mercoledì 17 giugno 2009

Niente di nuovo al Parlamento europeo

Intervista a Piervirgilio Dastoli
Voce Repubblicana del 18 giugno 2009
di Lanfranco Palazzolo

Barroso sarà riconfermato alla guida della Commissione europea. Lo ha detto Piervirgilio Dastoli, direttore della rappresentanza in Italia Commissione Ue.
Piervirgilio Dastoli, quale sarà il quadro del Parlamento europeo nella prossima legislatura? I grandi gruppi parlamentari troveranno il solito sistema della spartizione delle cariche anche dopo il crollo dei socialisti europei?
“Per quanto riguarda le cariche, in questi trenta anni ha funzionato il sistema dell’ ‘inciucio’. I socialisti e i popolari si sono spartiti le principali cariche del Parlamento europeo. Lo stesso metodo è stato utilizzato per la Presidenza del Parlamento europeo. Credo che le cose funzioneranno così anche nella prossima legislatura. Non è possibile una maggioranza di centrosinistra nel Parlamento europeo. I socialisti, i liberali e i verdi, con anche la Gue, non riescono ad eleggere un Presidente del Parlamento europeo. Neanche il Ppe, con l’accordo degli euroscettici, non arriva a votare un suo candidato alle Presidenza. E non è immaginabile un accordo tra Ppe, euroscettici e liberali europei. Credo che prevarrà il sistema della spartizione tra Ppe e Pse. Il problema che si porrà nel Ppe è su chi sarà il candidato alla Presidenza del Parlamento europeo. La partita si gioca tra l’Italia e la Polonia. Gli italiani cercheranno di imporre la loro nuova forza del gruppo dei popolari”.
Jose Manuel Barroso otterrà la riconferma alla guida della Commissione Ue nonostante le critiche al Presidente uscente?
“Credo che anche per la Presidenza della Commissione europea non ci saranno grosse sorprese. Il presidente uscente Jose Manuel Barroso ha ricevuto l’appoggio di molti governi europei, anche di guida socialista. Non credo che ci saranno grosse sorprese. Nessuno contrasterà la riconferma di Barroso. Per quanto riguarda le critiche a Barroso devo dire che la Presidenza della Commissione europea non ha colpe. I poteri della Commissione non sono così forti. Tutto resta ancora in mano ai governi. La Commissione resta un’istituzione al servizio dei Governi europei. Queste linea non è stata tradita. Sparare su Barroso è sbagliato”.
Cosa pensa del piano contro le crisi finanziarie presentato dalla Commissione europea che prevede il controllo della Bce sui sistemi finanziari europei?
“La proposta della Commissione europea, che tiene conto della posizione dei ministri delle Finanze, è quella di creare un Comitato che si occupi della sorveglianza dei sistemi bancari europei. La proposta più interessante è stata quella di Giulio Tremonti che vuole affidare il controllo sulle principali banche è quella di affidare la sorveglianza sulle banche Ue alla Bce. Mentre la Commissione vuole la nascita di un Comitato di sorveglianza. Sarebbe bene adottare la proposta di Tremonti”.

Fontana di Trevi: il monito di D'Artagnan


Nessuna casa popolare per D'Artagnan. Appena sceso dalla fontana, tra gli applausi della folla, D'Artagnan è stato multato dai vigili urbani del I Gruppo, diretti dal comandante Cesarino Caioni. Per lui la multa è di 260 euro. Due gli articoli del regolamento di polizia municipale che ha infranto: è salito su un monumento storico architettonico ed è entrato nella fontana. La sua protesta si è conclusa con la medicazione all'interno di un'autoambulanza del 118 e il trasferimento negli uffici del commissariato Trevi.

Massimo D'Alema contro il terrorismo

Passaggio della relazione di Massimo D'Alema
al XXI congresso di Firenze della
Federazione giovanile comunista
21 aprile del 1978

In queste ore si è discusso molto delle parole di Massimo D'Alema sulla scosse che dovrebbe affrontare il Governo. Qualcuno ha criticato l'esponente del Pd di aver pronunciato queste parole proprio mentre ritorna il rischio di un nuovo terrorismo targato Br. massimo D'Alema ha risposto che all'epoca combatteva il terrorismo e che era dirigente del Pci. Allora ho pensato bene di farvi leggere un passaggio relativo all'intervento di Massimo D'Alema al XXI congresso della Fgci che si svolse il 21 aprile del 1978. Ecco cosa disse D'Alema.

"[...] Noi rinnoviamo qui, nel nostro Congresso, l'impegno pieno della gioventù comunista nella lotta contro il terrorismo; il nostro impegno nell'isolamento politico e morale dei terroristi e di chi acconsente alle loro azioni; la nostra solidarietà a tutte le vittime della tragica guerra che i terroristi hanno dichiarato allo Stato democratico e al popolo italiano. [...] Siamo oggi di fronte ad un terrorismo diverso, che non si esprime in modo anonimo e indiscriminato, ma mostra un volto “di sinistra” e si copre dietro simboli e parole che talora appartengono alla tradizione e al movimento operaio. Ma anche questo terrorismo è nemico del movimento dei lavoratori e si sviluppa con lo scopo dichiarato di favorire l'ascesa di un regime autoritario e reazionario. Non ci vogliamo sottrarre ad una analisi rigorosa dei ragionamenti politici che caratterizzano la violenza “di sinistra”. Pur escludendo che essa abbia potuto prendere corpo nell'alveo della tradizione del movimento operaio, noi escludiamo che in qualche modo errori e deficienze nostre abbiano potuto favorirne la nascita. Quando dico questo mi riferisco in modo specifico, alla gioventù comunista, ai limiti della nostra battaglia ideale e culturale. Ma altri non possono rinunciare ad una ben più significativa riflessione autocritica. In particolare quelle forze che in questi trent'anni hanno governato il Paese e che portano responsabilità grandissime nella crisi attuale, nella disperazione e disgregazione di tanta parte della gioventù. Sappiamo certamente distinguere tra gli ispiratori della violenza e i ragazzi che ne divengono spesso protagonisti e insieme vittime. Questi ultimi possono e debbono essere riconquistati alla democrazia; gli altri sono nemici attorno ai quali occorre fare terra bruciata. È anche su questo terreno che è chiamata a misurarsi la nuova maggioranza di governo, alla quale per la prima volta dopo trent'anni partecipa il Partito comunista. In questa situazione nuovi compiti e nuove responsabilità competono ai comunisti [...]".

D'artagnan: assalto alla fontana di Trevi

A Roma c’è un uomo che spesso entra nella Fontana di Trevi con una lametta da barba, con la quale si procura dei tagli sul petto e comincia a raccogliere le monetine che i turisti lanciano nelle sue acque. E D’Artagnan, alias Roberto Cercelletta, fa tutto questo da luglio del 2002. Cercelletta protesta contro il Comune di Roma che non gli permette di raccogliere, e di portarsi a casa, le monetine presenti sul fondo dello storico monumento. Anche oggi lo ha rifatto: si è tagliato l’addome e ha cominciato a lanciare le monete contro i turisti. E qualche giorno fa era stato arrestato perchè davanti al comune si era di nuovo tagliato per chiedere una casa popolare. Dategli la casa popolare. Almeno nel mondo non girerà questa immagine della disperazione italiana. E se lo fa anche un altro datela anche a lui. Tanto, con le case degli enti si possono regalare tante case a tante persone come Cercelletta. Sempre meglio che darla a prezzi stracciati a qualche dirigente della sinistra.