lunedì 27 aprile 2009

Febbre suina: altro stadio vuoto in Messico

Indro

In questi giorni ho sentito parlare benissimo di Indro Montanelli. Francamente non riesco a capire perchè questo giornalista sia così celebrato. Non credo che oggi qualcuno si ricorderebbe di lui se non per i suoi dissidi con Berlusconi. Se non fosse stato per questo oggi il ricordo di questo giornalista sarebbe diverso. Una volta ho letto un passo di un articolo di Montanelli su "Civiltà fascista" del 1936 nel quale veniva affermato quanto segue: «Non si sarà mai dei dominatori, se non avremo la coscienza esatta di una nostra fatale superiorità. Coi negri non si fraternizza. Non si può, non si deve. Almeno finché non si sia data loro una civiltà». Vorrei che questa frase fosse ricordata da tutti i progressisti italiani che lo amano. Tanti saluti.

Schegge: dieci anni fa Vattimo entra nei Ds

La storia italiana non si ricorderà certo di tutti i passaggi partitici del filosofo Gianni Vattimo. Questo personaggio è passato dall'Asinello ai Ds ad altre formazioni politiche con una disinvoltura degna di uno slanomista. Proprio dieci anni fa Vattimo annunciava il suo passaggio dal partito dell'asinello ai Ds. La ragione era quella della solidità della Quercia. Due anni dopo i Ds sarebbero crollati miseramente contro la Cdl. Oggi, Vattimo ha annunciato il suo passaggio all'Italia dei Valori. Supponiamo per la stessa ragione. Vuoi vedere che tra due anni anche il partito di Di Pietro......

1999

OGGI

Quei fondi per i soggetti deboli

Intervista a Paolo Duranti
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana del28 aprile 2009

Aver proposto l’utilizzo del 5 per mille per la ricostruzione dell’Abruzzo è stato un errore. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Paolo Duranti, autore di numerosi saggi sul fisco tra i quali “Agevolazioni alle imprese”, edito da Spirali.
Prof. Duranti, come ha trovato il comportamento del Governo che ha privilegiato l’ipotesi del 5 per mille rispetto a quella dell’8 per mille a favore delle popolazioni terremotate?
“Non condivido l’atteggiamento del Governo su questa vicenda. L’esecutivo ha dato la priorità all’ipotesi di utilizzare il 5 per mille per sostenere la ricostruzione dell’Abruzzo. Ma l’ipotesi iniziale era sbagliata nel metodo e nel merito. La scelta di devolvere il 5 per mille a favore della ricostruzione avrebbe significato sottrarre quasi 400 milioni di euro alle onlus, alle associazioni no-profit e di volontariato. Questi fondi sono già destinati ai soggetti deboli. E quindi anche ai terremotati. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha parlato di poche risorse. Si tratta comunque di somme ingenti. La cifra non era proprio simbolica”.
Perché il Governo ha evitato accuratamente di affrontare il tema dell’utilizzo dell’8 per mille, visto che viene previsto esplicitamente un capitolo dedicato alle calamità naturali?
“Ho avuto modo di spiegare che sono rimasto sorpreso da questo comportamento. L’interrogativo non me lo sono posto solo io. Ho già chiarito che si doveva lavorare sull’8 per mille al fine di aiutare le popolazioni colpite dal terremoto. Non so dare una risposta a questa domanda”.
Qualcuno ha fatto anche un’ipotesi maliziosa sostenendo che il Governo non ha voluto togliere i fondi dell’8 per mille alla Chiesa.
“Non spetta a me dire questo. Possiamo lavorare di fantasia. Non me la sento di fare ipotesi e supposizioni di questo genere. I fatti ci dicono che il Governo ha aggiunto un 5 per mille bis, la cui efficacia è ancora tutta da dimostrare”.
Se si utilizzasse seriamente la leva dell’8 per mille quanti fondi potrebbero arrivare in Abruzzo?
“Questo non si sa. La Conferenza episcopale italiana ha ricordato che una parte dell’8 per mille sarà destinata alla ricostruzione dell’Abruzzo. Ma la Cei non ha dichiarato l’entità di questa somma. Quindi non si possono fare stime precise. Questa incertezza c’è anche per il 5 per mille. I 18 milioni di cui si era parlato si riferiscono al 2008. Oggi non possiamo dire nulla perché non sappiamo quali saranno le entrate del fisco”.
A quali agevolazioni deve pensare il Governo per l’Abruzzo?
“Le misure a favore del Mezzogiorno valgono anche per l’Abruzzo. Le norme agevolative possono funzionare per l’Abruzzo solo se vengono applicate su tutto il territorio nazionale. Lo Stato deve concentrare le imprese e fare innovazione. Questa è la strada della ripresa per l’Abruzzo”.

Solidarietà a Graziano Cecchini

Invece di dargli il Nobel alla cultura, il giudice Tiziana Gualtieri ha rifilato otto mesi di reclusione, per interruzione di pubblico servizio a Graziano Cecchini, l'artista che il 16 gennaio dello scorso anno facendo scendere dalla scalinata di Trinita' dei Monti, lancio' in Piazza di Spagna circa 500 mila palline colorate. Un suo 'complice', Daniele Pinti ha avuto per aver partecipato allo stesso fatto 4 mesi di reclusione mentre un altro imputato, Michael Rosselli e' stato assolto per non aver commesso il fatto. All'orgine della protesta fatta apparire come una ''azione futurista'' la volonta' di denunciare le scelte politiche e ricordare la Birmania e il ''popolo Karka''. Le palline di diverso colore, giallo verde e rosso invasero la piazza e determinarono l'interruzione del traffico degli autobus che quotidianamente percorrono quei luoghi. Sai che danno visto che Piazza di Spagna è isola pedonale da anni e il percorso delle macchine si svolge solo in una corsia dall'altra parte della piazza. Io a Cecchini gli avrei dato un premio per lo spot a favore di Roma. Ma purtroppo in Italia non si viene condannati per mafia perchè il reato è caduto in prescrizione e si condannano persone che non fanno male ad una mosca.

Febbre suina: in Messico si gioca una partita di calcio a porte chiuse


Ecco perchè è scattato "l'indulto" per i clandestini

Intervista ad Alfredo Mantovano
di Lanfranco Palazzolo
Il Tempo, 27 aprile 2009

Il governo deve recuperare l'errore fatto non approvando l'aumento della permanenza dei clandestini nei Cie. "Nei prossimi giorni ne usciranno ancora" annuncia il sottosegretario Mantovano. «Entro qualche mese riusciremo a bloccare la fuga dei clandestini dai Centri di identificazione e accoglienza, ma il grosso danno è fatto». Il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano non si nasconde dietro giri di parole quando gli si chiede di commentare ciò che è accaduto attorno alla norma che prevedeva di estendere da due a a sei mesi il tempo di permanenza nei Cie.
Sottosegretario «l'indulto» per i clandestini è entrato in vigore.
«Il Governo ha fatto tutto il possibile per evitare questa situazione. Per due volte l'esecutivo ha proposto al Parlamento, la seconda con un decreto, la protrazione del tempo necessario per essere identificati nei Cie per un massimo di sei mesi. Prima il Senato, quando la norma era contenuta nel ddl sicurezza, e poi la Camera nel decreto legge hanno bocciato la norma. Con una parte dei deputati della maggioranza che si sono uniti alle opposizioni».
Cosa può fare il Governo?
«Non può fare altro che rimettere in circolazione i clandestini visto che è decorso il termine dei 60 giorni per il trattenimento».
Vi aspettavate l'imboscata dei franchi tiratori?
«Non ci aspettavamo questa sorpresa. Il centrodestra ha vinto le elezioni sulla base di un programma che prevede la lotta ai clandestini. La norma che volevamo introdurre era pienamente compatibile con le norme europee ed era uno strumento efficace per contrastare l'arrivo di nuovi clandestini. Nel centrodestra erano emerse delle perplessità su altre norme, come quella relativa ai medici, ma non su questa. Per noi è stata una sorpresa a tutti gli effetti. Prima del voto avevo illustrato i termini della questione. Continuo a ritenere che le ragioni di quel voto siano estranee alla questione in sè».
Pensa che i malumori siano riconducibili al continuo ricorso alla decretazione? «Se esistono riserve sul metodo si discute su questo. Non credo sia giusto accanirsi su altre questioni. Il Pdl aveva affrontato l'argomento in una riunione del gruppo parlamentare, ma nessuno aveva detto nulla. Il ddl sicurezza, che invece era stato approvato dal Governo nel maggio del 2008, è ancora all'esame del Parlamento».
Quindi riuscirete a limitare i danni?
«No, ci troviamo davanti ad un danno irrimediabile. I 1038 clandestini che sono usciti dai Cie non possono essere recuperati. Nei prossimi giorni ne usciranno altri 277 grazie a questo gesto improvvido. Se riusciremo ad inserirla nel ddl sicurezza, la norma sull'innalzamento dei sei mesi sarà operativa nel giro di qualche mese. Nel frattempo questi immigrati clandestini torneranno in circuiti che non sono legali. Questa situazione provocherà un danno all'immagine dell'Italia. Molti penseranno che si può arrivare facilmente nel nostro Paese».
Perché avete pensato di passare da due a sei mesi di permanenza quando ci sono Paesi che hanno un termine di ben 18 mesi?
«La Turco-Napolitano prevedeva 30 giorni di permanenza. La Bossi-Fini, che fu duramente osteggiata dalla sinistra, prevedeva il termine di 60 giorni. Il nostro tentativo è stato quello di metterci in linea con gli altri paesi dell'Ue».
Il centrosinistra vi accusa di voler costruire dei lager.
«Invito gli esponenti dell'opposizione a visitare questi centri. Voglio vedere se dopo avranno il coraggio di utilizzare ancora questo termine. Certo se qualcuno di loro, e mi riferisco a qualche parlamentare europeo della sinistra, come è accaduto a Lampedusa, arriva in questi centri per fomentare rivolte allora è meglio che resti a casa sua».