martedì 5 maggio 2009

Berlusconi non perderà consensi dopo la separazione annunciata da Veronica Lario

Intervista a Nicola Piepoli
Il Tempo, 5 maggio 2009
Di Lanfranco Palazzolo
(A 'destra' Veronica Lario)

Non sarà certo la separazione di Veronica Lario da Silvio Berlusconi a far perdere voti al premier. Lo pensa Nicola Piepoli, Presidente dell’Istituto Piepoli. Ecco perché il consenso del premier resterà intatto.
Professor Piepoli, pensa che la notizia della separazione di Veronica Lario da Berlusconi avrà influenza su lla credibilità nei confronti del premier?
“Il costo sulla credibilità personale di Berlusconi è una cosa, mentre il costo in termini di voti è un altro. Se pensiamo al peso elettorale e al consenso politico di Berlusconi il rischio è pari a zero. Anzi, credo che il premier potrebbe anche guadagnare qualche voto. In termini di credibilità questo non possiamo saperlo perché dobbiamo fare delle ricerche e le stiamo facendo proprio in questi giorni. Questo potrò dirlo solo nei prossimi giorni”.
Ci sono dei casi che possiamo prendere come modello?
“Certo, il divorzio di Nicolas Sarkozy con Cecilia. Questo caso non è stato importante e non ha influito sull’Eliseo. E’ stata una vicenda del tutto personale. In quel periodo Sarkozy era il Presidente della Repubblica e per lui questa vicenda non ha contato”.
Beh, dobbiamo anche dire che la crisi tra i due fu tenuta nascosta nel corso della campagna elettorale per le Presidenziali. Anche Segolene Royal fece così con Francois Hollande. Non dobbiamo tenere conto di questo?
“Capisco che questo fatto fu tenuto nascosto. Il candidato Sarkozy e il suo staff avevano paura. Ma l’aspirante Presidente della Repubblica avrebbe potuto farlo e non gli sarebbe costato nulla”.
Se per gli italiani questa vicenda non avrà una ripercussione politica come dobbiamo interpretare questa attenzione verso la separazione di Berlusconi-Lario?
“E’ una vicenda morbosa. C’è di mezzo il ‘principe’. E poi è una fortuna per i giornalisti. La fortuna è data dal fatto che in questo periodo non c’è un altro argomento di cui parlare. E’ capitato questo argomento e si parla di questo. Per la stampa è stata una fortuna”.
L’opposizione cercherà di utilizzare questa vicenda personale come argomento di lotta politica in vista del voto per le elezioni europee?
“Le posso dare solo il mio giudizio personale. Se il Partito democratico avesse nel suo corpo politico Veronica Lario ne approfitterebbe perché sarebbe una cellula molto viva. In questo preciso momento il Partito democratico non è un soggetto politico vivo e non ha soggetti vivi al suo interno. In questo momento l’appeal elettorale del Partito democratico è piuttosto basso. Se Veronica Lario fosse iscritta al Partito democratico sarebbe una grande fortuna per Dario Franceschini. Siccome Veronica Lario non è iscritta al Pd e mi rifiuto che vada contro il marito, credo che il Pd si attaccherà al tram”.
Il tema entrerà nel dibattito sulle elezioni europee? Ed è sicuro che non ci siano altri argomenti di dibattito politico?
“Il terremoto è già passato da un mese. E dopo un mese la notizia è vecchia. La febbre suina ha avuto una scarsa incidenza perché si è rivelata quasi subito una bufala. La separazione tra Veronica Lario e Berlusconi non è una bufala”.
Pensa che ci troviamo davanti ad un nuovo capitolo della guerra personale di un certo settore minoritario della pubblica opinione contro Berlusconi e che alla fine Berlusconi si rafforzerà?
“Berlusconi non uscirà rafforzato, né indebolito da questa vicenda. Il monatto, riferendosi a Renzo Tramaglino, gli disse: ‘Và, và, povero untorello non sarai tu che spianti Milano’ (Citazione dai ‘Promessi sposi’, ndr). Non è certo questa ‘avventura’ che spianta Berlusconi. Siamo davanti ad un’avventura da untorelli. In quello che le dico non c’è né ammirazione, né disprezzo. Veronica Lario è una degna protagonista, quanto il marito. E il marito ha fatto bene a condividere il suo slancio vitale per 30 anni con Veronica Lario. Sono due partner ideali”.
Non teme una discesa in campo di Veronica Lario? In fondo Veltroni chiese di candidarla con il Pd nel 2006. Lo ricorda?
“Se facesse una mossa del genere Veronica Lario tradirebbe se stessa. Non lo farà”.

60 anni fa il grande Torino muore a Superga

Ieri era l'anniversario dello schianto dell'aereo del Torino calcio a Superga. Con il colpevole ritardo di un giorno posto la prima pagina de la "Gazzetta" del 5 maggio del 1949. Questa prima pagina non ci restituirà certo il ricordo del Toro, ma almeno sarà un modo per ricordare questa squadra che ha lasciato il calcio italiano all'improvviso. Non li dimenticheremo facilmente anche se non li abbiamo mai visti giocare. Ma ci è bastato il ricordo di chi li ha conosciuti per capire chi fossero questi grandi campioni granata.

Il partito di Veronica Lario

Qui sotto ho deciso di mettere alcuni degli interventi politici di Veronica Lario da quando ha scelto di diventare una donna che scende in campo contro il marito. Berlusconi ha detto che contro di lui c'è stato un complotto. Non ho difficoltà a crederlo leggendo questi titoli relativi ad alcune interviste e interventi della Lario ripensando a come questi interventi sono stati accolti. Eccoli qui sotto.......





Oggi su "Il Tempo" Piepoli mi spiega la separazione Veronica Lario-Silvio Berlusconi


Fiat-Chrysler: la nuova pagina del capitalismo Usa

Voce Repubblicana, 5 maggio 2009
Intervista a Sergio D'Antoni
di Lanfranco Palazzolo

L’accordo Fiat-Chrysler apre una nuova pagina nel capitalismo americano soprattutto se pensiamo che i sindacati entrano nel capitale dell’azienda. Lo ha detto il deputato del Partito democratico e ex leader della Cisl Sergio D’Antoni.
Onorevole D’Antoni, pensa che la Fiat abbia fatto il passo giusto nell’accordo con la Chrysler?
Penso proprio di si. Oggi è necessario puntare alla internazionalizzazione dei mercati. Se si esporta tecnologia ed anche capacità di produzioni innovative a scarsa capacità inquinante si fa l’interesse dell’Italia”.
Qual è l’aspetto più interessante di questo accordo?
“Nell’operazione Fiat-Chrysler gli operai prendono il 51% di questa nuova società. Oggi si apre una fase di riflessione nuova. Se l’operazione che sta avvenendo negli Stati Uniti riuscisse, questo fatto dovrebbe aprire una nuova riflessione visto che gli operai entrano nel capitale di rischio della nuova società. Ciò che è avvenuto nel cuore del capitalismo è un elemento nuovo da prendere in considerazione. Mi auguro che ciò accada anche in Italia”.
In passato la Fiat ha goduto degli aiuti dello Stato. Questo non accade negli Usa. Il sostegno dello Stato all’economia industriale è utile?
“Penso che abbiamo fatto bene a difendere la Fiat, che in passato ha avuto momenti di grosso rischio riprendendo successivamente il suo cammino puntando sulle cose che sa fare bene. Non mi pare che ci sia nulla di disdicevole negli aiuti che la Fiat ha ricevuto. L’azienda automobilistica deve essere presente su tutto il territorio nazionale. Il fatto che la Fiat trovi sbocco in un mercato come gli Stati Uniti può diventare uno spazio di grande crescita. Se l’Alfa Romeo diventerà un grande marchio negli Stati Uniti, questa situazione diventerà un sollievo per alcuni stabilimenti come quello di Pomigliano d’Arco. Quindi dobbiamo guardare positivamente a questo accordo anche se non c’è nulla di scontato. In ogni accordo c’è sempre una percentuale di rischio. Ma questo era un rischio che andava corso. La Fiat è in grado di competere all’estero. Ne ha la capacità”.
Crede che dopo questo passo sia giusto per la Fiat impegnarsi in un nuovo accordo con la Opel?
“Penso che allargarsi è fare sinergia sia importante. Da questo punto di vista l’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne ha dimostrato di avere la capacità di potercela fare. Da quando Marchionne guida la Fiat non ha mai sbagliato un colpo. Se l’ad ritiene che la Fiat sia compatibile la Opel dovremmo credergli. Il problema è se questa operazione si farà. Questo dipende da una serie di fattori che restano aperti. Questi giudizi appartengono a quelli che devono gestire questo passaggio. La mia non è una delega in bianco, ma una valutazione coerente su quello che finora Marchionne ha fatto”.