martedì 14 aprile 2009

Se permettete parliamo di Giuseppe Maranini

Inter-Juventus 3-1, 18 dicembre 1960

Visto che questa sarà la settimana di Juventus-Inter ho pensato bene di ricordare uno dei tanti derby d'Italia, quello del campionato 1960-61 (La prima foto sopra documenta un attacco interista di Mario Corso contro il portiere della Juve Vavassori). Lo faccio per scaramanzia visto che quello scudetto fu vinto dalla Juventus dopo un girone d'andata non proprio esaltante. E allora ho deciso di postare un servizio fotografico su questa partita combattutissima che si svolse nel dicembre del 1960. Per la precisione la partita venne disputata il 18 dicembre del 1960. In quel campionato ci fu l'esordio di Helenio Herrera sulla panchina dell'Inter. Mentre sulla panca della Juventus sedeva un cert Gunnar Gren che riuscì a bissare lo scudetto dell'anno precedente per la Juve. Ma il peggio sarebbe arrivato qualche mese dopo nel girone di ritorno. Il 16 aprile del 1961 si giocò Juventus-Inter: a Torino, la partita venne sospesa per un'invasione di campo da parte di tifosi entrati all'interno dello stadio senza biglietto e i nerazzurri chiesero lo 0-2 a tavolino: inizialmente la CAF assegnò la vittoria ai nerazzurri, poi, la notte precedente l'ultima giornata di campionato con l'Inter a pari punti con la Juve, ritrattò e ordinò di ridisputare la gara. A quel punto tra le due squadre si creò una distanza di due punti, e con il pareggio della Juve e la sconfitta dell'Inter nell'ultima giornata (2-0), la Juve divenne campione. Il 10 giugno, in occasione del recupero di Juventus-Inter dopo la conclusione del campionato, per protesta, il presidente nerazzurro Angelo Moratti ordinò ad Herrera di schierare la squadra primavera, accusando la CAF di aver subito l'ingerenza del presidente federale (allora il venticinquenne Umberto Agnelli era presidente sia della Juventus sia della FIGC). La partita finì 9-1 per la Juve, con un Omar Sivori realizzò 6 gol; per i milanesi segnò su rigore il diciottenne Sandro Mazzola, figlio dell'indimenticato Valentino e futura bandiera nerazzurra. Ma quella del 18 dicembre del 1960 fu una partita vera. Ma veniamo alle immagini della partita. Quello che vedete qui a fianco è il tiro di Mario Corso al 28' del primo tempo che porta in vantaggio l'Inter. La reazione della Juventus fu veemente. Ma non portò al pareggio. Anzi, a raddoppiare ci pensò l'inter con una bella rete di Morbello (foto a fianco). Morbello è a terra perchè è stato buttato a terra dai bianconeri Burnich e Cervato. Sulla sinistra potete vedere Firmani che aveva appena passato il pallone all'attaccante interista. Ma il capolavoro interista arriva con una bella papera della difesa juventina al 70' del secondo tempo. La difesa della Juve si occupa con la massima attenzione di Mariolino Corso, ma il giocatore dell'Inter è astuto e quindi non si fa buttare a terra e passa il pallone al liberissimo Firmani che insacca facilmente. Infatti (vedi foto a sinistra), potete notare che i difensori della Juventus Cervato e Burnich guardano stupiti la palla mentre si insacca nella porta della Juve. A quel punto per l'Inter fu l'apoteosi totale. A quel punto i nerazzurri ebbero il controllo totale del campo. Ma la Juve ebbe un sussulto al 77', quando Boniperti si trovò faccia a faccia con il portiere interista Buffon (Ultima foto in basso). I due ebbero uno scontro in area, ma Boniperti riuscì a passare la palla a Mora che riuscì a mettere la palla dentro la rete per il gol della bandiera juventina. Il gol di Mora chiude questo bel ricordo di Inter-Juve. Mi auguro che domenica prossima accada lo stesso. Ma che alla fine lo scudetto non sia vinto dalla Juve...Alla fine dell'incontro, le parole di Herrera furono quasi profetiche sulla juve: "Hanno giocato meglio di noi, non c'è che dire. La mia squadra, ancora, fornisce un volume di gioco soltanto del 40 per cento delle sue capacità. Però non mi lamento. Dopo tutte le vicissitudini, siamo ancora in buona posizione di classifica (Secondi a 16 punti dietro la capolista Roma a 17. La Juve era solo al sesto posto): sono convinto che presto la Juve si metterà a girare e allora...saranno guai per tutti".

...E alla Lega gli diamo la legge elettorale spagnola

Intervista a Benedetto della Vedova
Voce Repubblicana del 15 aprile 2009
di Lanfranco Palazzolo

Se passasse il referendum elettorale con la Lega si potrebbe pensare all’ipotesi di una lista unica con il Pdl. Lo ha detto alla Voce Repubblicana il deputato del Popolo delle libertà Benedetto Della Vedova. Il parlamentare si dichiara favorevole allo svolgimento del referendum insieme alle altre consultazioni europee e amministrative.
Onorevole Della Vedova, perché è favorevole all’election day?
“In ogni occasione sono sempre stato favorevole all’accorparmento del voto referendario con un altro tipo di voto politico Anche negli anni ’90, in occasione delle stagioni referendarie, ho sempre mantenuto questa posizione perché è giusto semplificare la vita ai cittadini. Penso sia giusto agevolare gli elettori. Questo è un dato di ragionevolezza. Negli Stati Uniti nessuno mostra scandalo che si voti per il referendum e per le presidenziali. Se si introduce un elemento di ragionevolezza non si fa un danno a nessuno. Qualcuno ha pensato di utilizzare il non accorpamento per affossare il referendum. Questo voto referendario sancisce per via legislativa un’acquisizione che c’è già stata politicamente: garantire il confronto tra due grandi partiti e non tra due grandi coalizioni caravanserraglio. Questo bipartitismo potrebbe essere messo in discussione se i due grandi partiti decidessero di stipulare alleanza con altre forze politiche. Da questo punto di vista il referendum segnerebbe un passo in avanti”.
Cosa ne pensa dello scontro politico con la Lega Nord? Il ministro dell’Interno Roberto Maroni non ne vuole sapere dell’accorpamento di queste due consultazioni.
“Capisco perfettamente che la Lega abbia l’interesse a non definire in modo più netto l’assetto referendario della politica italiana perché questo garantisce a questa forza politica molta libertà in più, una capacità di condizionamento, di pressione politica. Credo che con la Lega si debba discutere. Credo che sia un errore rinunciare all’election day solo per non scontentare la Lega. Ecco perché dobbiamo discutere. Non credo che l’obiettivo del Pdl sia quello di punire la Lega. Questo partito è un alleato importante del Popolo delle Libertà che certo non vuole punire il Carroccio. Proprio per questo si potrebbe pensare all’ipotesi di una lista unica Lega-Pdl alle elezioni politiche”.
Cosa si potrebbe fare per tranquillizzare la Lega?
“Una legge elettorale di tipo spagnolo che permette un sano bipolarismo e nello stesso tempo garantisce le altre forze politiche minori”.
E’ possibile organizzare tre consultazioni elettorali diverse nello stesso giorno? Ci sono degli inconvenienti?
“Non credo proprio che ci siano problemi. Non siamo nel secondo dopoguerra. La dimestichezza degli italiani per questo tipo di consultazione è ormai un dato acquisito. Questa è la mia convinzione”.