mercoledì 4 marzo 2009

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Separati alla Nascita

ASSAD DI GIORDANIA CHARLES DE GAULLE

Se l'Italia è sociologicamente di centrodestra

Intervista a Piergiorgio Corbetta
Voce Repubblicana, 5 marzo 2009
di Lanfranco Palazzolo

La cultura di centrodestra rappresenta una dominante continua nel nostro paese. Lo ha detto alla “Voce” Piergiorgio Corbetta, ordinario di metodologia della ricerca sociale presso la facoltà di Scienze della formazione dell’università di Bologna e autore, con Maria Serena Piretti, dell’“Atlante Storico-elettorale d’Italia” (1861-2008), edito da Zanichelli con l’Istituto Carlo Cattaneo.
Professor Corbetta, in quanto tempo è stato realizzato l’atlante?
“Dietro questo studio ci sono almeno dieci anni di lavoro. I problemi sono che l’arco temporale coperto da questo studio è quello della storia della nostra nazione a partire dalle elezioni del 1861, anno dell’unificazione d’Italia. I problemi sono sorti soprattutto per i dati elettorali del XIX secolo perché non sempre era chiara la provenienza politica dei deputati eletti. Fino al 1913 le elezioni erano su base uninominale. Quindi è stato difficile risalire alla connotazione politica del candidato. Per farlo abbiamo dovuto anche leggere i giornali dell’epoca”.
All’inizio dell’Atlante avete messo una scheda nella quale sono state riportate le 17 modifiche di legge elettorale in Italia. Come avete interpretato questi cambiamenti?
“Il fatto che ci siano state queste riforme riguarda un normale processo democratico. Nel 1913 si è esteso il voto a tutti gli uomini, mentre quello universale femminile è avvenuto nel 1946. Poi si è passati da un sistema maggioritario ad uno proporzionale che ha significato l’affermazione di forze come il Partito popolare”.
Ci sono state pubblicazioni di questo genere in Italia?
“Non c’è stato quasi nulla di sistematico. Nel nostro paese la tradizione cartografica nel campo politico non è mai stata esplorata. Questo è curioso. In Francia questa tradizione è molto più diffusa. Il cartografo politologo francese Andrè Sigfried nel 1919 diceva che ci sono regioni geologiche e ai climi naturali come ci sono anche regioni politiche. E quindi proponeva di guardare ai fenomeni sociologici attraverso la geografia. Per quanto riguarda la politica, l’Italia è un terreno fertile per questi studi visto che si parla di ‘regioni rosse’ e di ‘regioni bianche’. L’atlante è una perfetta sintesi di storia e geografia”.
Perché avete evitato l’analisi sui referendum se si esclude quello istituzionale del 1946?
“E’ una lacuna del nostro studio. Non lo abbiamo fatto per ragioni di spazio e di economia del nostro lavoro. E’ stata una scelta obbligatoria. Avremmo dovuto fare un lavoro doppio. Ci vorrebbe una pubblicazione doppia”.
L’Italia è un paese sociologicamente di centrodestra?
“Sì, si può dire che in Italia la cultura politica del centrodestra rappresenta una dominante abbastanza continua. Ma bisogna dire che le ideologie di destra sono profondamente cambiate nel nostro paese”.