martedì 12 maggio 2009

Quei referendum sono un rischio per la democrazia

Intervista a Riccardo Nencini
Voce Repubblicana del 12 maggio 2009
di Lanfranco Palazzolo

Questi referendum sono un rischio per la democrazia. E il Pd non lo ha compreso. Lo ha detto alla “Voce” l’onorevole Riccardo Nencini, segretario del Partito socialista che appoggia il “No” ai referendum elettorali, ma deve decidere se andare a votare il 21 giugno.
Onorevole Nencini, perché siete contro questi referendum?
“Le nostre ragioni sono molto semplici: non si può contravvenire in maniera così palese al mandato elettorale di un cittadino italiano. Il voto – così come recita la nostra Costituzione – è libero, segreto e soprattutto uguale. Qui ci troviamo in una condizione nella quale chi si trova ad ottenere il 31 per cento dei voti si troverebbe in Parlamento con il 55% dei seggi. E’ una situazione incredibile: è peggio della legge Acerbo”.
Non era rimasto sorpreso quando la Corte Costituzionale ha dato il via libera a questi referendum?
“Sì, rimasi molto sorpreso per le ragioni che le ho ricordato”.
Finora non ha preso in considerazione l’ipotesi dell’astensione dal voto sui referendum elettorali?
“Noi abbiamo anticipato la nostra posizione alcuni giorni fa. La nostra posizione è quella del ‘No’. Ma è un ‘No’ al quesito referendario. Nei prossimi giorni stabiliremo se è il caso di istituire dei Comitati per il ‘No’ oppure se prevedere l’astensionismo dal voto. E’ una decisione che prenderemo nei prossimi giorni”.
La sua personale opinione quale sarebbe?
“La mia opinione è quella di fare una battaglia a viso aperto e di dire chiaramente di andare a votare e di esprimersi con un ‘No’. Tatticamente potrebbe essere migliore l’altra soluzione. Lo decideremo insieme agli altri alleati di Sinistra e libertà”.
Lei non ha deciso se andrà a votare?
“Non ho ancora deciso cosa fare. Ma la mia posizione sarà decisa con gli altri esponenti di Sinistra e libertà. Sarà una posizione che costruiremo insieme agli altri partiti con i quali ci stiamo presentando alle prossime elezioni europee”.
Ha capito qual è la posizione del Pd su questi argomenti?
“E’ una delle domande più difficili che lei mi pone e che mi hanno posto alcuni suoi colleghi nei giorni passati. Non l’ho capita e non riesco ad individuarla. Ho compreso che nel Partito democratico c’è una maggioranza che è simile ai partecipanti alla ‘Corrida’: tanta volontà, ma anche molto dilettantismo. Oggi la democrazia italiana sta correndo un grosso rischio e nel Pd non hanno compreso questo pericolo”.
Come interpreta la scelta del senatore Ceccanti (Pd) si ripresentare un ddl per il ripristino del mattarellum?
“La interpreto solo come una grande confusione dentro una parte del centrosinistra. E’ dall’inizio degli anni ’90 che vedo oscillare questa parte politica oscillare tra il sistema proporzionale e il maggioritario; tra la difesa delle preferenze e la proposta di toglierla. Che confusione!”.