Obama al Congresso degli Stati Uniti, riunito in seduta congiunta il 24 febbraio scorso. L'ho fatto perchè mi ha colpito il calore con il quale il Presidente è stato accolto da tutti i parlamentari in un momento di grave crisi per il Paese. Forse la grandezza degli Stati Uniti dipende anche da questo atteggiamento positivo. Notate anche gli applausi degli ex presidenti degli Stati Uniti presenti in aula a cominciare da Bill Clinton. Qui sotto ho postato anche la corrispondenza di Anna Guaita il giorno dopo su Il Messaggero. Buona visione e buona lettura.

Rai: l'incertezza deve finire

Voce Repubblicana 3 marzo 2009
Intervista a Vincenzo Vita (Pd)
di Lanfranco Palazzolo

Il periodo di incertezza per la Rai deve finire. Lo chiede il senatore del Pd Vincenzo Vita.
Senatore Vita, cosa vi aspettate dalla convocazione dei soci della Rai per oggi (martedì)?
“La fine del periodo di incertezza per la Rai, che certo non può vivere in queste condizioni, priva di una riforma adeguata e di un vertice aziendale. Mi aspetto che martedì ci sia la definizione dei consiglieri che dovrebbero completare l’assetto della Rai. Dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale sulla revoca di Angelo Maria Petroni, emerge come la legge Gasparri fosse sbagliata nella parte in cui si è deciso di nominare due consiglieri di nomina governativa. In una condizione di debolezza come questa si dovrà arrivare al completamento del vertice Rai”.
Claudio Petruccioli resta alla presidenza della Rai?
“La ricandidatura di Petruccioli è una buona cosa. Credo che il Presidente abbia operato complessivamente bene. In una condizione difficile come questa, Petruccioli potrebbe essere una certezza. A meno che non vengano fuori delle figure del tutto inedite. Se venisse fuori una candidatura nuova, legata al settore multimediale e a quello digitale, dentro il tempo contemporaneo sarebbe interessantissimo. Non so se il sistema politico è in condizione di immaginare una novità. Sarebbe un sogno”.
Si parla di Mauro Masi alla Direzione generale della Rai. E’ favorevole?
“Mauro Masi è certamente competente in certe materie e ha una lunga esperienza amministrativa. Il limite di questa ipotesi è che Mauro Masi non rappresenta la figura di un manager moderno come quelli che si vedono talvolta nelle grandi conferenze internazionali. Tuttavia, non posso dire che Masi non abbia esperienza. Il dibattito sulla Rai di queste settimane è paradossale. Il più giovane di tutti sembra il Presidente della Commissione di Vigilanza sulla Rai Sergio Zavoli che ha posto fin qui l’unico tema vero: dare un valore al servizio pubblico e indirizzarlo verso il ruolo di servizio pubblico che ha perso”.
Ci sarà una rivoluzione nei telegiornali della Rai come ha lasciato intendere il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani?
“Se per rivoluzione si intende la cacciata dal tg1 di Gianni Riotta, l’assalto a tutto quello che ha come numero il 3: il tg3, terza rete…Se si pensa all’ingresso di Maurizio Belpietro in qualche testata Rai non so che rivoluzione sia mai questa. Trovo che anche questo sia un dibattito arretratissimo. Si tratta di uno sistema delle spoglie privo di qualsiasi eticità. Non vedo brillanti espressioni manageriali, editoriali, giornalistiche di una destra dinamica. Vorrei ricordare al sottosegretario Paolo Romani che il Governo non dovrebbe ingerirsi e riporre i suoi sogni di gloria alla rivoluzione tecnologia e al digitale che si sta rivelando un flop”.