martedì 21 aprile 2009

Il 25 aprile di Berlusconi: tutto merito del Presidente Francesco Cossiga

Questa è una lettera inviata al quotidiano "la Repubblica", il 25 marzo scorso, dal presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga che annunciava la prossima partecipazione del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alle celebrazioni della festa della Liberazione per il 25 aprile. Il giorno successivo, in un'intervista su "Il Riformista", Cossiga confessa che Berlusconi gli avrebbe confermato l'intenzione di partecipare alle celebrazioni di sabato prossimo.

Camera: canale satellitare ancora non ci siamo

Questo articolo è uscito oggi sulla "Voce Repubblicana" e pubblicato nella rassegna stampa della Camera. Per ragioni di spazio è stato ridotto e allora lo pubblico integralmente qui visto che il blog serve anche a questo.

Fermate Anna Galiena su quel canale. Nei giorni scorsi abbiamo parlato del canale satellitare della Camera dei deputati. Lo abbiamo fatto perché era stato diffuso un comunicato relativo alle trasmissioni pasquali. Adesso, a quanto pare, il canale satellitare della Camera rilancia. In via sperimentale, la televisione della Camera si arricchisce di una sua programmazione serale. A partire da ieri sera, lunedì 20 aprile, infatti, dalle 22 - con replica dalle 7 del mattino del giorno successivo – è iniziata la trasmissione di approfondimenti sull’attività di Montecitorio, interviste, eventi. La programmazione di lunedì prevede alle 22 la messa in onda delle interviste ai Vicepresidenti Rocco Buttiglione e Maurizio Lupi, a seguire, per la serie “Montecitorio su Youtube”, Il nuovo sistema di voto, quindi, per la serie “Evento culturale”, Anna Galiena legge “Il Canzoniere” di Francesco Petrarca. Stasera, martedì 21, sempre alle 22 e sempre con replica il mattino successivo alle 7, verranno trasmesse le interviste ai Vicepresidenti Antonio Leone e Rosy Bindi, quindi per “Montecitorio su Youtube”, la visita di Nancy Pelosi e per “Evento culturale”, “Quell’enorme lapide bianca”, lettura teatrale nel Giorno del Ricordo della tragedia delle genti Giuliane, Istriane, Fiumane e Dalmate. Nello stesso tempo, abbiamo appreso che la Camera dei deputati trasmetterà in via sperimentale, da lunedì 20 aprile, in diretta sul proprio sito (http://www.camera.it/) le conferenze stampa dei deputati che si tengono a Montecitorio. Dalla Camera hanno spiegato che “è una scelta fatta per rendere sempre più trasparente e accessibile a tutti l’attività che si svolge alla Camera anche al di là dei lavori dell’Aula e delle Commissioni che già sono fruibili da diversi anni sul web. La trasmissione delle conferenze stampa risponde ad un’esigenza di pubblicità delle iniziative dei parlamentari, assicurerà condizioni di maggiore favore per il lavoro dei giornalisti e consentirà l’accesso a tale documentazione da parte di tutti i cittadini interessati”. L’iniziativa della Camera è lodevole, ma riteniamo che nel canale satellitare e nel sito della Camera non abbiano ancora in mente cosa significhi fare informazione istituzionale. A nostro giudizio non ha senso evitare di trasmettere nel canale satellitare le sedute delle commissioni parlamentari per mandare in onda interviste alle alte cariche della Camera. La priorità di una rete istituzionale come quella della Camera deve essere la trasmissione di quello che accade nel palazzo: in aula e nelle commissioni. (A proposito, a chi spetterebbe la trasmissione delle sedute bicamerali?) Una volta realizzata questa missione si può pensare ad altro. E quindi non ha senso evitare di trasmettere le conferenze stampa alla Camera sul canale satellitare per metterle a disposizione sul sito. Questo è un errore. Ed è un errore dare la priorità ad Anna Galiena piuttosto che a quello che succede dentro il palazzo. Se pubblicità della Camera ci deve essere che almeno sia fatta con intelligenza. Prima di Petrarca viene altro. I cittadini hanno il dovere di essere informati sulle cose che li riguardano e non vedere interviste che possono ammirare tutte le sere a “Porta a Porta”. Altrimenti il rischio è quello di vedere la nascita di un canale che a parole si presenta come una rete istituzionale, ma che è destinato a fare la fine di Rai-Educational che si dichiara rete culturale per poi occuparsi della biografia di Raffaella Carrà e di Pippo Baudo.

25 aprile: grazie Berlusconi

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha deciso di celebrare il 25 aprile. Lo ha confermato lo stesso premier rispondendo alle domande dei giornalisti, al termine di un incontro a via dell'Umiltà dedicato alle Europee. "Lo celebrerò - ha spiegato - ma dove lo comunicherò più avanti. Credo ci sia bisogno di dire qualcosa perché non se ne appropri solo una parte". Sono felice che il Presidente del Consiglio abbia preso questa decisione. Il 25 aprile non è un appannaggio della sola sinistra che pensa di aver combattuto da sola per la Liberazione. Se fosse stato per loro oggi ci sarebbero ancora i nazisti. Ma non dimentichiamo che quella guerra i comunisti l'avevano messa in cantiere con i nazisti.

Cosa hanno detto sul razzismo nei campi di calcio?

"Se posso esprimere la mia posizione, sono contento che il campo della Juventus sia stato vietato ai tifosi per la prossima partita dopo i cori razzisti nei confronti dell'attaccante interista Balottelli. E' ora di prendere dei provvedimenti seri soprattutto contro le grandi squadre che permettono ai propri tifosi di comportarsi così. Trovo che sia ridicola la minaccia dell'Uefa di sospendere le partite dopo i cori razzisti. Così si darebbe un potere enorme alle tifoserie delle squadre di calcio che potrebbero mettersi d'accordo con i tifosi. Esempio: sto perdendo 3-0 e chiedo ai capitifosi della mia squadra di inneggiare cori razzisti. Il gioco è fatto. Se invece la minaccia è quella di far giocare le partite a porte chiuse forse le società di calcio si impegneranno di più ad isolare i razzisti. Mi sono spiegato?! Forse questi sono concetti troppo complicati per gli addetti ai lavori o forse certe cose è meglio non dirle. Ma ecco cosa hanno detto i nostri eroi della domenica su questa polemica. Un'ultima aggiunta. Volevo solo ricordare a Platini (vedi le sue dichiarazioni sotto) che è un cinico. Il numero 10 della Juventus ha giocato una partita di calcio nel 1985 sapendo che erano morte più di trenta persone e ha anche esultato. Quindi è meglio che stia zitto".

Prima della decisione del giudice sportivo di far disputare la partita della Juve a porte chiuse


Jorge dos Santos Filho, detto anche Juary
"Purtroppo c'é cultura razzista nel vostro calcio, e questo non fa bene allo sport, non fa bene a nessuno", ha detto questa mattina Juary a Radio Anch'io lo Sport. "Alla fine si tratta di poche persone, sono cose che non si capiscono. Purtroppo si tratta di persone non intelligenti che non meritano di entrare nello stadio".

Carlos Dunga
"La gente si sfoga in modo sbagliato, e' una brutta cosa", prosegue il ct 'verdeoro'. "Il calcio deve prendere delle misure adatte per combattere questo fenomeno, ormai il mondo e' globalizzato e non dovrebbero esserci queste difficolta'".

Ignazio La Russa
''Nei casi di cori razzisti, l'arbitro dovrebbe bloccare per un attimo la partita. Se i cori continuano, bisogna interrompere la gara. Bisogna integrare la norma attuale che prevede la sospensione della partita per striscioni razzisti, mi faro' promotore per arrivare ad un'integrazione della legge'".

Emanuele Fiano
''Razzismo che va combattuto con durezza. Mi auguro che sia la magistratura che il ministro dell'Interno Maroni interverranno con la massima severita', perche' nessuna tolleranza e' possibile rispetto al grado di incivilta' raggiunto negli stadi. Presentero' al ministro dell'Interno -conclude l'esponente democratico- un'interrogazione per verificare se possa essere applicata la cosiddetta legge Mancino su questo che e' solo l'ultimo di una lunga serie di inqualificabili episodi''.

Gigi Simoni
"Nel corso della partita di sabato sera non ho sentito un solo coro razzista nei confronti di Muntari. Per questo non credo che i fischi a Balotelli riguardino il colore della pelle. Piuttosto bisogna soffermarsi sugli atteggiamenti di questo ragazzo che molte volte sono riprovevoli".

DOPO LA DECISIONE DEL GIUDICE SPORTIVO DI FAR DISPUTARE LA PARTITA A PORTE CHIUSE

Il Codacons
"E' la dimostrazione che non ci si puo' fidare - si legge in una nota del Codacons - della 'giustizia' sportiva. Per questo chiediamo ancora l'intervento del ministro degli Interni. Secondo l'art. 10 del Codice di Giustizia Sportiva (Prevenzione di fatti violenti e responsabilita' per comportamenti di razzismo), in caso di recidiva (e il giudice ha riconosciuto 'la pervicace reiterazione di tali deplorevoli comportamenti'), il giudice avrebbe potuto applicare le sanzioni previste dall'art. 13 comma 1, lettera d) ed e), ossia obbligo di disputare una o piu' gare a porte chiuse o squalifica del campo fino a due anni. Quindi, una giornata a porte chiuse e' il minimo sindacale".

Giancarlo Abete
"Esprimo ferma condanna per i cori razzisti. Rifletteremo su un possibile rafforzamento delle norme federali. Ma non siamo la feccia del mondo".

Roberto Formigoni
''I cori contro Balotelli sono stati gli stessi che venivano usati sui campi di mezza Italia 10 anni fa nei confronti di un giocatore esemplare come Franco Baresi, capitano della Nazionale e del Milan, campione d'Italia e del mondo''. ''Nessuno mai lontanamente, - ha sottolineato Formigoni - si e' sognato di dare nemmeno 10 mila lire di multa ai tifosi o alla squadra che trattavano Baresi allo stesso modo con cui e' stato trattato Balotelli. Mi sembra che da un po' di tempo - ha concluso - nel calcio italiano vengano adottati due pesi e due misure''.

Claudio Ranieri
"Un turno a porte chiuse? Non credo che sia una decisione giusta. Ci deve essere reiterazione e invece li' e' stata una sola partita, per questo credo che sia stato corretto presentare ricorso".

Michel Platinì
"So che è un momentodifficile - ha detto il presidente dell'Uefa commentando quanto avvenuto sabato a Torino nei confronti di Mario Balotelli - e la federcalcio italiana si è presa le sue responsabilità. Noi proveremo da oggi in poi, quando ci sono delle cose di questo tipo, a chiudere la partita, smettere di giocare per una decina di minuti e poi fare degli annunci, se la cosa dovesse continuare allora proveremo a chiudere la partita. Bisognerà avere il coraggio di farlo, quello che dobbiamo fare è sospendere la partita quando ci sono atti del genere sugli spalti".

Oggi è la giornata della Shoa


All'indomani dell'assurdo attacco contro Israele da parte del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, lo Stato ebraico ricorda oggi i sei milioni di ebrei sterminati nell'Olocausto. "Il nazismo è stato sconfitto, ma l'antisemitismo è ancora vivo", ha affermato ieri sera il presidente israeliano Shimon Peres, nel corso della cerimonia di apertura della Giornata della Memoria, allo Yad Vashem di Gerusalemme. "I gas sono evaporati, ma i veleni rimangono", ha aggiunto.

Maroni deve ascoltare il Comitato promotore

Intervista al senatore Stefano Ceccanti
Voce Repubblicana del 22 aprile 2009
di Lanfranco Palazzolo

Se il Governo sceglierà di tenere il referendum dopo il 14 giugno dovrà ascoltare il Comitato promotore dei referendum elettorali. Lo ha detto alla “Voce” il senatore Stefano Ceccanti.
Senatore Ceccanti, cosa accadrà sul referendum elettorale? Come ha visto la polemica politica di questi giorni sull’election day?
“Avrei trovato molto più limpida la decisione dell’accorpamento in un’unica tornata di elezioni amministrative, europee e referendum. Non c’è alcun ostacolo ad una scelta di questo genere. Quindi, vista la condizione globale del paese, un risparmio su questa spesa sarebbe importante. Il ministro degli Interni ancora non ha formalizzato alcuna proposta, in particolare ai membri del Comitato promotore dei referendum. Il soggetto che rappresenta gli elettori che hanno firmato il referendum è il comitato promotore che è un potere dello Stato. Senza il Comitato promotore non si può fare niente”.
Accusa il ministro Maroni di essere poco limpido nei suoi comportamenti?
“Questo atteggiamento è irrituale. Il Pdl sostiene che tra le ipotesi possibili su cui sondare l’opposizione c’è il rinvio di un anno. Il ministro dell’Interno sonda i partiti, ma non parla con il Comitato promotore del referendum. Mi sembra un comportamento irrituale”.
Si arriverà allo slittamento di un anno del referendum?
“Secondo me non si può fare una cosa del genere. I cittadini hanno firmato per i referendum per tenerlo entro la sua scadenza ordinaria. A meno che il Comitato promotore del referendum sia d’accordo. In questo caso si può decidere per il rinvio. Al momento il Comitato promotore non può essere consultato”.
Ricorda altri casi di election day?
“No, ma fino a qualche anno fa il referendum non si abbinava a nessun altro tipo di consultazioni perché si partiva dal presupposto che le due logiche del voto si ‘inquinassero’. Ma nel recente passato si è deciso di accorpare elezioni amministrative e politiche”.
Qual è il problema politico?
“E’ la Lega che non vuole il referendum e detiene alcuni ministeri importanti come il ministero dell’Interno”.
Sarebbe d’accordo ad evitare l’election day?
“L’unica scelta possibile è il 14 giugno. Oggi stiamo andando verso un’indizione verso il 21. Secondo la legge, per indire questo voto il 21 ci vuole in consenso del Comitato promotore del referendum. Questo passaggio non è stato esperito”.
Ma il ministro Maroni non è ancora accusabile di nulla visto che non ha ancora preso una decisione.
“Non c’è dubbio che sia così. Lo decideranno il prossimo Consiglio dei ministri di venerdì prossimo probabilmente stabilendo la data del 14 giugno. E poi faranno un disegno di legge per spostare il referendum. Questa è una scelta anomala. Se decideranno di evitare il Comitato promotore dei referendum sarà una scelta illegittima”.

Piccoli partiti nascono