martedì 23 giugno 2009

I titoli più belli su Bersani

In questi giorni il nostro amico Pierluigi Bersani sta mettendo a punto la sua campagna in vista del prossimo congresso di autunno del Partito democratico. Gli auguriamo di andare fino in fondo e di ottenere il massimo del successo. Se lo merita proprio e il Pd dovrebbe avere un uomo del suo valore alla guida. Qui sotto vi piazzo alcuni dei più bei titoli di giornale sul nostro ex ministro ed amico.












Fra Lippo Lippi-"Shouldn't Have to be Like That"

Ricordo di Boris Vian

Nella foto Boris Vian accoglie Duke Ellington alla gare du nord nel 1948.
Su Boris Vian si potrebbero dire tante cose. Ma quando mi sono messo su questa tastiera a scrivere qualcosa mi sono immediatamente reso conto che non avevo un'idea precisa sulla quale concentrarmi. La ragione di questa indecisione è dovuta al fatto che questo artista, scomparso il 23 giugno del 1959, ha fatto così tante cose che riassumere in poche parole la sua figura è impossibile e forse presuntuoso. Una delle cose più belle di questo artista è sempre stato l'amore per le cose buone e il disprezzo dell'apparenza letteraria. Ecco perchè solo Boris Vian può aver detto che "la gente non si preoccupa granché di comprare buona letteratura: vogliono leggere il libro raccomandato, quello di cui si parla, e se ne sbattono di quello che c’è dentro". Queste parole sono contenute in uno dei romanzi più censurati e criticati di Vian, "Sputerò sulle vostre tombe". In tempi in cui i libri si vendono in base alla pubblicità di "Repubblica" e del "Corriere" il monito di Vian è più attuale che mai. Il libro di Vian è stato scritto con Affrettazione, come direbbe il pessimo Giorgio Faletti, ma mantiene ancora oggi la sua freschezza. Boris Vian è morto proprio mentre assisteva alla proiezione della versione filmica di questa sua opera che aveva firmato con lo pseudonimo di Vernon Sullivan. Qui a sinistra (sopra) ho lasciato il foglio dell'agenda di Vian del 23 giugno, il suo ultimo giorno di vita e il manifesto del film tratto dal romanzo. Buona riflessione a tutti i "disertori" dei luoghi comuni.

Bonaiuti: Idv partito di surfisti

"Siamo di fronte non a un partito politico, ma un gruppo di surfisti che aspettano le onde delle procure e le onde di Repubblica. Vi salgono sopra e spericolatamente aumentano il peso di queste dichiarazioni che fanno gioco al loro tentativo di discriminare, di infangare, di deformare la verita'. Ma cosi' rischiano, quando l'onda finisce, di non avere piu' materiale sul quale muoversi. Non hanno una propria ideologia politica, non hanno un programma, non hanno un'iniziativa, non hanno un'idea concreta. Stanno solo contro Berlusconi".

Tramonto del 22 giugno a Roma

Oggi ricordiamo Boris Vian


Iran, la rivolta inattesa

Voce Repubblicana del 23 giugno 2009
Intervista a Gianni De Michelis
di Lanfranco Palazzolo

Nessuno si attendeva questa situazione in Iran. Lo ha detto alla “Voce” l’ex ministro degli Esteri Gianni De Michelis.
Onorevole De Michelis, si aspettava questa ondata di violenza in Iran dopo le elezioni presidenziali?
“Non mi aspettavo questa situazione come credo non se l’aspettasse nessuno. Lo dimostra la reazione della Comunità internazionale a partire dal Presidente degli Stati Uniti Barack Obama fino a quello del ministro degli Esteri Franco Frattini fino ai giorni immediatamente successivi al risultato elettorale. Oggi abbiamo compreso che non avevamo interpretato correttamente quello che stava accadendo in Iran. La situazione alla quale stiamo assistendo dimostra che all’interno dell’Iran si sono sommati due fenomeni che hanno prodotto una miscela esplosiva: una reazione popolare di misura non prevedibile da parte dei giovani e delle donne; una rottura all’interno del regime non colmabile attraverso compromessi, come era accaduto nel passato”.
Come aveva interpretato tutte le mediazioni della vigilia del voto?
“Non sono in grado di interpretare questi compromessi. So che non sono serviti a nulla perché l’ex Presidente riformista Khatamì ha sostenuto il candidato riformista Mousavì. Lo stesso hanno fatto tanti altri riformisti che non avevano seguito la linea ortodossa del regime iraniano”.
Che comportamento assumeranno le autorità religiose?
“Loro sono stati molto incerti. Oggi, la situazione iraniana non è più governabile come era accaduto in passato mediante la ridistribuzione del potere all’interno del regime. Qui ci troviamo di fronte il rischio di una ripetizione di una situazione simile a quella di 30 anni fa. Allora il regime venne cacciato dall’insurrezione popolare che non accettava più il regime dello Scià. Oggi lo scontro è la volontà di una parte consistente dell’elettorato e all’interno del regime stesso. Il regime iraniano non ha saputo interpretare bene i cambiamenti della società di quel paese”.
Molti esponenti politici italiani del centrosinistra hanno criticato il ministro degli Esteri Franco Frattini, chiedendo al governo italiano una maggiore decisione contro l’Iran.
“Queste sono i soliti comportamenti della politichetta italiana che non guarda alla sostanza delle cose. L’opposizione italiana non ha compreso di essere al di sotto dei suoi compiti. Si potrebbe adottare la stessa critica nei confronti dell’atteggiamento del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che fino a ieri ha minimizzato su quello che stava accadendo in Iran. Il ministro degli Esteri Frattini ha fatto bene a mantenere l’invito all’Iran per il G8 di Trieste. Il problema non è quello di mantenere questo invito, ma l’atteggiamento comune che la comunità internazionale deve assumere sull’Iran: E questa linea deve essere trovata”.