giovedì 14 maggio 2009

Pino Scotto distrugge i Tokio Hotel

Omaggio a Roby Ferrante (1942-1966) - Tu sei sempre (1964)

Il "volo" di Valentino Mazzola ovvero Roma Torino 1-3 del 27 ottobre del 1946.

Nei giorni scorsi ho avuto la buona idea di ricordare il "Grande Torino" del 1949. Purtroppo, quando si parla di questa squadra si finisce sempre per ricordare della fine di quella stagione calcistica. In fondo è più facile parlare del "grande Torino" impressionando tutti rammentando lo schianto dell'aereo che riportava i granata da Torino. Ecco che qualche giorno fa mi è capitato un numero di "Weekly sport" del secondo dopoguerra. Si tratta di un numero del 30 ottobre del 1946 nel quale ho trovato la cronaca di un Roma-Torino vinto dai granata per 1-3. Il tabellino della partita è riportato qui sotto. La partita ha avuto molti retroscena che vale la pena ricordare. Alla vigilia del match non era certa la presenza di Valentino Mazzola. Suo figlio Ferruccio aveva avuto dei problemi di salute. Ecco perchè la sua presenza allo stadio di Roma non era certa. Valentino Mazzola riuscì ad arrivare a Roma alle 13.00. La partita iniziò alle ore 15.00. La Roma fu quasi travolta dai granata che erano reduci da un pareggio contro la Juventus e, due settimane prima, erano stati sconfitti dal Venezia. Per molti la partita di Roma aveva un esito quasi scontato. Ma l'arrivo di Mazzola fece saltare i sogni di gloria della Roma. Qui sopra a destra ho pubblicato il breve racconto della partita vista da Aldo Ballarin. Lo stile del racconto della partita del 27 ottobre del 1946 ci fa capire quanto fosse diverso lo stile del calcio di allora rispetto a quello di oggi. Le immagini della partita sono bellissime. Nelle prime due foto nella colonna a destra si vede il primo dei tre gol del Torino. Il portiere della Roma Risorti non riesce a prendere il pallone scagliato, con una girata, da Ossola verso la porta. Il portiere si tuffa (foto 1 a destra), ma cade a terra. Dietro il palo di vede Ossola e dietro appaiono Ferraris, che alza le mani al cielo, e Gabetto. Qui a fianco ho messo anche una vignetta che ricorda il miracoloso arrivo di Valentino Mazzola con l'aereo alle 13.00 di domenica 27 ottobre 1946. Concludo questo ricordo con le altre due foto. La prima in alto al centro raffigura una parata di Bagicalupo che spazza via un insidioso tiro a fil di traversa. Il giocatore della Roma che osserva la scena, con la maglia bianca, è Losi. Nella foto sotto il difensore della Roma Brunella spazza via un pallone arrivato nell'area giallorossa. Quello del 1946-47 fu il primo campionato del dopoguerra. Lo vinse il Torino a man bassa. Quella partita segnò la ripresa del Toro in quel campionato. Quel giorno un aereo avrebbe fatto rinascere il Toro portandolo ai vertici del calcio italiano, un altro aereo li avrebbe consegnati per sempre come il più grande mito del calcio italiano.

ROMA - TORINO 1-3 (1-1)
Roma: Risorti, Brunelli, Andreoli, Matteini, Salar, Schiavetti, Losi, Renica, Amadei, Di Paola, Krieziu. All.: Degni.Torino: Bacigalupo, Ballarin A., Maroso, Grezar, Rigamonti, Castigliano, Ossola, Loik, Gabetto, Mazzola, Ferraris. All.: Ferrero.Arbitro: Zilli di Reggio Emilia.Reti: Ossola 33' (T), Castigliano 78' (T), Mazzola 83' (T), Amadei 87' (R)
Note: Ad inizio ripresa la balaustra in cemento della gradinata sovrastante la Piscina è crollata provocando il ferimento di numerosi tifosi raccolti dagli agenti.

Ecco perchè italiani valgono

Voce Repubblicana del 14 maggio 2009
Intervista ad Adolfo Urso
Di Lanfranco Palazzolo

I prodotti italiani si impongono all’estero perché sono innovativi e di qualità. Il differenziale dei cambi resta un fattore importante, ma non lo è come in passato. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il Viceministro dello Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero Adolfo Urso.
Onorevole Urso, l’abbassamento dei tassi di interesse possa dare un reale beneficio alle imprese e alla loro capacità di esportare?
“Il taglio del tasso di sconto era doveroso e forse tardivo. Forse era il caso di darlo prima in maniera decisa. Credo che questo taglio possa aiutare la ripresa economica, di cui si intravedono i primi segnali. Ma credo che la ripresa sarà difficile. L’economia europea è attenta alle esigenze delle imprese. E ci attendiamo ancora un altro abbassamento dei tassi di interesse”.
Il cambio dell’euro con le altre grandi monete rispecchia le esigenze delle nostre esportazioni?
“In passato l’Italia era nota sino a venti anni fa per i bassi costi dei nostri prodotti. L’Italia era favorita per la svalutazione della lira. Oggi la situazione è cambiata, il migliore momento delle nostre esportazioni è arrivato quando l’Euro aveva raggiunto i suoi massimi livelli nei confronti del dollaro. La morale è che in condizioni diversissime i prodotti italiani hanno saputo imporsi nei mercati internazionali. Questo significa che la nostra economia è forte e sa imporsi nei mercati internazionali. Il valore differenziale delle monete è importante. Ma oggi lo è meno rispetto al passato. A mio avviso sono molto più importanti i fattori dell’innovazione tecnologica e della qualità dei prodotti”.
Quali sono le responsabilità del fallimento del Doha round?
“In questi giorni si sta cercando una soluzione per riprendere il camminino del Doha round. Ci stiamo lavorando proprio perché siamo convinti che ci sono le condizioni per riprendere quel cammino. Il nostro auspicio è che il G8 sia l’occasione per rilanciare questo cammino”.
Come giudica le politiche commerciali della nuova amministrazione Usa?
“Barack Obama ha capito presto che il programma elettorale (protezionista) dei Democratici americani era inapplicabile, anzi era dannoso. Non è un caso che il Presidente sia intervenuto direttamente per abolire la legge ‘buy american act’ sulle infrastrutture e sull’acciaio, che era stata definita come una vera e propria legge protezionistica. Obama si è rivolto direttamente al Congresso degli Stati Uniti, modificando gli aspetti negativi di quella legge. Mi riferisco all’acquisto di beni e di materie prime come l’acciaio. Per questo siamo fiduciosi per il ruolo che potranno svolgere gli Stati Uniti nell’ambito del Doha round. Ci auguriamo che il Doha round si assuma tutte le sue responsabilità aprendo alla possibilità di concludere questo accordo”.