venerdì 1 maggio 2009

Cavour, Marina Ripa di Meana e il gioco della fortuna



Oggi ero alla disperata ricerca di una libreria. Alla fine l'ho trovata in Piazza Cavour. Mentre mi trovavo nella libreria situata nella grande piazza ho visto la statua di Camillo Benso di Cavour. La statua era bellissima, ma era tanto triste. Da mesi il conte è ingabbiato dai lavori in corso che hanno chiuso i giardini della piazza. Nel vedere quella desolazione pensavo che Cavour era stato davvero sfortunato. Non appena aveva portato a termine l'Unità d'Italia Cavour morì pronunciando la frase: "Libera chiesa in libero Stato". La sfortuna avrebbe perseguitato Cavour anche in quella piazza. La statua dedicata allo statista, opera dello scultore Stefano Galletti, ebbe una storia travagliata: la prima pietra fu posta a Piazza Cavour nel 1885, l'inaugurazione avvenne dieci anni più tardi, il 22 settembre 1895, alla presenza dei sovrani Umberto I e Margherita di Savoia ma poi per altri otto anni la prima pietra rimase tale. Anche la posizione della statua destò molte polemiche: "Perché Cavour volta le spalle a Mazzini? Hanno forse litigato?", scriveva Antonio Baldini, che si firmava con lo pseudonimo di Melafumo, alludendo al fatto che il monumento non era rivolto verso la statua di Mazzini situata nell'omonima piazza, ma verso il Palazzaccio. Ma mentre pensavo a quegli episodi mi sono trovato davanti Marina Ripa di Meana. Non appena ho visto questa bellissima donna ho pensato di immortalare quel colpo di fortuna. L'ho inseguita e ho scattato una foto con il mio cellulare. Ma la sfortuna di Cavour è diventata la fortuna di Marina Ripa di Meana. La foto non è riuscita a causa dei lavori in corso che perseguitano il povero Cavour. E la sfortuna del Conte si è trasformata nella fortuna della contessa Marina Ripa di Meana. E' il gioco della sorte che ognuno di noi si porta dietro.

Nel "cuore dell'opposizione" (ma senza verità) con il filosofo Gianni Vattimo

Dimmi dove metti il manifesto e ti dirò chi sei. Il detto vale benissimo per il filosofo Gianni Vattimo che si candida alle prossime elezioni europee con l'Italia dei Valori. Nei giorni scorsi ho piazzato un post nel quale vi parlavo del centro di gravità non permanente del filosofo che considera i partiti politici come se fossero dei taxi. Buon per lui. Ma oggi Vattimo mi ha cambiato la giornata, mi ha reso questo bellissimo 1° maggio triste quanto quello citato da Umberto Tozzi in "Ti amo". Ho visto il primo manifesto della campagna elettorale del filosofo dal titolo "Il cuore dell'opposizione". Questo manifesto aveva diversi difetti: era attaccato male, era triste ed era affisso alla porta di una cabina elettrica delle edificio dove si trova "Messaggerie musicali" in via del Corso. Non posso pensare alla faccia che potranno fare gli operai dell'Enel quando saranno costretti ad aprire la porta della cabina e si troveranno davanti al "cuore dell'opposizione" e al viso triste del filosofo. Non capita certo tutti i giorni di fare certi incontri. Mi chiedo che opposizione farà Vattimo al Parlamento europeo visto che c'è davvero poca opposizione da fare da quelle parti. Ma il manifesto di Vattimo mi fa ridere per un'altra ragione. Qualche mese fa mi ero imbattuto in un articolo scritto dal filosofo sul quotidiano "La Stampa" (11 settembre del 2008) nel quale lo studioso affermava: "Mettiamoci d'accordo. La verità non c'è più". Già, ma se la verità non c'è più, allora perchè pretendi di essere il cuore dell'opposizione in un posto dove l'opposizione non esiste.....

La febbre suina e il Concerto del 1° maggio


Volevo parlarvi del magico concerto del 1° maggio. Si tratta di un appuntamento importante, di una riccorrenza di rilievo per i sindacati. Ma quest'anno non avrei fatto questa manifestazione. Poco fa ho sentito che il cantante Paolo Belli ha detto che in piazza ci sono almeno 800 mila persone. In questo periodo non è molto prudente tenere un concerto in piazza dove si affollano centinaia di migliaia di persone. Mettiamo caso che in piazza capiti un gruppo di turisti cattolici messicani ansiosi di visitare la basilica di San Giovanni. Se i turisti si trovassero di fronte alla folla del concertone forse resterebbero qualche minuto in piazza ad ascoltare le strimpellate dei cantanti in piazza. Il rischio per tutti sarebbe enorme. E possibile che nessuno ci abbia pensato visto che il concerto si tiene con temperature altissime e con poche zone d'ombra. Complimenti a tutti.

La sconfitta del 30 aprile: Manchester Bruno contro Spartak Palazzolo 12-8




Ieri, lo Spartak Palazzolo è stato sconfitto sul campo del Belle Arti dal Manchester di Bruno. E' stata una brutta sconfitta perchè lo Spartak pensava di farcela a vincere il match che assegnava la coppa mensile. Gli sconfitti hanno iniziato la partita in superiorità numerica portandosi sul 3-0. Ma non è bastato. Quando è arrivato il 5° giocatore degli avversari, Nicola, con il Manchester, il neoentrato ha parato praticamente tutto quando era in porta. Al resto ci hanno pensato gli avversati e la partita si è conclusa con un 8-12 a favore del Manchester Bruno.