domenica 15 marzo 2009

I grandi manifesti del XXI secolo

Devo dire che provo una sensazione negativa quando vedo i partiti politici fare i moralisti nei confronti delle altre forze politiche. Così, quando ieri mi sono trovato davanti a questo bel manifesto del Pd in via Tomacelli ho riso molto. La risata deriva dall'insistenza del Pd e di altre forze politiche di ritenere il male dei mali gli stipendi dei parlamentari. Ed ecco che in questo manifesto si propone quanto segue: "500 milioni dai Parlamentari e dai redditi oltre 120.000 euro per un fondo di sostegno alla povertà". Mi chiedo perchè i parlamentari debbano dare i loro soldi per un fondo di sostegno alla povertà. E se i parlamentari del Pd ci tengono tanto a questa iniziativa mi auguro che siano loro a farlo su proposta del gruppo parlamentare. Ma dubito che Antonello Soro ci pensi. Sono convinto che una trovata del genere non sposteebbe nemmeno un punto percentuale dal disastro in cui si trova questo partito. Inoltre non riesco a capire a cosa serva un fondo per la povertà quando la necessità del paese non dovrebbe essere quello di finanziare la povertà, ma di costruire lavoro e nuove ricchezze. Passo e chiudo. Viva la ricchezza dei popoli.

Luigi Lo Cascio, scatto segreto

In questi giorni mi è capitato di incontrare in una libreria di Roma il popolare attore Luigi Lo Cascio. L'ho visto alle prese con alcuni volumi di Luigi Pirandello, di James Joyce e di Pasolini. Non sono stato io a notarlo. Lo ha visto la mia compagna che mi ha detto: "Guarda c'è quel bravo attore dei Cento passi". Io non avevo visto i "Cento passi", ma "Buongiorno notte" invece sì. A quel punto ho proposto alla mia compagna di spalleggiarmi per fare una foto segreta a Lo Cascio. Lei mi ha detto di non farla. Ma dopo un'accesa discussione mi sono piazzato dietro uno scaffale e ho fatto un foto nascosta all'attore mentre era impegnato a rovistare nei testi di questi grandi autori. Naturalmente chiedo scusa a Lo Cascio, ma ero incuriosito a vedere cosa calamitava la sua attenzione in quella libreria. E devo dire che i testi che l'attore stava guardando corrispondono ai suoi reali interessi. Nel sito (http://luigilocascio.20m.com/biografia.htm) si legge: "Amo il teatro pirandelliano, la tragedia greca, ma anche Beckett e Brecht. Per leggere devo avere tempo per segnare i passi, trascriverli sul computer, studiarli nel vero senso della parola. Se devo scegliere tra Kafka e Dostoevskij e un autore contemporaneo, alla fine opto sempre per i primi. Sarà perché nella mia vita l'esperienza della lettura è arrivata tardi nella mia vita, e ho ancora tanto da imparare".

Lontani dal terzo polo

Il Tempo, 15 marzo 2009
Intervista a Francesco Pionati
di Lanfranco Palazzolo

Silvio Berlusconi sta facendo delle buone riforme per il Paese, il progetto terpolista di Casini è destinato a fallire, riotta sarebbe un grande presidente della Rai. Francesco Pionati, leader di Alleanza di Centro (Adc), vive dentro la politica da anni: prima come giornalista, ora come parlamentare. A Il Tempo parla a trecentosessanta gradi e invita il centrodestra a proseguire per la sua strada senza dialogare troppo con il centrosinistra.
Onorevole Pionati, si avvicina la data della nascita del Popolo delle Libertà. Come guardate a questa scadenza?
«Giudichiamo la nascita del Pdl come un fatto positivo. L'Adc si pone come alleato strategico di questa nuovo soggetto. Noi non pensiamo di entrare subito nel Pdl, ma riteniamo di farlo in futuro. Siamo convinti che in questo momento sia necessaria una forza politica di centro con le idee chiare e che superi le ambiguità del cosiddetto terzo polo che cerca di costruire Pierferdinando Casini. L'Adc vuole rivolgersi a tutti i moderati italiani per dire che è necessario schierarsi nel centrodestra insieme a Silvio Berlusconi. Ritengo che questa strategia sia molto utile al centrodestra in vista delle prossime elezioni amministrative dove l'Adc si presenterà con le sue liste alle provinciali per dare più forza alla maggioranza che guida il Paese».
Cosa critica dell'Udc?
«Ritengo che la collocazione di questo partito sia pericolosa. Al di là delle critiche di merito al bipartitismo formulate da Casini, il vero pericolo è che l'Udc possa scardinare il bipolarismo. Casini vorrebbe creare un terzo polo che metterebbe in crisi l'assetto bipolare. Se l'Italia dovesse abbandonare il bipolarismo farebbe un passo indietro pauroso perché il bipolarismo garantisce la stabilità politica. Ecco perché l'Adc lancia un appello per rafforzare il bipolarismo. Noi non vogliamo fare nessun doppio gioco».
Cosa ne pensa del Piano casa che il Governo sta per proporre?
«Il presidente del Consiglio Berlusconi sta facendo delle mosse ottime. Il piano casa - così come il piano degli interventi straordinari per l'industria automobilistica - è un buon piano strategico perché mira a raggiungere due obiettivi: creare nuova occupazione e riattiva il circuito virtuoso dell'economia. In tutti i Paesi in crisi economica si fanno queste cose. Berlusconi le sta facendo contrastando la demagogia del centrosinistra. Berlusconi deve cogliere il momento della crisi per dare un assetto riformatore al Paese».
Il Parlamento di cosa ha bisogno per migliorare la sua efficienza?
«Credo che siano necessarie nuove riforme. Dopo aver introdotto il nuovo sistema di voto con le impronte è necessario fare altro. Se il parlamentare è costretto a stare in aula, si devono contingentare i tempi di voto come accade nel Parlamento europeo. Il parlamentare deve essere messo anche in condizione di avere rapporti con il territorio».
Cosa pensa della situazione della Rai? Ora è spuntato il nome di Gianni Riotta per la presidenza dell'azienda...
«Sono abituato al toto-nomi. Quando si discute di queste cose so benissimo di cosa si parla. Gianni Riotta è un nome di grande calibro. Non so esattamente come stiano andando le cose. Dopo l'esperienza alla guida del Tg1, Riotta saprebbe essere anche un grande Presidente. Il problema è quello di dare un assetto alla Rai. Questa azienda è direttamente collegata allo sviluppo civile del nostro Paese. Se la Rai funziona, anche l'Italia può dimostrare di essere moderna e al passo con i tempi. Occorre dare subito una risposta all'assetto dei vertici Rai».