sabato 25 aprile 2009

Non candideremo un Luigi Berlinguer

Intervista a Giuseppe Gargani
Di Lanfranco Palazzolo
Il Tempo, 25 aprile 2009

Il Pdl non farà l’errore di candidare personaggi estranei allo sviluppo delle istituzioni europee come Luigi Berlinguer. Lo pensa il deputato europeo Giuseppe Gargani, membro del gruppo parlamentare del Ppe e della Commissione giuridica dell’europarlamento.
Onorevole Gargani, nel Partito democratico è in corso una guerra senza quartiere per le candidature alle elezioni europee. Cosa farà il Pdl?
“In queste elezioni europee ci sarà l’esordio di questo grande soggetto politico. Lo scorso anno, Berlusconi aveva auspicato la nascita di questo soggetto e alle elezioni politiche aveva rivolto un appello all’elettorato moderato per la nascita di un grande comitato elettorale. Questo comitato elettorale oggi è un grande partito e si presenta al giudizio degli elettori. Come partito questo nuovo soggetto deve privilegiare il suo appoggio al Governo italiano e al Presidente del Consiglio, ma nello stesso tempo deve presentarsi agli elettori con una rappresentanza adatta ai problemi dell’Unione europea. Questa rappresentanza deve comprendere i tradizionali quadri che si sono sempre cimentati con i problemi dell’unione europea. Questo non significa evitare ogni possibilità di rinnovamento del Partito. Ma oggi abbiamo l’obbligo di riconfermare la presenza di coloro che si sono impegnati in Europa concretamente. Oggi è necessario battersi per le nuove sfide dell’Unione europea per dare un maggior peso ed importanza alle istituzioni europee. In primo luogo al Parlamento europeo”.
Teme il rischio della presentazione di liste d’immagine visto che i partiti dovranno fare i conti con le preferenze?
“Per quanto ci riguarda non credo che ci sia questo rischio. Il metodo che si sta seguendo per fare le liste è proprio quello di dare peso alle nostre battaglie per l’Europa. Noi contiamo sull’apporto di chi conosce già le istituzioni europee. Oggi dobbiamo pensare che il Pdl avrà un grande peso nel Parlamento europeo. L’Italia è uno dei paesi che ha la delegazione più numerosa. E’ chiaro che questa rappresentanza dovrà essere di rinnovamento, ma anche una rappresentanza di esperienza”.
Quale errore bisogna evitare nella scelta della rappresentanza europea?
“Dobbiamo evitare di fare gli errori che sta facendo il Partito democratico. Ho visto che Dario Franceschini ha scelto di candidare persone che sono sempre state estranee al processo di sviluppo delle istituzioni europee. Ho visto che il Pd ha chiesto di candidare nel Nord-Est Luigi Berlinguer. E’ una persona che stimo molto e che ha un grande prestigio. Ma non è un uomo identificabile con le battaglie europee. Luigi Berlinguer è stato messo in lista solo per il suo nome e per la sua faccia”.
Pensa che le istituzioni europee saranno utilizzate per attaccare l’Italia seguendo il “metodo Delanoe”?
“Sono abituato a vedere questi attacchi strumentali da almeno 10 anni nel Parlamento europeo. Il centrosinistra ha utilizzato ogni mezzo per attaccare Berlusconi, soprattutto durante il periodo della Presidenza della Commissione europea di Romano Prodi. Non credo che questo repertorio sia cambiato. Il centrosinistra ha utilizzato troppo spesso le istituzioni europee per attaccare Berlusconi. E’ la loro ossessione”.
Crede che l’immagine delle forze moderate italiane sia cambiata in meglio o pensa che questo debba accadere?
“Non penso che questo processo sia stato completato. Il nuovo blocco sociale che ha costituito Berlusconi porterà nuovi contributi politici e si inserirà nel quadro del Ppe. Tutto questo accadrà mentre il Pd si interroga sulla sua collocazione politica nel Partito socialista europeo”.