sabato 16 maggio 2009

I grandi successi elettorali di David Sassoli

La campagna elettorale per le elezioni europee di David Sassoli è bellissima. In ogni dove il candidato non trova nessuno che lo aspetta. Il risultato è che il candidato del Partito democratico deve fare i capitomboli per avvicinare gli elettori. Ecco come sono andate le cose per il nostro candidato attraverso la documentazione fotografica del comitato David Sassoli che si trova su FlickR. Nella prima foto qui sotto vediamo l'ex mezzobusto da solo nel minimetro di Perugia dove gli avevano promesso che ad attenderlo ci sarebbero state folle oceaniche.

Nella seconda foto possiamo documentarvi su un evento eccezionale. In questa immagine il candidato David Sassoli sta tenendo un comizio in campo dei fiori, dove mentre parla la statua di Giordano Bruno effettua una miracolosa torsione di 180° per dare le spalle all'ex mezzobusto del tg1.


Uno dei grossi flop di questa campagna elettorale sassoliana è stato l'appuntamento a villa Ada. Qui Sassoli non trova davvero nessuno e chiede istruzioni al suo comitato elettorale via telefono (foto sotto)......


Al termine della convulsa conversazione il Comitato elettorale di Sassoli ha consigliato al candidato una strategia di attacco nei confronti degli elettori che si trovano nel parco romano. Sassoli ha continuato ad aggirarsi per ore a villa Ada e alla fine ha incontrato due ragazzi che si erano appartati per dividere un momento di tenerezza. Ovviamente quel momento è stato guastato dall'arrivo del candidato Sassoli, il quale, incurante della privacy dei due, si è avventato su quei due potenziali voti per le elezioni europee.

Uno dei momenti di polemica della campagna di David Sassoli è giunto da questo incontro che ha tenuto in una sezione del Partito democratico. Qui Sassoli è rimasto di stucco pechè ha trovato la foto di un personaggio che non conosceva. Durante l'incontro si è girato spesso verso quella foto e alla fine ha protestato perchè pensava di essere l'unico candidato per quella serata. Ma alla fine tutto si è risolto al meglio perchè gli hanno spiegato che l'uomo raffigurato in quel manifesto era Bob Kennedy. Gli organizzatori dell'incontro lo avevano lasciato appeso ai tempi della visita di Veltroni alla sezione del Pd dove era stato organizzato un incontro dal titolo: "Il compagno Bob, uno di noi".

Ma l'incontro è andato benissimo. La folla che era accorsa ad ascoltarlo è rimasta ipnotizzata. Infatti, qui sotto potete vedere l'immagine di un bambino che, incurante del comizietto di Sassoli, è rimasto fermo alla lettura del fumetto di Dylan Dog, che come sapete non è candidato alle elezioni europee anche se non avrebbe sfigurato nelle liste del Pd.

David Sassoli: abbiamo vinto la nostra battaglia su Olevano Romano

Il nostro (il mio) blog ha raggiunto la sua prima grande vittoria. Abbiamo impartito una severa lezione di geografia al comitato di David Sassoli, che qualcuno ricorderà è stato un mezzobusto del tg1. Ebbene, nei giorni scorsi avevamo denunciato la grave lesione ai diritti civili dei cittadini di Olevano Romano che erano stati spostati dalla provincia di Roma a quella di Viterbo. Non appena abbiamo visto questo scempio lo abbiamo denunciato ai cittadini italiani per difendere l'appartenenza della città che produce il cesanese (ottimo vino!). Ecco com'era il pannello prima (sotto).

Ed ecco come il pannello è cambiato dopo il nostro intervento a favore dei cittadini di Olevano Romano che vedono così ristabilito il diritto alla loro appartenenza (Vedi pannello sotto). Per la cronaca il comune di Olevano Romano non si trova tanto lontano dai confini della provincia di Frosinone. E se questo errore doveva essere fatto almeno si poteva scrivere erroneamente che Olevano Romano si trovava in provincia di Frosinone. Invece i sostenitori dell'ex mezzobusto hanno deciso di trasformare questa ridente cittadina in un'enclave della provincia di Viterbo nella provincia di Roma.

I limiti del legislatore

Voce Repubblicana 16 maggio 2009
Intervista a Stefano Rodotà
di Lanfranco Palazzolo

Oggi è necessario riflettere seriamente sui limiti del legislatore. Lo pensa il professor Stefano Rodotà. Ecco cosa ha detto lo studioso al termine del convegno dell’Associazione Luca Coscioni sulla sentenza della Corte Costituzionale in merito alla legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita.
Professor Rodotà, nel corso della sua relazione ha rivolto una precisa accusa nei confronti del Parlamento dicendo che le assemblee legislative sono intervenute nella sfera della libertà individuale delle persone. Cosa voleva dire?
“Io non faccio un’accusa al Parlamento. Dico che oggi ci troviamo in una fase in cui dobbiamo riflettere – e dobbiamo farlo molto seriamente visto che le ultime sentenze della Corte costituzionale ce lo impongono – su quali sono i limiti del legislatore. Il legislatore non è sempre onnipotente ed ha dei vincoli costituzionali. Ed oggi c’è un vicolo molto più forte e molto più profondo che è determinato dalla necessità di rispettare l’autodeterminazione delle persone. Non sono io a dirlo, ma è la Corte costituzionale nella sentenza 438 della fine dello scorso anno. Il legislatore si deve fermare quando è in gioco l’autodeterminazione delle persone e quando come dice limpidamente l’articolo 32 della Costituzione nelle sue parole finali. In questo articolo si dice precisamente che ‘la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana’. Questo vuol dire che il potere politico non si può impadronire della vita delle persone. Questo è un dato costituzionale e non è affatto una forzatura. Questa frase non viene da una parte politica precisa”.
Chi è che ha voluto questa norma nella Costituente?
“L’hanno voluta tutte le forze politiche. E gli esponenti della Democrazia Cristiana non si opposero a questa formulazione dell’articolo 32 della Costituzione. E dietro c’era la memoria di quello che era avvenuto in Germania. In quegli anni, mentre si scriveva la Costituzione, c’era il processo ai medici nazisti, i quali avevano usato le persone come cavie e come strumenti di sperimentazione. Allora si disse che questo non doveva più avvenire. Non si mettono le mani sul corpo delle persone senza il loro consenso. E questo ce lo ha ricordato la Consulta”.
Pensa che questa violazione ci induca a pensare che viviamo in un sistema dove l’illegalità sia diventata un metodo politico costante che cancella i diritti dell’individuo?
“Sarei molto prudente nell’usare questo argomento. Se noi siamo – attraverso una grande battaglia politica – ad avere una serie di sentenze della Corte Costituzionale in questa materia importante non possiamo svalutare la nostra democrazia. Gli anticorpi democratici ci sono. La Corte Costituzionale e il Presidente della Repubblica sono punti di riferimento importanti”.