mercoledì 29 aprile 2009

Pd: la luce scomparsa

Oggi mi sono imbattuto in questo manifesto del Partito democratico. Quando l'ho visto ho pensato agli illuministi del XVIII secolo. Loro si che erano intelligenti. Prima di dire qualcosa utilizzavano i lumi della ragione. Ma qui vedo poco senso politico e poco raziocinio. I democratici sostengono che Alemanno ha spento Roma da quando è diventato sindaco della capitale. A questo punto dobbiamo chiederci perchè Veltroni ha deciso di passare la lampadina ad Alemanno e a lasciare il comune di Roma a nemmeno due anni dalle elezioni comunali di Roma. Se il precedente sindaco di Roma (Ualter) aveva il merito di tenere la luce sulla capitale perchè i suoi lumi si sono spenti non appena è approdato alla bella politica? La domanda è destinata a restare senza risposta come non ci sono motivazioni plausibili per spiegare questo manifesto. Non riusciamo a comprendere quale sia il nesso tra la luce spenta a Roma e le luci che illuminano lo schermo delle prossime elezioni europee. Tutto questo è alquanto oscuro. Invece restano chiarissime le ragioni che hanno portato gli autori di questo manifesto a perdere le elezioni politiche, le amministrative di Roma e a perdere anche le successive elezioni in Sicilia e quelle regionali in Sardegna. Ma siete sicuri di avere una candela per trovare l'interruttore dal quale riaccendere la luce?

Salviamo la sede del PRI

Tutta colpa della Lega Nord

La Voce Repubblicana 30 aprile 2009
Intervista a Giovanni Guzzetta
di Lanfranco Palazzolo

La Lega Nord si è schierata contro i referendum elettorale. Lo ha detto il Presidente del Comitato promotore dei referendum elettorali, il prof. Giovanni Guzzetta.
Professor Guzzetta, come si è comportato il Parlamento sulla data del referendum dopo aver approvato la leggina che sposta dal data del voto referendario al 21 giugno?

“Abbiamo chiesto a lungo di essere ricevuto dal ministro dell’Interno Roberto Maroni. Alla fine siamo stati ricevuti. E il ministro ci ha detto che sarebbe stata fissata la data del voto al 14 giugno e poi sarebbe stata presentata una legge per spostare il referendum dopo quella data. Il Comitato ha spiegato che il referendum andava accorpato al voto delle elezioni europee del 7 giugno. La politica fa le sue scelte. Non possiamo che accettarle. La Lega Nord ha evitato questa scelta costringendo gli elettori ad andare a votare due volte e a far spendere milioni allo Stato per tenere queste due consultazioni”.
Il parere che voi avevate dato al ministro era vincolante?
“Su questo c’è stato un grande dibattito. Dal nostro punto di vista la nostra opinione era importante. Non è stato un bel segnale. Chi lo compie se ne assume le sue responsabilità”.
Come ha trovato l’astensione del Partito democratico alla legge che sposta il referendum? Il Pd aveva abbracciato la vostra battaglia e alla fine si è alleata con la Lega?
“Questo bisognerebbe chiederlo a loro. Ci sono state valutazioni diverse. La vicenda non cambia. Si è fatto di tutto per mettere in atto la scelta meno giusta e più dannosa. Si è cercato di rendere la vita difficile al referendum senza pensare ai costi economici e politici che questa scelta si portava dietro. Il vero avversare dell’election day è stata la Lega”.
Se il referendum raggiungesse il quorum quanti soldi andrebbero al Comitato promotore del referendum come rimborsi?
“Sono 500mila euro per ogni quesito referendum”.
Quali sono le stime per le spese sul voto referendario dopo il 14 giugno?
“Ci sono due stime. La voce.info ha scritto che è di 113 milioni di euro, con tutta una serie di calcoli. Il ministero dell’Interno ha fatto una una serie di calcoli stimando di tenere il voto il 14 giugno. Per il Viminale, la spesa sarebbe stata 173 milioni di euro. Alla luce di questa stima, in base alla stima dei votanti al secondo turno delle amministrative, la stima è di circa 140 milioni di euro. Sono valutazioni che può fare chiunque. Per il 21 giugno la cifra dovrebbe essere questa per il Viminale”.
Come ha trovato la scelta di votare questa legge in Commissione deliberante?
“Non mi interessa questo aspetto. Il voto di martedì in Commissione Affari costituzionali al Senato è l’ultimo atto di un processo nel quale c’è stato un evidente contrasto contro i referendum. Quello era l’ultimo atto”.

Fermate Massimo Ghini

"Si potrebbe dire che la vita di Mattei e' un pezzo di storia di questo Paese e come tale merita di essere raccontata sempre, non e' ricattabile da mode, tempi od opportunismi narrativi. Ha in se' un'attualita' che non conosce pause". Sono d'accordissimo con queste parole che accompagnano il comunicato stampa per presentare la fiction su Enrico Mattei. Il peccato di questa fiction è che si tratta di una fiction e che questo film televisivo viene interpretato da Massimo Ghini. Ero e sono molto affezionato al Caso Mattei girato da Francesco Rosi. Il film di Rosi è una storia avvincente, girata con il cuore e la capacità di un grande regista. Ancora prima di vedere questa fiction siamo convinti che si tratta di un'opera di serie B. Del resto il nome di Giorgio Capitani, promosso dalla Rai a grande regista storico, è la migliore garanzia sulla scarsa qualità dell'opera. Come si può pensare di affidare a Capitani, che ha girato film come "I pompieri" e "Rimini, RImini" la patente del grande storico. Quanto a Massimo Ghini possiamo dire che ormai è stato promosso ad attore interprete del tutto. In questi anni lo abbiamo visto nei panni di Gregory Peck nella riduzione teatrale di Vacanze Romane. Adesso, dopo averlo visto all'opera nel grande capolavoro "Natale a Rio", avremo il piacere nei panni del grande industriale italiano. Ma c'è un pudore nel fare certe cose. Cominciamo a pensare di no. Ps: negli anni '40, i bozzetti dei progetti di grafica non si facevano sui fogli A4 che abbiamo oggi. Lo ricordo al regista e al grande attore...

E il Pd candidò la "Schedina"

Il candidato sindaco di Firenze, del centrosinistra, Matteo Renzi (Pd), ha candidato in una delle due liste civiche a suo sostegno Elisa Sergi, 26 anni, ex 'schedina' della trasmissione 'Quelli che il calcio'. Elisa Sergi attualmente conduce una trasmissione di sport sulla tv locale Rtv38. La notizia e' stata anticipata stamani dal quotidiano 'Il Firenze'. La notizia e' destinata a suscitare polemiche dopo le diatribe sulle candidature possibili di letterine e schedine nelle fila del Pdl.

Febbre suina: negli Stati Uniti il primo morto

Oggi c'è stato il primo decesso negli Stati Uniti. Si tratta di un bambino di 23 mesi nel Texas. Intanto, il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio ha detto che a breve sotto attesi dei casi di febbre suina anche nel nostro paese. Nello stesso tempo, Fazio ha ricordato che virus che sta colpendo il Messico e si sta diffondendo in altri Paesi "si sta dimostrando molto poco aggressivo. E' vero che i microrganismi possono sempre mutare, ma sembrerebbe - da quanto visto negli Usa - che l'attuale livello di aggressivita' dell'H1N1 sia inferiore a quello di una normale influenza". Si dice ottimista il sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio, sull'evoluzione dell'allarme influenza suina. Il primo caso sospetto viene da Salerno. I sanitari dell'ospedale della citta' campana hanno disposto in via precauzionale il trasferimento al 'Cotugno' di Napoli, specializzato in malattie infettive, per una paziente con sintomi sospetti.

Il giorno dello sciacallo

Parla Enzo Carra
Di Lanfranco Palazzolo
Il Tempo, 29 aprile 2009

Antonio Di Pietro non può fare lo sciacallo sul Pd perché il nostro partito non è morto. Lo pensa l'onorevole Enzo Carra del Partito democratico, che si augura che il Pd non diventi il supermarket per la spesa elettorale dell'Italia dei Valori.
Onorevole Carra, il leader de l'Italia dei Valori vuole sostituirsi al Pd.
“Mi pare che questo sia da commentare come un attacco al Pd. Questo è il ragionamento del leader di un partito che è cresciuto anche grazie al Partito democratico. Se il Partito democratico non avesse avuto l'idea di entrare in coalizione con il partito di Antonio Di Pietro, il leader dell'Italia dei Valori non farebbe questi ragionamenti. Ma è altrettanto vero che in politica non si possono mettere limiti alle altre forze politiche. Ogni leader ha il diritto di avere il suo Napoleone. Negli ultimi tempi i sondaggi hanno dato questo partito in crescita. Un voto vicino a quello che gli viene attribuito dai sondaggi dovrebbe suggerire la rifondazione di questo partito. Se Di Pietro intende giocare sulla crisi del Pd si accomodi pure. Non uso il termine sciacallaggio nei confronti di Antonio Di Pietro perché penso che non esista un cadavere del Pd da divorare”.
Perché Di Pietro gioca la carta dello scontro frontale con il Pd invece di attaccare la maggioranza e il Governo? Il leader dell'Idv pensa alla gloria personale?
“Questo è vero fino ad un certo punto. Il successo di Di Pietro nei sondaggi deriva dal fatto che lui si è presentato come l'unico esponente dell'opposizione dura e senza paura contro Berlusconi. Per questa ragione ha raccolto il malcontento di chi nella politica del Pd vede inesistenti compromessi ed inciuci. Di fronte ad un partito come il Pd, che rappresenta il 33% dell'elettorato e ha ben altre responsabilità politiche, si muove attaccando frontalmente tutto. Dopo la fine della segreteria di Walter Veltroni, il leader dell'Italia dei Valori vede nel Pd una sorta di macelleria per il suo 'pranzo'. Mi auguro che il Pd non gli fornisca altra carne”.
A proposito di spesa, come ha visto l'acquisto di esponenti politici dalla sinistra ideologica da candidare nelle liste dell'Idv?
“Non mi pare che Di Pietro abbia fatto esattamente questa operazione. A leggere i nomi dei candidati dell'Italia dei Valori mi pare che Di Pietro si sia indirizzato verso l'areopago dell'intellighenzia di sinistra, sempre smaniosa di manifestare posizioni estreme e di trovare i posti migliori”.
Dario Franceschini deve prendere le distanze dall'ex Pm?
“Non mi auguro nulla. Penso che Franceschini faccia bene a tallonare Di Pietro. Il segretario del Pd fa bene ad incalzare Di Pietro sul nostro sistema politico e di chiedere che tipo di opposizione intende fare. Se la risposta di Di Pietro è quella di dire soltanto che vuole sostituire il Pd, mi sembra una strategia del tutto deludente”.
Di Pietro ha fatto sapere che le sue liste sono immacolate. Come ha trovato queste dichiarazioni sul candore dipietrista alle europee?
“Come diceva spesso Nenni, sono sempre della scuola di chi pensa che, quando si epura, c'è sempre qualcuno più scuro che ti epura. Non credo che si possa ottenere in natura un genere di politico immacolato. Non conosco bene le sue liste. Sono l'ultima persona che può ragionare sulle liste degli altri. Personalmente ho sofferto l'interesse di chi, come alcuni amici di Di Pietro, pensavano di frugare nelle liste del Pd guardando alla mia candidatura. Alcuni di loro avevano eccepito sulla mia candidabilità. Figuriamoci se oggi mi metto a valutare la pulizia delle liste di Di Pietro. Ma questo non vuol dire che non si debba ragionare sull'eticità delle liste”.