giovedì 2 aprile 2009

G2 ristretto


G6 delle mogli


Neesun timore per mosca

Intervista a Joao Soares
Voce Repubblicana del 3 aprile 2009
di Lanfranco Palazzolo

L’Osce rispetta la Russia, ma nessuno deve avere paura di Mosca. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il Presidente dell’assemblee parlamentare dell’Osce Joao Soares, ex sindaco di Lisbona.
Presidente Soares, il 24 marzo ha incontrato a Roma il ministro degli Esteri Franco Frattini. Qual è lo stato delle relazioni tra l’Italia e l’Osce?
“Sono venuto in Italia per un’iniziativa della delegazione italiana presso l’assemblea parlamentare dell’Osce. Si tratta di dibattito molto importante per una discussione che concerne l’architettura della sicurezza in Europa dopo le proposte del Presidente russo Medvedev e del Presidente di turno dell’Unione europea Nicolas Sakozy (giugno-dicembre 2008). Questa è stata un’iniziativa molto coraggiosa. Per questo abbiamo svolto un dibattito molto importante nel quale l’Italia si è inserita con una proposta di buon senso e fedele allo spirito del 1975, quando l’Osce è nata dopo gli accordi di Helsinki. Lo spirito della nostra organizzazione resta multilaterale ed è un importante luogo di confronto tra diversi stati”.
Lo scorso dicembre si è dibattuto di una possibile riforma dell’Osce. Ci spiega cosa sta accadendo?
“Lo spirito che vivevamo nel 1975 era quello della cosiddetta guerra fredda. La Conferenza per la sicurezza e la cooperazione europea ha indubbiamente contribuito a ridurre i rischi del conflitto Urss-Usa. L’Osce ha svolto anche un ruolo importante per l’abbattimento del muro che separava i due blocchi contrapposti. L’Osce dovrà essere riformata seguendo lo spirito che l’ha fatta nascere. La nostra è stata l’organizzazione che più è intervenuta nei rischi di conflitto che hanno minacciato l’Europa. Lo abbiamo fatto anche più delle Nazioni Uniti perché la nostra è una presenza capillare in tutti i paesi europei. Io stesso ho diretto la missione di 28 paesi dell’Osce per verificare la correttezza delle ultime elezioni presidenziali negli Stati Uniti”.
In qualche caso siete intervenuti anche in Italia? Ci sono molte richieste di intervento per l’Osce verso il nostro Paese?
“La nostra vigilanza democratica guarda ad est e ad Ovest. Noi riceviamo domande da parte di tutti i paesi membri. E’ nostra cura verificare ogni richiesta di intervento e di vigilanza quando si tratta di elezioni, di democrazia, di economia e di sviluppo. L’Osce segue anche le questioni ambientali e si batte per uno sviluppo coerente ed equilibrato. La nostra vigilanza si estende su ben 56 paesi membri”.
Il conflitto in Russo-Georgiano ha rilanciato il ruolo dell’Osce. Oggi come guardate al ruolo della Russia nell’ambito Osce?
“La Russia è un paese che deve essere rispettato in quanto membro Osce. Ma non dobbiamo avere paura della Russia. Il passaggio dall’Urss alla Russia è stato importante. Non dobbiamo dimenticarlo”.