mercoledì 15 aprile 2009

Il debito pubblico

Non so se avete letto la notizia diffusa oggi sul debito pubblico. Secondo Bankitalia, il debito delle amministrazioni pubbliche italiane ha toccato in valore assoluto un nuovo record: a febbraio si è attestato a 1.708,060 miliardi di euro. È quanto si legge nel Supplemento al Bollettino Statistico dedicato alla “Finanza pubblica” della Banca d'Italia. Alla fine del 2008 il debito pubblico italiano si è attestato a 1.663.637 milioni ovvero al 105,8% del Pil in rialzo rispetto al 103,5% del Pil del 2007 (1.598.975 milioni). Il debito era comunque risultato in calo: alla fine dello scorso anno si è infatti attestato a 1.663,6 miliardi di euro rispetto ai 1.686,5 miliardi del record segnato a novembre. In valore assoluto si tratta di 22,9 miliardi in meno. Qui sopra vi ho piazzato uno schemetto che ci spiega come si è involuto il debito pubblico italiano rispetto agli altri paesi industrializzati. La tabella sopra l'ho trovata su "La Croix" dello scorso 9 aprile.

Tea party

Povero GOP, non sa più che pesci pigliare. Oggi si è inventato il Tax Day denominato Tea party come se il Presidente degli Stati Uniti fosse il Regno Unito durante il periodo della colonizzazione. A proposito di unità nazionale, se i repubblicani continuano con questa politica non andranno molto lontano.

Ciao Vauro

Come avete visto, ieri ho intervistato l'onorevole Giorgio Lainati sul caso di "Annozero". Lainati mi ha detto che non bisogna trasformare Santoro in un martire. Non mi sarei mai aspettato che alla fine il neo-martire fosse Vauro. Ho sempre pensato che i vignettisti satirici spesso perdono il senso della misura per dimostrare la loro coglionaggine. Questo è il loro dramma. Provate a mettervi nei panni di chi ha visto morire nel terremoto una persona cara per poi vedere in televisione la vignetta di un tipo che fa ironia sulla cubatura dei cimiteri. Ricordo di aver intervistato una volta Vincino che mi aveva detto di essersi pentito di aver ironizzato della moglie di un industriale dei salumi che era stata maciullata da una macchina dell'azienda del marito (Nel mio blog troverete un mio articolo su questo). Vincino mi aveva detto che si era pentito e forse quella vignetta non l'avrebbe fatta mai più. Lo stesso Vincino mi aveva anche raccontato che aveva definito Ugo La Malfa una tartaruga nel momento della sua morte. Questa cialtronaggine non è satira, ma è puro e semplice sciacallaggio. Adesso questo tipo (Vauro) continuerà a riderci su per dimostrare di essere una persona di sano spirito. Mi auguro solo che nessuno faccia ironia su una sua personale disgrazia e che da oggi sia più attento a questo tipo di sensibilità. Però mi chiedo che differenza ci sia tra le scuse del vignettista Staino, imposte dalla direttrice dell'Unita Concita De Gregorio per una vignetta offensiva su Renato Brunetta, e questa rivolta a favore di Vauro. Secondo me questa è la dimostrazione che l'opposizione non è più in grado di produrre nulla di costruttivo se non queste cose. E per questa ragione sono preoccupato.

Perchè non votano?

La prima denuncia contro la partitocrazia

Intervista ad Eugenio Capozzi
Voce Repubblicana del 16 aprile 2009
di Lanfranco Palazzolo

Giuseppe Maranini è stato il primo studioso a denunciare nel 1949 la partitocrazia. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il prof. Eugenio Capozzi, docente di Storia contemporanea alla facoltà di Lettere dell'università degli studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, autore de “Il sogno di una costituzione. Giuseppe Maranini e l'Italia del novecento”, Edizioni, Il Mulino.
Professor Capozzi, come si è comportata la saggistica italiana nei confronti di questo studioso che fu avversato dal Partito Comunista Italiano?
“Dopo la sua morte, nel 1969, Maranini ha subito un oblio che è legato ad una stagione culturale italiana nella quale tutto il pensiero liberaldemocratico è stato eclissato. Quando Maranini muore alla fine degli anni ’60, le categorie con le quali interpretava la realtà politica italiana, i fondamenti con i quali interpretava la democrazia italiane erano stati corrosi dal nuovo radicalismo politico del ’68. Per molti anni, le sue idee del rafforzamento della democrazia attraverso la costituzionalizzazione dei partiti e del rafforzamento del governo erano considerati degli espedienti borghesi. Le critiche di Maranini contro la partitocrazia furono recuperate solo dalla fine degli anni ’70”.
Quale fu il rapporto di Giuseppe Maranini con la sinistra visto che il quotidiano “l’Unità” gli dedicò un necrologio molto offensivo?
“I rapporti non erano certo idilliaci. Questo rapporto è emblematico, in generale, di un certo atteggiamento della classe politica italiana in generale. Molti pensavano che le battaglie di Maranini erano una sorta di criptofascismo. Anche Maranini subisce questa operazione di martellamento propagandistico. Il Pci era in prima fila per difendere un’idea di democrazia parlamentare priva di correttivi. Per Maranini quello era un assemblearismo parlamentare”.
Negli anni ’60 Maranini fondò un movimento che si chiamava Alleanza Costituzionale. Cosa chiedeva?
“Maranini era convinto che la Costituzione dovesse essere cambiata perché non era al riparo dalla Partitocrazia. Nella seconda metà degli anni ’50 valorizza alcuni organi costituzionali come la Corte costituzionale e il Csm. Negli anni ’60 ritorna a pensare ad una modifica della Costituzione. In questo periodo si avvicina alle posizioni del repubblicano Randolfo Pacciardi che porta avanti il progetto presidenzialista. Ma abbandona questa strada e fonda un movimento chiamato Alleanza costituzionale per correggere il sistema politico italiano attraverso la modifica della legge elettorale italiana in senso maggioritario”.
Quali erano i rapporti di Maranini con Giovanni Spadolini?
“I rapporti erano buonissimo. Fu proprio Maranini a chiamarlo chiamandolo alla facoltà di Scienze politiche Cesare Alfieri di Firenze per poi affidargli la cattedra di storia contemporanea”.

Non trasformiamo Santoro in un martire

Intervista a Giorgio Lainati
Il Tempo, 15 aprile 2009
Di Lanfranco Palazzolo

Michele Santoro punta al martirio politico-mediatico. Dobbiamo evitarlo. Il primo a trarne beneficio sarebbe proprio lui. Lo pensa il Vicepresidente della Vigilanza Rai Giorgio Lainati (Pdl).
Onorevole Lainati, cosa farete dopo la puntata di Annozero sul terremoto in Abruzzo?
“Oggi si riunirà l'ufficio di Presidenza della Vigilanza. Questa riunione era prevista per parlare del regolamento delle trasmissioni nel periodo elettorale per le europee e le amministrative. Alla luce di quanto accaduto decideremo cosa fare anche sul caso sollevato dalla trasmissione Annozero. Probabilmente chiederemo di ascoltare il Direttore generale della Rai Mauro Masi e direttore della seconda rete Antonio Marano”.
Cosa faranno i vertici Rai dopo quello che è accaduto?
“I responsabili dell'azienda hanno annunciato un approfondimento interno. Ritengo che un'audizione dei vertici della Rai abbia senso solo dopo che l'azienda abbia svolto un percorso interno su quanto è accaduto. Ecco perché oggi non posso dire quando si svolgerà la seduta della Vigilanza con l'azienda sul caso della trasmissione di Michele Santoro”.
Il Partito democratico sarà favorevole ad eventuali iniziative su Annozero?
“La Vigilanza è l'editore della Rai. Le iniziative concrete rispetto alla trasmissione possono essere assunte dal Cda della Rai. Noi abbiamo un potere di indirizzo per sollecitare delle iniziative”.
L'onorevole Davide Caparini (Lega), segretario di Presidenza della Commissione di vigilanza, ha detto che Santoro è un intoccabile e che l'azienda è costretta a farlo lavorare in base alla sentenza del Tribunale del Lavoro del 26 gennaio del 2005.
“L'onorevole Caparini ha ragione. Nel 2004 Santoro andò a fare il parlamentare europeo in modo strumentale candidandosi con la lista Uniti per l'Ulivo. A Strasburgo e a Bruxelles nessuno ricorda i suoi interventi politici nell'ambito del suo mandato. La sentenza del 2005 permise a Santoro di tornare in Rai per agire in una sorta di gestione autonoma all'interno dell'azienda, come se si trattasse di una rete a se. Una sorta di Telesantoro”.
Il Presidente della Commissione Telecomunicazioni della Camera Mario Valducci (Pdl) chiede sanzioni sugli emolumenti del conduttore per contribuire alla ricostruzione dell'Abruzzo.
“La decisione spetta alla Rai. Una scelta di questo tipo avrebbe un grosso impatto emotivo sui soccorritori che sono andati in Abruzzo e messi alla berlina dal programma di Michele Santoro”.
Dal prossimo 17 settembre sono previste 14 puntate della nuova serie di Annozero. Pensa che la nuova serie di Annozero sia scontata?
“La programmazione autunnale dovrà essere vagliata dai nuovi vertici di rete della Rai che saranno nominati entro la fine di aprile. Santoro punta al martirio politico-mediatico. Non è un mistero per nessuno. Il giornalista ha ragione di esistere se viene criticato e sanzionato. Bisognerà riflettere sul da farsi. Non possiamo trasformarlo in un eroe del video. Il primo a guadagnarci da questa situazione sarebbe proprio lui”.

Olanda, le pecore sono sotto controllo per il pastore guardiano