lunedì 29 giugno 2009

Toglietemi tutto, ma non toccatemi Anna Gavalda

Anna Gavalda è un personaggio che difficilmente riesce a passare inosservato. La sua semplicità colpisce perchè è quella di una persona estremamente pulita, che non si è fatta influenzare dal successo. Questa è una ragione per la quale è necessario amare questo personaggio al di la della popolarità delle sue opere. La sua semplicità è la carta d'identità che ha permesso a questa donna di entrare dentro i nostri cuori e che ci ha fatto dimenticare gli scrittori raccomandati di casa nostra che parlano di pappagallini o delle solitudini dei numeri primi. Meno male che ci sei tu Anna altrimenti non ci resterebbe nulla.

L'Anticristo e la concorrenza SNAI

"La verità sarà rivelata", questa è una delle frasi ad effetto che accompagna il lancio del film di Lars Von Trier. Chissà se gli scommettitori si pongono lo stesso interrogativo sui loro pronostici quando varcano la soglia del luogo dove materializzano le loro "puntate".

Tramonto del 29 giugno a Roma

Stati Uniti - Spagna 1 - 3 (1950), le immagini "dimenticate"

Purtroppo la memoria fa sempre dei brutti scherzi. Nei giorni scorsi - quando vi avevo parlato dell'exploit degli Stati Uniti contro Spagna nella Confederations cup che si è appena conclusa - avevo dimenticato che nella mia abitazione conservavo un numero di una rivista del 1950 con le immagini di quella partita nella quale gli Stati Uniti vennero rimontati dalle furie rosse dopo il vantaggio del primo tempo. La partita alla quale mi riferisco è stata giocata durante i mondiali in Brasile nel corso di quell'anno. Le immagini che troverete in questo post riguardano un'azione di attacco degli spagnoli. L'uomo che vedete colpite il pallone di testa è il difensore americano Colombo, mentre il numero 4 Mc. Ilvenny e il numero 8, il centrocampista J.Souza, cercano di proteggere l'attaccante dalle "furie rosse" franchiste. Qui sotto potete ammirare la mitica formazione degli Stati Uniti prima di scendere in campo.

Chi Ed McIlvenny, l'uomo che colpisce di testa in area? Capitano del match contro gli inglesi perchè nato in Scozia, è un altro dei giocatori contestati. Le regole della federazione americana prevedevano che fossero eleggibili anche i giocatori non di nazionalità statunitense che avevano però dichiarato l’intenzione di diventarlo. Così, mentre Maca si guadagnò la cittadinanza, McIlvenny non lo fece mai. Giocò anche due partite col Manchester United.

Chi è il numero 4 Charlie Colombo? Nato e cresciuto a Dago Hill, Colombo era soprannominato “Gloves” poichè quando giocava indossava sempre i guanti, indipendentemente dal tempo. Il giorno dopo la vittoria con gli inglesi gli venne offerto un contratto da professionista in Brasile, ma preferì tornare nella sua St.Louis.

Chi è il numero 8 John Souza? Nato a Fall River, fino al 2002 è l’unico americano mai selezionato in un All Star Team dei Mondiali.

La parola al capodelegazione David Sassoli

Cosa ha detto da quado è stato nominato capodelegazione del Pd al Parlamento Europeo David Sassoli? Ecco qui tutte le dichiarazioni (in sintesi) del valoroso europarlamentare.

Sulla sua candidatura come capodelegazione italiano del Pd (17 giugno)
''Mi avevano chiesto la disponibilita' poi stamane e' emersa l'unanimita' del gruppo sulla mia candidatura e mi e' sembrato giusto mettermi a disposizione''.

In attesa di Mario Mauro (19 giugno)
''Quando la candidatura di Mario Mauro verra' ufficializzata il Partito democratico la giudichera'. Per il momento si tratta di un'ipotesi circolata a seguito di incontri che si sono svolti nella casa del presidente del Consiglio. Non c'e' nulla di ufficiale e la delegazione del Pd al Parlamento europeo la valutera' al momento opportuno''.

Sulla riconferma di Barroso alla guida della Commissione Ue (23 giugno)
"La vedo difficile".

Sul nuovo gruppo parlamentare (23 giugno)
''Si tratta del punto di partenza di una casa che vuol essere di tutti i Democratici in Europa e che per il Pd rappresenta il punto di arrivo di un percorso davvero atteso''.

Per Dario Franceschini, (24 giugno)
"Il futuro e' l'unico luogo dove possiamo andare e la candidatura di Dario Franceschini puo' garantire al Partito Democratico di non tornare indietro. Mi auguro - aggiunge - che il dibattito congressuale faccia crescere un partito che tutti vogliamo nuovo, aperto, che si confronti su idee e contenuti, capace di parlare all'opinione pubblica cosi' come ha fatto in queste ultime settimane il
nostro segretario''.

In difesa della soglia di sbarramento (24 giugno)
''La legge prevede in modo inequivocabile che l'insieme delle circoscrizioni formi un collegio unico e nazionale; - dice Sassoli - che la distribuzione dei seggi nelle varie circoscrizioni avvenga dopo la loro ripartizione alle liste su base nazionale e venga effettuata sulla scorta delle cifre elettorali e su una soglia di sbarramento nazionale al 4 per cento. Siamo certi che la Corte di Cassazione applichera' la legge scrupolosamente come ha fatto finora - conclude il capodelegazione PD - e procedera' rapidamente alla proclamazione al Parlamento Europeo''.

Motocross tra le piramidi

Jana Gagliardi e la "cerimonia" del ventaglio

Posso dire una cosa su Jana Gagliardi: questa donna è la mia eroina. Ricordo che durante una manifestazione di studenti davanti Palazzo Chigi ebbe il coraggio di denunciare la violenza delle manifestazioni studentesche mentre era circondata da una marea di questi manifestanti inferociti. Non è da tutti. Sempre meglio di Concita...

François Bayrou e l'arte dell'immagine politica

In questi giorni tutti hanno preso per il culo Dario Franceschini per il suo messaggio urbi et orbi nel quale annunciava la sua candidatura al prossimo congresso del Partito democratico. Il messaggio lo potete vedere qui sotto. Molti hanno accusato il segretario uscente del Pd di essersi presentato con un arredamento di interni molto povero. Gli osservatori più attenti hanno guardato bene la libreria di Franceschini sottolineando che si trattava di scaffali acquistati da Ikea. Povero Franceschini, eppure c'è chi fa molto peggio. Basta guardare il leader dei centristi francesi François Bayrou. Anche lui non è un tipo molto attento a queste cose. Guardate dove si è fatto fotografare. La libreria che potete ammirare alla sua sinistra non è proprio di Ikea, ma guardate bene il quadro piazzato sopra il caminetto. Bayrou non ha avuto nemmeno il tempo di attaccarlo con il chiodo al muro. E' un peccato visto che l'abat-jour a fianco avrebbe il compito di illuminarlo. E infine come non notare il legno piazzato per bellezza dentro il caminetto e la sedia alla destra di Bayrou che attende di essere usata. Chissà, forse Franceschini pensa proprio a Bayrou come il suo vicesegretario, magari con la delega all'immagine.

Parliamo a chi non ci vota

Intervista a Daniele Marantelli
Voce Repubblicana del 30 giugno 2009
di Lanfranco Palazzolo
(A sinistra, con la maglia bianca, l'onorevole Marantelli cerca di conquistare il pallone a centrocampo)

Il Pd deve saper parlare ai piccoli imprenditori. Se non riusciamo a capire questi problemi non riusciremo a vincere nemmeno con Obama alla segreteria del partito. Lo ha detto alla “Voce” il deputato del Pd Daniele Marantelli.
Onorevole Marantelli, cosa pensa del dibattito precongressuale nel Partito democratico? Molti ancora stentano a prendere una posizione.
“Questa indecisione è comprensibile. Dopo un risultato non brillante alle ultime elezioni europee – tanto per usare un eufemismo – e non soddisfacente alle amministrative – anche se meno rovinoso di quanto non si potesse temere – è naturale che ci sia l’attesa di conoscere con quale idea di futuro il Pd intende presentarsi”.
Cosa pensa della segreteria di Dario Franceschini? Si aspettava una sua ricandidatura?
“Franceschini aveva detto che non si sarebbe candidato. Ma queste sono le cose che si dicono. Ma si sapeva che dopo questi mesi di drammatica responsabilità che si sarebbe ricandidato. Non è una mossa a sorpresa”.
Vorrebbe un candidato che sia espressione del nord del partito?
“A me non interessa la provenienza geografica, né quella anagrafica del candidato del Partito democratico. Noi abbiamo un problema certamente grande come l’Everest. Il Pd deve essere credibile nel Nord e nei Nord. Se il Pd ha perso in tutte le amministrazioni della regione più ricca e moderna d’Italia, mi pare difficile coltivare l’ambizione di sfidare il centrodestra in futuro. Questo è un problema irrisolto. Personalmente ho cercato di affrontare questo tema con formule come l’Ulivo del nord per sfidare il consenso di Forza Italia e della Lega. Il Pd deve preoccuparsi di questo e non del consenso della sinistra radicale. Per fare questo bisogna saper fare una vera e propria rivoluzione culturale. Qui nel Nord non c’è solo un problema di rapporti con i lavoratori dipendenti, ma noi dobbiamo essere credibili di fronte ai piccoli imprenditori, che sono il 99 per cento delle imprese italiane. Queste imprese sono costituite da ex lavoratori dipendenti. Se noi non parliamo a questi ceti, anche se avessimo nel Pd Obama non ce la faremmo mai ad ottenere qualcosa”.
Se dovesse trovare un esponente del nord da proporre come segretario del Pd chi sceglierebbe?
“Il gioco di scegliere il fuoriclasse da mettere in campo non mi piace. Adesso vedremo quali sono le proposte dei due candidati Dario Franceschini e Pierluigi Bersani. In questo momento, l’esponente del Pd che sento più vicino alle mie sensibilità è Filippo Penati. Sceglierei Penati per le posizioni espresse in questi anni in cui è stato alla guida della Provincia di Milano. Abbiamo bisogno di un Pd popolare e democratico che si organizza sulla base di un partito federale. Nel partito dovrebbero ricordarlo che abbiamo bisogno proprio di questo”.

Grazie Luca

L'amico Luca Bagatin mi ha dedicato un ritratto benevolo nel suo sito-blog. Lo ringrazio e lo ripubblico qui per la gioia dei miei piccoli fans.....Nella foto sotto naturalmente è ritratto Luca Bagatin in compagnia del gatto Mirtillo. Quello sotto invece è l'amico Tim....Chi permise che io e Lanfranco Palazzolo ci conoscessimo fu, involontariamente, il giornalista Mauro Suttora.Entrambi frequentavamo il suo blog: io con le migliori, Lanfranco con le peggiori intenzioni.Ma lasciamo perdere.Fatto sta che dopo poco tempo ci scambiammo le mail e fu così gentile da inviarmi anche un libro con dedica, da lui curato, sui discorsi parlamentari di Pannella.Erano anni che lo ascoltavo a Radio Radicale come giornalista-intervistatore e speaker e la sua voce mi risultava assai simpatica, specialmente la particolare pronuncia della "esse" che lo caratterizza.Ritrovai Palazzolo sulle pagine de "La Voce Repubblicana" e scoprii che era Repubblicano come me e, quando si candidò alle amministrative di Roma a sostegno del sindaco Alemanno, invitai a votare per lui sotto il simbolo dell'Edera.Scoprii anche che la sua voce su Wikipedia era ed è ricchissima di informazioni biografiche.Quella maggiormente di nota, a parer mio, è frutto di un incontro che ebbe con lo scrittore inglese Tim Parks, che lo citò in un libro sulla fede calcistica, pubblicato nel 2002, riportando le seguenti parole:
« E un terzo, molto taciturno, non ha saputo dare nessuna spiegazione [sulla scelta di tifare il Verona, ndr]. Ho poi saputo che fa il cronista parlamentare per Radio Radicale e, dopo un altro po', che si è iscritto al grigio e pressoché estinto partito repubblicano. Mentre quell'uomo lucido ed intelligente parlava della sua radio e dei repubblicani, ho capito che aveva costruito tutta la propria identità sull'adesione a minoranze esigue e combattive e a cause che più perse non si può. Quale altra relazione può esistere tra le Brigate gialloblù, notoriamente di destra e il fondamentalismo laico dei radicali, per non parlare dei seriosi e stravecchi repubblicani? »
Ogni volta che la leggo mi scompiscio dalle risate. Penso al fatto che anch'io sono un fan delle cause perse ed ogni volta mi viene in mente Rett Butler, che in "Via col Vento" decide di combattere con i Confederati quando stanno per perdere la guerra.Ad ogni modo a me, Lanfranco, non sembra affatto taciturno.Diciamo che - a differenza di moltissime persone che parlano anche con il pertugio posteriore del loro corpo (uuuuhhh....la lista è lunghissima e con pressoché tutti loro, in un modo o nell'altro, ho fatto in modo di rompere i rapporti) - con Lanfranco si riesce sempre a scambiare quattro chiacchiere in amicizia.Beh, dopo questo mio post non so.......Ad ogni modo, il Nostro, ha anche un blog parecchio frequentato (lanfrancopalazzolo.blogspot.com). E vivaddio che esiste ancora qualcuno che apre un blog in tempi di faccedabuco !Lanfranco poi, ha uno style particolare: ha creato un canale ad hoc per le sue video-chicche con il telefonino, che ti rimanda direttamente a youtube. Fra questi, a parer mio, il più bello è: Pannella contro l'automobile. Ottimo per chi, come me, odia quelle scatole di sardine con quattro ruote brummeggianti ipocritizzate e contestualmente ama le manifestazioni in solitaria, magari fumandosi beatamente una senzafiltro.Last but not least, il Palazzolo ha aperto un'ulteriore blog che definirei di denuncia.Palazzolo denuncia Nanni Moretti con Ecce Nanni: eccenanni.blogspot.com. Da fan non sinistrato di Nanni Moretti, ovviamente, potrei dissentire. Ed invece, qui, la dissenteria non mi colpisce punto.E a capo.Per inciso dirò che citazione preferita di Lanfranco Palazzolo è dell'economista Keynes, tanto amato da La Malfa padre e figlio: "Nel lungo periodo moriremo tutti".Resistiamo sin che possiamo, ordunque !