mercoledì 1 aprile 2009

Italia-Eire 1-1: grazie Trap


Sono felice per Giovanni Trapattoni. Il pareggio è stato il risultato giusto per la partita di Bari. Qualcuno ha recriminato sull'espulsione dell'attaccante della nazionale Pazzini. Credo che questa espulsione sia giusta. Qualcuno ha detto che si è trattato di una decisione sbagliata, ma nessuno ricorda che un minuto prima Pazzini aveva subito un brutto fallo e che era molto arrabbiato. Comunque non si entra così in contrasto anche se il contatto è lieve. Per gli avversari il rischio è grosso. Tuttavia, è assurdo prendersela con questa cosa dopo gli aiuti ricevuti dalla nazionale per gli errori arbitrali contro il Montenegro. Poi, parliamoci chiaro, Lippi ha messo in campo una squadra pessima...

Downing Street: le pulizie aspettando Obama


E' morto Alfonsin

Questa mattina è morto a 82 anni a Buenos Aires l'ex presidente argentino Raul Alfonsin (1983-1989) che era sofferente per un cancro al polmone. Figlio di immigrati spagnoli e tedeschi, Alfonsin era considerato il simbolo della democrazia per essere stato eletto presidente, come candidato della UCR (Unione civica radicale), al termine della dittatura militare. Nonostante il suo impegno democratico, Alfonsin non può contare grandi affermazioni politiche nel corso del suo mandato. Per questa ragione vi invito a leggere questo articolo pubblicato nel 2002 su "Italia Oggi". L'unico commento di un politico italiano alla scomparsa di Alfonsin è giunto da Piero Fassino (Pd): ''L'Argentina e l'intera America Latina - ha aggiunto - perdono un uomo che ha speso l'intera sua esistenza per affermare nel proprio paese e ovunque nel mondo pace, progresso, diritti e giustizia sociale. Un dirigente prestigioso che lascia una straordinaria eredita' morale, umana e politica''.

Italia-Eire: Io tifo per il Trap




Quando i legionari si ritirano

Papa Benedetto ha ordinato un'indagine sui Legionari di Cristo, l'ordine cattolico scosso di recente (non solo di recente) dalle rivelazioni secondo cui il fondatore Marcial Maciel (a destra con Giovanni Paolo II), deceduto lo scorso anno, si rese colpevole di molestie sessuali e di aver avuto almeno un figlio da un'amante. L'ordine, che annuncia la "visita apostolica" sul suo sito Internet, ne è stato informato dal Vaticano il 10 marzo scorso. La congregazione è stata scossa negli anni scorsi da una serie di scandali legati all'intoccabile fondatore, morto lo scorso anno all'età di 87 anni. Il mese scorso, l'ordine ha detto di aver trovato delle prove in base alle quali Maciel avrebbe vissuto con una donna per decenni, avendo almeno un figlio dalla relazione. Nel 2006, Papa Benedetto aveva detto a Maciel di ritirarsi in una vita di "preghiera e penitenza" dopo le accuse di aver molestato minori e seminaristi alcuni decenni prima. L'ordine aveva smentito le accuse di molestie per anni, ma il Vaticano era intervenuto nei confronti di Maciel dopo il ritrovamento di nuove prove. La "visita apostolica" può portare a sanzioni o a un'azione disciplinare. Tali indagini non sono frequenti e possono durare mesi. Personalmente sono convinto che non succederà nulla dopo questa ispezione come non è successo nulla a padre Maciel in tanti anni di abusi impuniti.

Il nostro alleato bavarese

Intervista a Gregorio Fontana
Voce Repubblicana, 2 aprile 2009
di Lanfranco Palazzolo

La Lega Nord sarà per il Pdl come la Csu tedesca. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il deputato del Popolo delle libertà Gregorio Fontana.
Onorevole Fontana, quali sono le sue impressioni e le prospettive del Pdl dopo il congresso di questa grande forza politica?
“Penso che il congresso sia stato un grande successo e la completa realizzazione di quello che gli elettori avevano già deciso in maniera inequivoca alle ultime elezioni politiche. Adesso si apre una nuova fase che ci impone di rendere evidente l’iniziativa politica del Pdl. Questo è facile grazie al ruolo del nostro leader Silvio Berlusconi. Ma anche la classe dirigente sul territorio dovrà darsi da fare e consumare le suole delle scarpe sul territorio anche per rendere chiara ai nostri cittadini l’iniziativa politica di questo nuovo soggetto. Questo dovrà accadere anche nelle regioni del Nord, dove la Lega è molto forte. Noi dobbiamo competere lealmente con questa forza alleata con la quale governiamo il paese, ma anche tante regioni del Nord. In questa fase ci deve essere un lancio politico dell’iniziativa del Pdl che non significa un contrasto con un alleato prezioso”.
Avete mai pensato di far entrare la Lega nel Pdl o pensate che queste due storie politiche siano incompatibili?
“Il trend elettorale ci insegna che c’è una contiguità tra gli elettori di Forza Italia e gli elettori della Lega Nord. Molti elettori di Forza Italia avevano auspicato questa unione. Ma nella Lega Nord la risposta è stata quella di proporre il modello bavarese della Csu. La Lega Nord è un partito attestato in alcune regioni d’Italia. Per questa ragione ha sempre mirato ad mantenere una sua autonomia politica. Questo schema rimane. Il nostro ruolo sul territorio è quello di fare la politica di una forza moderata legata al modello del Partito popolare europeo”.
Forza Italia ci è stato sempre descritto come un partito leggero sul territorio. Mentre la Lega Nord ha delle ramificazioni profonde. Alla lunga questo sarà uno svantaggio per il Pdl?
“Penso che sia il caso di guardare la realtà delle amministrazioni locali. Il Pdl è presente ovunque. E’ chiaro che dobbiamo rafforzare la nostra presenza sul territorio e con iniziative politiche. Ecco perché pensiamo che sia necessario avere un gazebo per incontrare la gente piuttosto che fare politica in sezione sempre con le stesse persone. Questa esperienza del gazebo è un’esperienza importante”.
Si è parlato tanto delle quote per la nascita del Pdl. An e Forza Italia avrebbero dovuto dividersi rispettivamente il 30% e il 70% dei posti.
“In fase costitutiva un criterio doveva pur esserci. Da oggi questo criterio cederà il passo alla democrazia interna del nuovo partito. Saranno gli elettori del Pdl a scegliere la classe dirigente. Senza quote”.