martedì 31 marzo 2009

Robin si allena


Sarkozy unisce i sindacati francesi

I sindacati francesi non hanno mai avuto una grande storia unitaria. Ma quando entra in campo un pasticcione come Nicolas Sarkozy tutto viene rimesso in gioco. Adesso la situazione sembra cambiare dopo le ultime manifestazioni che si sono svolte in Francia. E' di poche ore fa un accordo storico tra i sindacati francesi, che per la prima volta hanno deciso di organizzare una manifestazione unitaria per il Primo Maggio. Ieri i leader delle confederazioni (CGT, CFDT, FO, CFE-CGC e CFTC), convocati all'Eliseo nella mattinata di oggi per colloqui sul G20, si sono riuniti nel pomeriggio presso la sede della Sfdt per definire il seguito da dare alla mobilitazione nazionale del 19 marzo. L'evento è davvero straordinario. Mai prima di oggi le confederazioni sindacali avevano sfilato assieme per le celebrazioni del Primo maggio. Persino nel 2002, quando il leader del Front National (l'estrema destra francese) Jean Marie Le Pen scalzò il fallimentare candidato socialista per il ballottaggio alle presidenziali, la CFTC decise di manifestare da sola. Mercì Sarko.

Quel decreto non è urgente

Intervista a Rita Bernardini
Voce Repubblicana del 1° aprile 2009
di Lanfranco Palazzolo

Il decreto sulla sicurezza pubblica e sul contrasto alla violenza sessuale dovrebbe essere ritirato. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” la parlamentare radicale eletta nelle liste del Partito democratico Rita Bernardini.
Onorevole Bernardini, quali sono le sue valutazioni sul decreto sicurezza e di contrasto alla violenza sessuale?
“Penso che questo decreto dovrebbe essere ritirato. Per ammissione stessa del Governo non c’è l’ammissione della necessità e dell’urgenza. Se leggiamo la relazione che accompagna il decreto notiamo che questa urgenza è motivata dall’aumento dei reati di violenza sessuale. Quando è stata posta la domanda al ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, il ministro ha ammesso che c’è stata una diminuzione dell’8,4% dei reati di violenza sessuale. A questo punto avrei preferito che mi avessero spiegato quale fosse la vera urgenza di questo decreto a meno che non si sia voluto dare ascolto all’amplificazione che è stata data di certi reati. Quindi se c’è stata un’urgenza, questa è stata dettata da ragioni di tipo mediatico”.
Definirebbe questo provvedimento come Omnibus?
“Sì, sono stati presi pezzi di altri provvedimenti in discussione alla Camera dei deputati come quello sulla violenza sessuale già approvato dal Senato o come quello sullo stalking, approvato in commissione Giustizia. Sono state prese alcune parti di questi ddl per metterli in questo decreto. Il lavoro dei parlamentari è stato mortificato”.
Lunedì scorso c’è stata una manifestazione delle forze di pubblica sicurezza davanti al ministero dell’Interno che criticavano l’assenza di una politica di sostegno per la sicurezza. Cosa pensano i sindacati di polizia di alcune parti di questo decreto?
“Nel mio intervento in aula ho citato alcune prese di posizione che ci sono state da parte del sindacato di polizia COISP che ha dato parare favorevole di un’amministrazione comunale di Pescara che ha bocciato le cosiddette ronde. In questo modo si è voluta ribadire la fiducia nelle forze dell’ordine. Nel decreto legge in questione non sono nemmeno stabilite le regole per queste ronde. Tutto viene rimandato ad un successivo decreto”.
Come trova la filosofia di questo provvedimento?
“Non credo che si possa risolvere tutto solo con il carcere. Sappiamo tutti che questa risposta è fallimentare perché non sono applicate le misure alternative al carcere e non viene data la possibilità di accedere ai benefici di legge. In questo modo i reati vengono ripetuti. Ricordo che i dati sull’affollamento delle carceri italiane sono preoccupanti. Nei nostri istituti di pena possono essere accolti 42mila detenuti, mentre in realtà sono in carcere ben 61mila persone. Lo stesso ministro della Giustizia Angelino Alfano ha parlato di sovraffollamento anticostituzionale”.