lunedì 20 aprile 2009

L'Ironia di Marianne sul terremoto

Vauro Senesi non è stato l'unico a fare lo spiritoso sul dramma dell'Abruzzo. Ho trovato degli spiritosoni anche in Francia. Sul settimanale Marianne ho visto due vignette sul dramma dei terremotati. Non voglio commentare queste vignette perchè mi sono stufato di vedere questa ironia a buon mercato sulla pelle della gente che ha vissuto il dramma della terra che trema. Le vignette le posto qui sotto. Per dovere aggiungo che anche Marianne ha messo una foto di tutt'altro tono su quello che è accaduto il 6 aprile in provincia de L'Aquila. Ma il settimanale francese non è stato preciso spiegando che le abitazioni sono crollate al primo "choc" ignorando che da settimane la città de L'Aquila era sottoposta a numerosissime scosse. Fare ironia è sempre molto facile, ma fare un'informazione puntuale e corretta non sempre riesce...

Grande Fratello: io tifo per Marcello

Mentre è in corso la puntata finale del Grande Fratello - dopo l'eliminazione di Gianluca - ho maturato la convinzione sull'unico vincitore possibile di questa edizione. Io tifo per Marcello perchè penso sia un bravo ragazzo che non ha fatto nulla per calcolo ed è privo di sentimenti cattivi. Ecco perchè mi auguro che il vincitore del Grande Fratello sia lui e non Ferdy che ha fatto molte mosse per calcolo. Forza Marcello. Il tuo pane è il migliore.

Men at work - Who can it be now 1981


Il Papa regala Topolino al principe Carlo


Il Vaticano smentisce la notizia diffusa questa mattina dal "Times" secondo la quale Benedetto XVI avrebbe donato al principe Carlo d'Inghilterra, che riceverà in udienza la prossima settimana con la consorte Camilla, una copia della richiesta di divorzio di Enrico VIII. Il direttore della sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha inviato una lettera di smentita al direttore del sito internet del quotidiano britannico, nella quale definisce la notizia "completamente falsa e senza alcuna base di fatto". Qui invece abbiamo trovato il vero regalo che Benedetto XVI avrebbe voluto fare al principe Carlo: il numero di Topolino dedicato ai mondiali.

Cosa hanno detto sul 25 aprile

In questi giorni si sta svolgendo un acceso dibattito sulla festa della Liberazione. Secondo me, questo giorno dovrebbe essere una festa della democrazia. Per questa ragione è paradossale che il Presidente del Consiglio debba preoccuparsi della sua partecipazione a questa manifestazione. Questo dipende dal clima di intolleranza che certo non dovrebbero manifestare coloro che festeggiano il 25 aprile. Se fossi in Berlusconi ci andrei alle celebrazioni del 25 aprile. Sarei curioso di vedere la faccia di Oliviero Diliberto e degli altri. Ma vediamo cosa hanno detto gli "eroi" del 25 aprile.

Silvio Berlusconi
"Non ho mai partecipato alle celebrazioni del 25 aprile, perche' credo che ci sia una appropriazione di questa manifestazione da parte di una sola parte della politica. Comunque, ci sto riflettendo, probabilmente saro in campo anch'io...".

Luciano Violante
''Non abbiamo un problema di pacificazione in Italia, siamo in pace da decenni'' ma se ''si intende la pacificazione come parificazione, nel senso che i partigiani e i combattenti di Salo' debbano essere messi sullo stesso piano, non si puo' essere d'accordo''.

Roberto Formigoni
"Mi consulterò con il presidente Berlusconi e valuterò insieme a lui io stesso se andrò in piazza".

Alfio Nicotra (Rifondazione Comunista)
''Non vorrei che per puro calcolo politico, Berlusconi venisse in piazza per fare propaganda e cercare l'incidente: se cosi' fosse, farebbe bene a restarsene a casa anche quest'anno''.

Pino Sgobio (Pdci)
"Il 25 aprile è la festa della Liberazione dall'oppressione nazifascista. Chi non hai mai condannato quel regime e chi non ha mai partecipato alla celebrazone del 25 aprile in tutti questi anni farebbe bene ad astenersi dal partecipare alla manifstazione. Gli italiani non meritano di essere presi ulteriormente in giro".

Nichi Vendola (Sinistra & Libertà)
''Se si tratta di un colpo di teatro - aggiunge subito - non va bene. Celebrare il 25 aprile - ha aggiunto l'esponente di Sinistra e libertà - significa metter al bando qualunque pulsione autoritaristica, qualunque tendenza alla censura, qualunque insano proposito di limitare gli spazi di agibilità democratica''.

Di Pietro e quel messaggio criptato

Dopo una giornata di duro lavoro a "Radio Radicale", mentre tornavo a casa, mi sono imbattuto in questo manifesto dell'ex Pm più noto d'Italia. Lo slogan è di facile presa: "Torniamo in Europa con l'Italia di Valori". Il manifesto contiene due informazioni importanti: la prima è che dobbiamo "tornare in Europa", necessariamente con l'Italia dei Valori; la seconda è che l'Unione europea sta sfidando la forza di gravità. Il mio dubbio è questo: forse Di Pietro voleva esprimere un altro concetto dicendo che l'Europa è sottosopra. Ma allora non si comprende perchè in questa Europa sottosopra l'Italia debba essere segnalata con il colore rosso. Se l'Unione europea è sottosopra anche gli altri dovrebbero essere colorati di rosso. Ma se il messaggio criptato è quello di farci sapere che in Europa le cose non vanno bene allora non si capisce perchè Di Pietro rida. Questi tre messaggi poco chiari rendono questo uno dei manifesti politici peggiori che io abbia visto in questi ultimi mesi. Dopo "Ue!" del Pd ero convinto che si fosse toccato il fondo. Ma è il caso di dire che il peggio deve arrivare.

Partono i referendum repubblicani nel Lazio

Intervista con Massimiliano Iervolino
Voce Repubblicana del 21 aprile 2009
di Lanfranco Palazzolo

La nostra lotta di liberazione referendaria è iniziata. Lo ha detto alla “Voce” Massimiliano Iervolino, Presidente del Comitato promotore dei referendum regionali presentati nel Lazio dai repubblicani e dai radicali sui temi della laicità, della sanità e dell’ambiente. La raccolta delle firme è iniziata sabato scorso.
Massimiliano Iervolino, il vostro obiettivo è quello di raccogliere 50mila firme per ogni referendum?
“Il nostro comitato si chiama Comitato referendario di liberazione Ernesto Nathan. Questo comitato è formato da repubblicani e da radicali. Da sabato scorso abbiamo iniziato la raccolta delle firme su 8 referendum”.
Si tratta di referendum abrogativi?
“Non sono solo abrogativi. Ne abbiamo presentati quattro abrogativi e altri quattro propositivi. In questo secondo caso si tratta di una novità assoluta per le regioni. Questi referendum sono importanti. Insieme agli amici repubblicani ci siamo resi conto che dopo 9 anni di Governo laziale di centrodestra e di centrosinistra ci sono tanti problemi non risolti in questa regione. Si tratta dei problemi relativi alla Sanità, ai rifiuti, quelli sulla mancanza di laicità e sui cosiddetti costi della politica e della non-democrazia. In questi mesi abbiamo pensato come poter ridare la parola agli elettori. Quindi siamo partiti dallo Statuto della Regione Lazio per comprendere quali erano le possibilità che ci concedeva lo Statuto della Regione Lazio. La Carta della Regione consentiva anche di presentare dei referendum abrogativi abrogativi, grazie ad una legge del 1980, e di fare i referendum propositivi grazie ad una legge del 2004”.
Anche nelle altre regioni si possono fare referendum propositivi?
“Il Lazio è l’unica regione a statuto ordinario che prevede di fare questi referendum. In questi mesi ci siamo organizzati per presentare questi referendum. A cinque anni dalla legge regionale sul referendum propositivo però non esiste ancora una legge attuativa in materia. La Regione Lazio non ha ancora un Comitato di garanzia statutaria che deve stabilire l’ammissibilità di tutti i quesiti referendari. La nostra battaglia è di legalità. Vogliamo aiutare i “paladini” della partecipazione popolare di centrodestra e di centrosinistra che devono istituire questo organo”.
A chi vi rivolgete?
“A tutti i cittadini e simpatizzanti delle nostre idee che ci vogliono dare una mano per raccogliere le firme su questi quesiti. Oggi vogliamo realizzare quella Liberazione dalla partitocrazia. Con questa iniziativa stiamo facendo un esperimento come promotori di democrazia”.
Dove pensate di raccogliere le firme sui quesiti referendari?
“Per quanto riguarda i radicali, partiremo soprattutto da Roma. I repubblicani ci aiuteranno anche nelle altre province del Lazio dove ci sono molte sezioni del Pri”.