martedì 10 marzo 2009


Pigalle


Parigi sotto la neve


Notre Dame vista da Maurice Utrillo

Di madre in figlio: Valadon-Utrillo


Se avete tempo da dedicare all'arte non mancate di fare un salto a Parigi per vedere qualcosa di interessante. Alla Pinacoteca nazionale di Parigi potrete trovare il volto umano delle vostre città andando a vedere la mostra di Maurice Utrillo (il Ligabue italiano) e di sua madre Suzanne Valadon. La mostra è imperdibile per tanti motivi. Nei giorni in cui in Italia si parla di "Piano casa" e di costruire abbiamo l'occasione di vedere cosa accade nei grandi paesaggi urbani di Parigi alla fine del XIX secolo. Sarà un'occasione interessante per riflettere su quale sia la città dove vogliamo vivere. Per me resta Parigi....quella Parigi Naturalmente in questi giorni Maurice Utrillo sarà il mio pittore preferito. Una parola sul duo Utrillo-Valadon. Il genio è qualcosa di importante. Ma è sempre colpito dal tormento e dalla sregolatezza. Questo forse è il solo modo per dimostrare di essere più grandi degli altri? Mi auguro di no. Un'ultima cosa. Nel corso di questa settimana sarete bombardati, nel mio blog ovviamente, delle opere dei due artisti: madre e figlio del genio...

Quel piano non è tutto da buttare

Intervista con Ermete Realacci
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana, 9 marzo 2009

In quello che viene chiamato il “piano casa” del Governo Berlusconi non tutto è da buttare. Sono favorevole alla demolizione dei vecchi edifici affinché siano ricostruiti. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Ermete Realacci, deputato del Partito Democratico e Presidente onorario di Legambiente.
Onorevole Realacci, cosa ne pensa del piano casa che il Governo Berlusconi ha annunciato di voler presentare?
“Quello di cui si parla non mi sembra proprio un piano casa. Devo ire che da tempo ci sarebbe bisogno di avere un rilancio dell’edilizia pubblica. Sappiamo perfettamente che l’Italia è un paese dove da decenni non c’è un’azione di sostegno all’edilizia pubblica che sia in grado di offrire abitazioni a prezzo contenuto per quanti non sono in grado di stare sul mercato autonomamente. Uello di cui abbiamo sentito parlare è un piano di espansione edilizia incontrollata. Bisognerà vedere quali saranno le regole che verranno proposte”.
Non pensa che in questo piano casa potrebbe esserci qualcosa di buono?
“Sono d’accordo che potrebbe esserci qualche aspetto positivo. Ad esempio sono favorevole al fatto che si faciliti la demolizione e la ricostruzione di vecchi edifici che spesso hanno standard pessimi e sono costruiti male. Stiamo parlando di quella che è stata l’edilizia degli anni ’60 e ’70. Ricordo che quel tipo di edilizia è stata senza qualità. Se si trova il modo di accelerare la ricostruzione di questi edifici e di vincolarli a standard di sicurezza più elevati, per esempio dal punto di vista del risparmio energetico. In questo punto particolare il Governo ha commesso un errore particolare e ne stava per commetterne un altro: ha annullato una normativa europea che prevedeva – al momento dell’acquisto o della vendita di una casa – di prevedere la consegna di un certificato energetico, che è importante per chi compra o affitta. Fra una casa costruita bene e una casa costruita male, un forte risparmio – in termini di consumi energetici - è anche un risparmio economico per le famiglie. E poi il Governo stava per annullare il credito d’imposta per gli edifici esistenti che vengono ristrutturati. Fortunatamente, il famoso 55% è stato bloccato dall’opposizione del paese e in Parlamento che ha bloccato questa sciocchezza”.
Il Presidente del Consiglio Berlusconi ha parlato di allentare i vincoli burocratici. Cosa ne pensa?
“Sono sempre stato favorevole ad allentare i vincoli burocratici in tutti i campi, che però mantenga anche le regole. Il passo che consente di aumentare il volume dell’edilizia esistente del 20%-30% con una semplice comunicazione potrà servire a Berlusconi per la sua dependance a Villa Certosa. Ma se dovessimo applicare questa norma alle nostre città avrebbe un effetto pessimo. Di questo ne sono convinto”.