mercoledì 10 giugno 2009

Sul colle non c'è un altro Scalfaro

Intervista a Gaetano Pecorella
Il Tempo del 10 giugno 2009
Di Lanfranco Palazzolo

L'effetto delle parole del Presidente Napolitano sul protagonismo dei Pm durerà poco su certa magistratura. Oscar Luigi Scalfaro non avrebbe mai fatto un appello così. Lo pensa l'avvocato Gaetano Pecorella, deputato del Popolo delle Libertà.
Onorevole Pecorella, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è intervenuto ieri al Csm parlando del “dannoso protagonismo” dei Pm.
“Il Capo dello Stato, in qualità di Presidente del Csm, ha anche il compito di ricondurre la magistratura a comportamenti corretti. E credo che il suo intervento sia appropriato e necessario. Troppe volte è accaduto che i pubblici ministeri abbiano realizzato inchieste con la forma dello scoop e della notizia in prima pagina che sono finite nel nulla. Proprio la riforma delle intercettazioni che sarà votata domani dal Parlamento (ogg, ndr) prevede che il Pubblico ministero che rilascia interviste e fa commenti su inchieste a lui affidate possa essere ricusato dai difensori. Questa norma è in linea con il richiamo del Presidente Napolitano”.
Pensa che Napolitano, che ha criticato i toni di questa campagna elettorale, abbia voluto dare uno stop alle polemiche di questi giorni contro Berlusconi?
“Il Presidente della Repubblica non ha fatto riferimento alle vicende personali del Presidente del Consiglio. Devo dire che gli attacchi contro Berlusconi sono stati imbastiti più da certe iniziative della stampa legata all'area dell'opposizione e dei concorrenti economici del Presidente. Certamente la vicenda Mills è emblematica di un magistrato che si era molto esposto con dichiarazioni politiche e poi ha giudicato il premier. Credo che il Presidente della Repubblica abbia fatto un richiamo generale alla riservatezza dei magistrati come una componente della fiducia che i cittadini devono avere per loro. E' un richiamo al magistrato che – come amava dire Piero Calamandrei – cenava in un angolo da solo affinché non si pensasse che il giudice avesse un rapporto preferenziale con qualcuno. Mi pare che fosse necessario ascoltare questo richiamo”.
Dopo una campagna elettorale come questa un Presidente come Oscar Luigi Scalfaro avrebbe fatto un richiamo esplicito contro il correntismo del Csm? Da questo punto di vista Napolitano è agli antipodi?
“La realtà storica ci dice che Scalfaro non ha mai pronunciato un richiamo come questo. Mi pare che il Presidente Napolitano abbia fatto questo intervento in un clima molto avvelenato. Il contrasto di questi giorni non è politico, ma personale e persecutorio contro il Premier. Scalfaro ha una storia diversa da quella di Napolitano perché è sempre stato sereno. Napolitano non è mai stato di parte anche quando era in politica”.
Crede che queste parole cambieranno le pericolose tendenze di certa magistratura?
“Napolitano è già intervenuto richiamando i magistrati ad una maggiore riservatezza. Credo che per una fascia di magistrati questo richiamo durerà meno di un mattino. Napolitano ha richiamato anche la politica ad una maggiore serenità per evitare certi conflitti di natura personale che impediscono le riforme condivise”.

Il nuovo leader dell'opposizione è Antonio

Intervista a Beatrice Lorenzin
Voce Repubblicana, 10 giugno 2009
Di Lanfranco Palazzolo

Il nuovo leader dell’opposizione è Antonio Di Pietro. Questo significa che il centrosinistra sta perdendo l’elettorato moderato e riformista. Lo ha detto la parlamentare del Popolo delle Libertà Beatrice Lorenzin.
Onorevole Lorenzin, quali sono le sue valutazioni sull’esito delle elezioni europee?
“C’è stata una netta affermazione del Partito popolare europeo. Questo è un segnale molto chiaro sul fatto che i governi governati dal centrodestra hanno fatto bene il loro lavoro. In Italia abbiamo avuto conferma di questo dato positivo ad un anno dalle elezioni politiche dello scorso anno. I dati delle elezioni europee devono essere letti con il risultato della Lega Nord. Il partito di Umberto Bossi è in forte crescita. Noi ci aspettavamo questo successo nelle regioni del Nord e del Nord-Est in particolare. Ricordo che c’erano anche molti comuni e le province che erano interessate da questo voto. Quindi questo ha in qualche modo aumentato la partecipazione e anche il consenso per la Lega. I partiti di Governo hanno confermato il consenso che avevano un anno fa. Non c’è stato nessun problema”.
Cosa pensa del risultato del Partito democratico?
“Per quanto riguarda il Pd devo dire che c’è stato un tracollo. Ce lo aspettavamo, ma forse non in questi termini. L’Italia dei Valori ha avuto una crescita fortissima. Questo la dice lunga sulla forza di Antonio Di Pietro negli ultimi mesi. Il leader dell’Italia dei Valori ha affossato Walter Veltroni e adesso si appresta anche ad affossare Dario Franceschini. Questo significa che il Pd e il centrosinistra ha avuto difficoltà soprattutto con l’elettorato moderato e riformista. Credo che ormai Di Pietro sia diventato il nuovo leader dell’opposizione in Italia”.
E’ molto preoccupata per questa ondata di astensionismo per le elezioni europee. Si attendeva questo dato?
“Sono rammaricata più che preoccupata. Il dato del calo dei partecipanti alle elezioni europee significa che i cittadini europei non hanno compreso l’importanza di questo voto. In Italia le difficoltà sono state forti perché in questa campagna elettorale si parlato di tutto meno che dei temi legati all’Europa. Credo che in queste elezioni europee si sia persa una grande occasione per confrontarsi su temi che condizioneranno la vita di tutti quanti noi. Molte delle decisioni importanti dei prossimi cinque anni dovranno essere prese dal Parlamento europeo e dal Consiglio Europeo. Ecco perché ritengo che abbiamo tutti perso un’occasione per dimostrarci una classe politica matura e in grado di affrontare le cose concrete che interessano i cittadini. Questo è il mio rammarico. Trovo preoccupante questo astensionismo per i nuovi paesi entrati da poco nell’Ue. Molti dei problemi che l’Unione dovrà affrontare riguardano proprio l’Est”.