mercoledì 3 giugno 2009

I dieci candidati da non votare mai: Luigi Berlinguer (1)

Luigi Berlinguer: chi è costui? Questa è la domanda che si sono fatti in molti dalle parti di Trieste quando hanno visto il simpatico professore candidato come capolista al Parlamento europeo nel Nord-Est. Non si tratta certo di un candidato della "nouvelle vague" democratica. Per chi non si ricorda degli sfracelli prodotti dall'ex ministro dell'Istruzione nel biennio 1996-1998 basta ricordare che nella sua biografia su Wikipedia c'è scritto che "nel 1993, lasciando il rettorato di Siena, accetta la designazione a ministro dell’Università e della ricerca scientifica offertagli dal presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi. Ma si dimette immediatamente dall’incarico, insieme al collega Visco, per sopravvenute difficoltà politiche". Quali sono queste difficoltà politiche? Il Parlamento non aveva votato l'autorizzazione a procedere contro Craxi. Ma chi gliel'ha scritta la biografia su Wikipedia: Mogol?!

I dieci candidati da non votare mai: Giuliana Sgrena (2)

Giornalista del Manifesto rapita in Iraq. Aveva dichiarato che uno degli italiani rapiti prima di lei in quel paese non meritava una medaglia d'oro. Per lo spirito di solidarietà merita 4. Nessuno gli darà la medaglia per la sua candidatura in Sinistra e libertà. Ecco come si presenta agli occhi dei suoi ammiratori.

I dieci candidati da non votare mai: Gianteresio Vattimo detto Gianni (3)

Non molto tempo fa ha definito i partiti come dei taxi. Quindi dal filosofo possiamo aspettarci di tutto alle prossime consultazioni elettorale di qualsiasi genere esse siano. Pensa se gli passa davanti il taxi della Fiamma Tricolore dove lo troveremo la prossima volta.

I dieci candidati da non votare mai: Leonardo Domenici (4)

Lo abbiamo visto qualche mese fa davanti alla sede di Repubblica con un cartello appeso al collo e legato ad un lampione. Voleva difendere la sua onorabilità. Alla fine del suo mandato come sindaco di Firenze ha cercato subito di piazzarsi al Parlamento europeo per fare la sua battaglia contro la giustizia ingiusta. Ma a quanto pare questa candidatura non ha ricevuto consensi unanimi nel Pd fiorentino. Lo testimonia la grande incazzatura di Lapo Pistelli che ha detto di non voler votare per lui nella lista "democratica". E' bello essere amati all'interno del Pd......

I dieci candidati da non votare mai: Oliviero Diliberto (5)

Il 7 marzo 2008 il mitico Oliviero ha rinunciato a ricandidarsi alla Camera per lasciare il posto di capolista in Piemonte a Ciro Argentino, operaio della Thyssen Krupp e dirigente locale del partito. Per 14 anni di attività parlamentare, il compagno Diliberto ha ricevuto una liquidazione di 131.608 euro e gli è stato assegnato un vitalizio mensile di 6217 euro. Ovviamente Ciro Argentino tutti questi soldi non li vedrà mai tutti insieme e nemmeno in fotografia. In compenso, dopo aver incassato tutti sti soldi, Oliviero ci riprova riportando il suo fantasma marxista leninista e comunista in Europa.

I dieci candidati da non votare mai: Graziano Cecchini (6)

E' la bestia nera dell'assessorato ai Beni culturali del Comune di Roma. Negli ultimi mesi ne ha combinate di tutti i colori. Adesso ci prova al Parlamento Europeo. I sindaci di Strasburgo e di Bruxelles hanno già messo in allerta i vigili nel caso di un suo arrivo. La sua prossima minaccia?! Riempire di palline colorate l'emiciclo di Strasburgo e fare uscire dai rubinetti dell'europarlamento l'acqua rossa.

I dieci candidati da non votare mai: Sergio Cofferati (7)

A giudicare dalla trippa, il nostro amico Sergio Cofferati non se la passa male. Ha lasciato la guida del comune di Bologna perchè voleva stare vicino al suo pargoletto. Adesso ha scoperto che può stare vicino ai suoi anche da Bruxelles e da Strasburgo. Si vede che i collegamenti sono migliori e che il sindaco di Bologna non ha asfaltato bene il collegamento tra Bologna e Milano.

I dieci candidati da non votare mai: Emanuele Filiberto (8)

Pierferdinando Casini dice sempre che vuole gli interessi delle famiglie italiane. Ma poi ha presentato in lista Emanuele Filiberto che ha una bella famiglia da incorniciare a cominciare da suo bisnonno che ha messo la firma sulle leggi razziali del 1938. Considerate alcune imprese recenti e meno recenti del padre, ci riconciliamo con l'idea di queste belle famiglie - che piacciono tanto a Pierferdy - che portano avanti una bella tradizione di onorabilità e di dignità.

I dieci candidato da non votare mai: Iva Zanicchi (9)

Nella commissione dei diritti dei consumatori non avrebbe certo sfigurato. Ha condotto "Ok il prezzo è giusto". Avrebbe fatto capire a tanti suoi colleghi europarlamentari i costi dell'inflazione. Ma nel corso del suo mandato ha pensato più a cantare il suo repertorio di sempre invece di fare qualcosa di utile per i cittadini.

I dieci candidati da non votare mai: David Sassoli (10)

Non ha praticamente lavorato mai in vita sua. Qui lo vedete all'interno di una fabbrica durante uno dei suoi numerosi tour elettorali. Un militante del Pd gli ha spiegato che in quel posto si lavora. Il mezzobusto telecandidato gli ha risposto: "Lavorare?!". Verbo sconosciuto.

Militante del Partito democratico

Le grandi fatiche di David Sassoli

Quella che si sta per concludere è stata una campagna elettorale faticosa per il telemezzobusto David Sassoli. Il nostro eroe è passato da un mercato all'altro senza colpo ferire. Quella della politica è una parentesi gioiosa per il telegiornalista ulivista che ha fatto un tour non indifferente di ristoranti e di osterie. Qui vi ho piazzato alcune belle foto tratte dall'album elettorale del nostro eroe che vi danno la fotografia dei grandi sacrifici di questa tour elettorale condita da gigantesche magnate e da spese a buon mercato nei principali salumieri delle città uliviste. Notate la foto sopra. Sullo sfondo c'è un manifesto pubblicitario di Mediaset Premium.





"Quando arrivo io al Parlamento europeo vengo tutti i giorni a fare spesa da lei con un charter del Parlamento europeo".

Quanto lo mette il pesce fresco?

Nella pasta mancava il sale. La prossima volta spero che la pastasciutta sia condita meglio.
Tre chili de carne e due hamburger
Champagne per tutti i democratici, alla faccia della crisi....

Kim & The Cadillacs - C'era Un'Atmosfera (1979)

Dolore per la Francia

Volevo manifestare la mia vicinanza ai francesi per il disastro dell'aereo Air France precipitato in Atlantico. E' una tragedia che colpisce anche noi italiani sia perchè ci sono state vittime del nostro paese, ma anche perchè noi amiamo molto la Francia.

Il gol politico della Merkel

Intervista a Benedetto Della Vedova
Voce Repubblicana 4 giugno 2009
di Lanfranco Palazzolo

Quella tra Opel e Magna è stata una partita tutta politica. La Germania non ha scelto per il marchio tedesco il progetto migliore. Lo ha spiegato alla “Voce Repubblicana” il deputato del Popolo delle Libertà Benedetto della Vedova.
Onorevole Della Vedova, il Governo tedesco ha scelto Magna come partner strategico per la rinascita di Opel. Come giudica questa scelta?
“Resta l’amaro in bocca di vedere per la Opel una soluzione che non riflette certo logiche di tipo industriale e finanziario. Queste logiche dovrebbero essere la base per un intervento di salvataggio e di rilancio di una grande azienda. Il sospetto che ha lasciato la decisione finale di questa vicenda è che questa situazione risenta di scelte politiche in modo esplicito. La scelta della politica tedesca è stata quella di tenere in mano il pallino della situazione e non vedere ‘l’onta’ di consegnare uno storico marchio tedesco ad un’azienda italiana. Gli Stati Uniti hanno temuto che la Fiat-Chryslaer diventasse un concorrente troppo forte nel mercato internazionale automobilistico. Il Governo tedesco non ha scelto il progetto migliore, ma il progetto politicamente più conveniente. Questo è un errore che la Opel e la Germania pagheranno”.
Perché la Merkel ha preso questa decisione?
“Il Cancelliere tedesco si è trovato a mediare all’interno di un Governo di ‘grande coalizione’ alla vigilia delle elezioni europee e un anno prima di quelle politiche. Il partner del gruppo Austro-canadese Magna è una banca russa. E io non penso che la Russia debba rimanere fuori dall’economia internazionale. Ma credo che debbano anche prevalere le regole del mercato interno europeo e non quelle dei rapporti tra un paese e l’altro. Questa concezione rischierebbero di creare dei danni ai cittadini europei”.
C’è stato una sorta di razzismo economico contro l’Italia?
“Questo non lo saprei dire. Non so se l’orientamento della Merkel fosse prioristicamente contrario all’Italia. Ha contato molto il fatto che la Fiat fosse italiana, ma ha contato molto di più il resto del pacchetto. Si è cercato di far tenere la ‘cosa’ in mani amiche”.
Qual è stato il ruolo di Obama?
“L’amministrazione Obama non si è manifestata pregiudizialmente ostile alla Fiat. La General Motors ha visto positivamente la mossa della Opel a favore di Magna perché non ha interesse ad ingigantire un concorrente grande. Tutto è passato attraverso una partita politica. Questo è un fatto come ha detto Tremonti. Aggiungo che questo fatto non è positivo. Vedo questa scelta come un ritorno al passato, a quel passato delle economie protette e sussidiate. Non è un bel segno”.
Come ha visto la strumentalizzazione del Pd contro il Governo Berlusconi sulla vicenda Opel?
“Sono critiche stonate, ridicole e fuori luogo. La scelta è stata tedesca”.

Separati alla nascita

Il sindaco di Palermo Diego Cammarata L'attore italo americano Anthony Franciosa