mercoledì 18 marzo 2009

Contro il federalismo lombardo

Intervista a Linda Lanzillotta
Voce Repubblicana del 18 marzo 2009
di Lanfranco Palazzolo

Il federalismo fiscale deve garantire la perequazione dello Stato sui servizi fondamentali. Lo ha detto alla “Voce” l’onorevole Linda Lanzillotta del Pd.
Onorevole Lanzillotta, cosa pensa della delega al Federalismo fiscale?
“Come è noto, il Partito democratico si è astenuto al Senato sul testo approvato in quel ramo del Parlamento. A Palazzo Madama, il Pd aveva migliorato l’impostazione originale del testo nel quale erano stati affermati alcuni principi della nostra Costituzione accantonati dal cosiddetto ‘modello lombardo’ che consiste in questo: ognuno si tiene il gettito del proprio territorio. E questo era incompatibile con una ricchezza diffusa e con una parità di risorse per pari servizi su tutto il territorio nazionale. L’articolo 119 della Costituzione non sostiene certo il cosiddetto ‘modello lombardo’. Il testo uscito dal Senato garantisce che è lo Stato, nella sua unitarietà, a garantire la perequazione permettendo che i cittadini abbiano tutte le risorse per finanziare i servizi fondamentali che la Costituzione identifica come tali. Naturalmente ci sono molti limiti in questo testo. Ci sono molti punti su cui è necessario intervenire”.
E’ d’accordo con altri settori dell’opposizione che ritengono sbagliata la metodologia seguita sulla delega al federalismo fiscale?
“Non sono d’accordo che il federalismo fiscale sia realizzato prima di aver attuato la parte più importante del Titolo V della Costituzione. Alludo alla riforma dell’amministrazione locale che ne garantisce la razionalizzazione e la semplificazione e quindi anche costi minori. Un’amministrazione più trasparente ed efficiente è l’obiettivo principale del federalismo fiscale, che resta lo strumento per finanziare un’amministrazione più semplice. Questo obiettivo comporta una semplificazione amministrativa che permetta di individuare le responsabilità della PA. Mi auguro che di qui ai decreti delegati venga fuori la ‘Carta delle autonomie’ che dovrebbe riorganizzare l’amministrazione”.
Cosa pensa delle proteste che sono giunte da parte delle Regioni a Statuto speciale contro questo provvedimento?
“Credo che le Regioni a Statuto Speciale debbano essere ricondotte ai principi della Costituzione. Non possono esserci cittadini di serie A e di serie B. Non è possibile che i bambini delle scuole delle regioni a statuto ordinario abbiano tre volte meno di quanto hanno i bambini delle regioni a statuto speciale. Questa è la ragione per la quale c’è la trasmigrazione dei bambini da una regione all’altra nei comuni a ridosso ai confini di queste regioni”.
Qual è la situazione finanziaria degli enti locali?
“Questa è una delle contraddizioni della politica del Governo, che propone il federalismo fiscale, ma nello stesso tempo non fa proprio nulla per sostenere la finanza locale”.