mercoledì 11 marzo 2009

Rai indietro tutta con Claudio Petruccioli

Intervista a Marco Beltrandi
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana del 13 marzo 2009

Con Claudio Petruccioli la Rai è andata indietro su tutto. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Marco Beltrandi, deputato radicale nel gruppo del Partito democratico e membro della Commissione di Vigilanza sulla Rai Tv.
Onorevole Beltrandi, cosa ne pensa delle polemiche sulla Presidenza della Rai? E’ favorevole alla riconferma di Claudio Petruccioli?
“Penso che sia incomprensibile riproporre Claudio Petruccioli alla guida della Rai. Naturalmente non è una questione personale. In questi tre anni di Presidenza Petruccioli la Rai è andata indietro su tutto: sul rispetto del servizio pubblico che non esiste più, sulla qualità della programmazione, sulla concorrenza nei confronti ella tv commerciale, per cui la Rai continua a perdere colpi. Inoltre, il contratto di servizio con la Rai è stato dileggiato. Ricordo che il contratto di servizio è anche frutto di un parere obbligatorio della Commissione di Vigilanza. Il contratto di servizio è stato ridicoleggiato da questo Presidente della Rai. Non solo il Presidente della Rai non l’ha rispettato, ma a più riprese si è permesso di dire che nella passata legislatura la Commissione è intervenuta in modo rissoso e confuso. Io rispondo che forse quello confuso è proprio Petruccioli perché non ha rispettato nessuna delle decisioni della Vigilanza. Credo che occorra voltare pagina e trovare un nome che rappresenti davvero il rinnovamento”.
Ferruccio De Bortoli poteva essere l’ideale per la Presidenza Rai?
“Sì l’ho pensato. Ma farei delle distinzioni. Sul piano del merito quella di Petruccioli è un’ottima candidatura. De Bortoli si è tirato indietro non appena ha visto l’organigramma della Rai che è stato pubblicato su Repubblica lunedì mattina. Sul metodo con il quale è tata individuata questa figura non ci siamo. La Vigilanza avrebbe dovuto votare il Presidente con i 2/3 del quorum. La cosa migliore a fare sarebbe quella di restituire la questione alla Commissione bicamerale di Vigilanza. Il Governo deve fare un nome e poi si deve aprire un dibattito in Commissione. La candidatura di De Bortoli era ottima. Ma comprendo le ragioni che lo hanno indotto al ritiro. Ora è necessario seguire la strada istituzionale”.
Il Partito democratico ha avuto un comportamento coerente sulla Rai?
“Il Pd ha avuto un comportamento contraddittorio. Veltroni aveva detto basta ai partiti in Rai per poi difendere Petruccioli. Non ho parole…”.
Cosa ne pensa del Presidente della Vigilanza Sergio Zavoli? La Vigilanza fa il suo dovere?
“No, non lo fa. Ci sono molti atti ancora da adottare e il Presidente non li mette all’Odg. In un mese la Vigilanza è stata convocata solo una volta. Le altre questioni di Vigilanza e di indirizzo non vengono svolte da un anno. E il Presidente elude chiaramente questi obblighi di legge”.

Quel piano è una misura anticiclica

Intervista a Benedetto Della Vedova
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana del 12 marzo 2009

Il Piano casa è una risposta alla crisi economica italiana. Ma guai a dimenticare la tutela del paesaggistica. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il deputato del Pdl Benedetto Della Vedova.
Onorevole Della Vedova, cosa pensa del Piano-Casa annunciato dal Governo Berlusconi?
“Il piano casa del Governo Berlusconi non è un’operazione keynesiana sul settore dell’edilizia. L’obiettivo del Governo è quello di liberare e semplificare investimenti edilizi privati. La misura del Governo è sicuramente anticiclica perché stimola interventi che altrimenti non potrebbero essere fatti. E’ chiaro che in un’operazione del genere ci sono dei profili molto delicati che hanno a che fare con il tessuto urbanistico delle città, con il rispetto della qualità paesistica e del territorio. Penso che sia scontato l’impegno del Governo sulla tutela del paesaggio”.
Su questo punto le opposizioni hanno criticato molto il Governo sostenendo che l’esecutivo non rispetterà il nostro patrimonio paesaggistico.
Non comprendo il comportamento dell’opposizione che ha gridato allo scempio senza sapere di cosa tratta questo provvedimento. Inoltre credo che le Regioni avranno anche un ampio margine di manovra. Quindi dovrebbe esserci un concorso attivo tra regioni e Governo. Se questo provvedimento servirà a liberare investimenti privati semplificando le procedure credo che ci troviamo di fronte ad un provvedimento positivo”.
Ha trovato queste critiche assurde?
“L’opposizione fa il suo mestiere. Da parte delle opposizioni mi è sembrato fuori luogo parlare di cementificazione ancor prima che sia stato presentato il provvedimento”.
Le Regioni di centrosinistra collaboreranno alla realizzazione del Piano Casa oppure avremmo due livelli di applicazione diversi del Piano Casa?
“Non la vedo così. Ho visto che ci sono delle regioni come le Marche favorevoli al piano. Nei prossimi giorni vedremo se il contenuto del provvedimento sarà considerato interessante dalla giunta regionale di Ancona. Mi sembra che altre regioni, anche di centrodestra come la Sicilia, non si siano dimostrate altrettanto interessate a questo piano”.
Che importanza può avere per la ripresa questo provvedimento?
“Sicuramente ci troviamo di fronte ad un provvedimento positivo. Certo, l’economia italiana non potrà essere trainata per decenni dall’industria edilizia. Questa resta comunque una risposta anticiclica che non passa attraverso il bilancio pubblico. Il bilancio pubblico deve restare fuori questo piano. E non si deve commettere l’errore di dimenticare la tutela del nostro paesaggio. Se penso a quello che è accaduto in Italia in vigenza di normative edilizie molto restrittive penso che oggi sarebbe bene essere più prudenti prima di criticare questo piano, che è molto diverso dal piano casa Fanfani”.