mercoledì 6 maggio 2009

Chelsea-Barcellona* 1-1

Il bello del calcio è che nulla è scontato. La regola è valsa anche per questa bella partita piena di rigori mancati. Io non recriminerei perchè dal Chelsea mi aspettavo il colpo risolutivo della partita: il 2-0. Ma questo colpo non c'è stato. E alla fine è giunta la beffa. Nel calcio non vince mai chi merita, ma chi ci crede di più. Mi è capitato tante volte di vincere partite che non meritavo di concludere con una vittoria. Ma stavolta cosa possiamo dire di fronte a questa vittoria del Barcellona? Niente. Bisogna rispettare il risultato. Ecco perchè non condivido il commento di Marino Bartoletti che ha definito l'arbitro come un "panzone norvegese" davanti a milioni di telespettatori del piccolo schermo. Sarà stato anche un "panzone" e per giunta anche "norvegese". A me i norvegesi stanno tanto simpatici. Ma questo che c'entra con gli errori che ha fatto? Avrà sbagliato anche lui qualche volta da giornalista, ma nessuno gli ha mai detto "baffone sfigato". A sto punto glielo dico io scendendo al suo stesso livello...Naturalmente con il permesso del "panzone norvegese".

Le telecronacazzate di Salvatore Bagni

La prima cosa che mi sento di dire dopo aver visto il primo tempo della semifinale di Champions tra Chelsea e Barcellona è di manifestare il mio auspicio per la vittoria degli inglesi. Questa simpatia è stata scatenata da Salvatore Bagni, uno dei calciatori più scorretti della storia del calcio italico. Il commentatore ha detto di tifare per il Barcellona prima dell'inizio della partita. Grande errore per un commentatore che certo non brilla per l'acutezza delle sue analisi sportive. Non appena ho sentito questa frase ho pensato speriamo che il Chelsea vada in vantaggio. E così è stato. Grazie Essien! Adesso, all'inizio del secondo tempo mi auguro che la squadra londinese vinca e che Bagni faccia il suo mea culpa. Lovevo lasciarvi qui sotto una chicca indimenticabile: le telecronacazzate di Bagni durante Italia-Olanda, partita nella quale siamo stati sconfitti per 3-0. Grazie Bagni!

La superclassifica dei personaggi più popolari di Sorrisi vista da Pino Scotto

Berlusconi e le finlandesi

Silvio Berlusconi oggi ha ricordato una sua visita in Finlandia (qui sopra Berlusconi è con il presidente della Repubblica finlandese Tarja Halonen). Il premier dice: "Amo la Finlandia. E anche le finlandesi. Purché abbiano più di 18 anni...", dice ridendo. Berlusconi era partito raccontando di una sua visita in Finlandia, e aveva premesso: "Ora diranno che Berlusconi ha rottocon il governo finlandese... Mi hanno portato a vedere una cosa che ci tenevano molto che vedessi. Abbiamo fatto tre ore di viaggio per una chiesa in legno del '700... Una chiesa così da noi l'avrebbero cancellata" e fa il segno della croce con la mano. E poi aggiunge: "Ma amo la Finlandia e anche le finlandesi... Purché abbiano più di 18 anni". Ricordiamo che per una battuta di Berlusconi su la Halonen, nel giugno del 2005, il nostro ambasciatore a Helsinki fu convocato dal Governo finlandese. In quella occasione Berlusconi aveva detto che aveva fatto ricorso alle sue armi di playboy con la Halonen.

L'europarlamento è meglio dell'Assemblée nationale

Voce Repubblicana, 6 maggio 2009
Intervista a Pier Virgilio Dastoli
di Lanfranco Palazzolo

Il Parlamento europeo ha maggiori poteri dell’Assemblea nazionale francese. Lo ha detto alla “Voce” Pier Virgilio Dastoli, direttore della rappresentanza della Commissione europea in Italia.
Pier Virgilio Dastoli, come giudica la latitanza dei temi europei in questa campagna elettorale dove si parla d’altro?
“Non è una sorpresa. Dal 1979 ad oggi non c‘è stata mai in Italia, ma anche in tutti i paesi dell’Europa, una campagna elettorale in cui i partiti abbiano dedicato realmente attenzione ai temi europei. La ragione principale è che i partiti politici sono concentrati sulle questioni nazionali, sulla conquista del potere a livello nazionale. Gli stessi partiti politici considerano le elezioni europee come una prova d’appello per le elezioni nazionali. Quindi ci troviamo in una sorta di principio democratico. Gli elettori devono essere messi in condizione di dare il loro voto e che i partiti dicano cosa intendono fare del voto dei cittadini”.
Pensa che sul Parlamento europeo sia stata detta una grande bugia presentando questa assemblea parlamentare come un organo privo di poteri?
“Alla vigilia di ogni campagna elettorale è significativo che ci siano alcune riviste che pubblicano degli articoli dedicati a questo tema. Si dice sempre che i deputati europei guadagnano un sacco di soldi o che i deputati europei guadagnano poco, che dedicano pochi giorni all’anno alle attività europee e che il Parlamento europeo non conta nulla. Tutto questo è falso. Il Parlamento europeo, dal trattato di Maastricht in poi, e dopo anche con il trattato di Lisbona, codecide sul 65% delle questioni insieme al Consiglio europeo sulle leggi europee. Si tratta di questioni non marginali”.
Per sfatare questo luogo comune cosa direbbe?
“Direi che il Parlamento europeo ha maggiori poteri di quelli che ha l’Assemblea nazionale francese. Il Parlamento europeo ha addirittura più poteri dell’Assemblea nazionale francese, che non è nemmeno in grado di decidere il proprio ordine del giorno, che viene stabilito dal Governo. Quindi questo è un falso come è falso dire che i parlamentari europei consacrano 33 giorni alle loro sedute. Questo è falso. Un deputato europeo dedica alla propria attività molto più tempo”.
Come considera la qualità dei candidati all’europarlamento?
“Non posso dirlo. Molti candidati non sono conosciuti. E’ probabile che una volta eletti, questi neo deputati siano dei parlamentari modello. Quando ci si candida si dovrebbe farlo con l’intenzione di lavorare al Parlamento europeo. Ci sono alcuni candidati che considerano il Parlamento europeo come un Grand Hotel dove si entra e si esce facilmente. Questo è uno sport italiano che limita la nostra autorevolezza al Parlamento europeo. Ecco perché non abbiamo mai avuto un Presidente di assemblea”.