mercoledì 1 luglio 2009

Come era andato Berlusconi nel 2008? (Andrea Atzori)

Il dramma di Viareggio visto da un fuorionda Sky (Atzori)

ANDREA ATZORI è un grande giornalista perchè ci permette quotidianamente di trovare i fuorionda che si possono captare via satellite. E lo fa diversamente da quello che fanno striscia la notizia e blob o altre trasmissioni del genere, accompagnando le immagini all'autonomia del nostro giudizio, senza condizionamenti. La televisione non ci consente quasi mai di trovare piccoli spazi di verità e di imprevisto. Atzori ci permette di farlo. Visitate il suo canale. Capirete tante cose del giornalismo televisivo, quelle che non vedete....

Restaurata la Cappella Paolina dopo 5 anni di lavori

"Meno male che questi rompicoglioni se ne sono andati. Erano cinque anni che non mi davano tregua con le impalcature".

Allungate il menù del Partito democratico

Intervista a Gianfranco Pasquino
Voce Repubblicana, 1 luglio 2009
di Lanfranco Palazzolo
(A sinistra Sergio Chiamparino con Gianfranco Pasquino)

Il dibattito sul congresso del Pd è iniziato bene, ma il menù deve essere allungato perché la partita non può essere giocata solo da due candidati, uno dei quali è visto come il candidato di D’Alema. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il professor Gianfranco Pasquino.
Professor Pasquino, ha visto quello che sta succedendo nel Partito democratico?
“Io non ho visto proprio niente e non so niente”.
Come non ha visto? Cosa pensa del dibattito sul prossimo congresso?
“Mi pare che questa volta l’inizio sia serio. Se ci saranno più di due candidature, se ci sarà il sindaco di Torino Sergio Chiamparino o qualcun’altro sarà ancora meglio per tutti. Credo che si debba offrire agli iscritti, ma anche a tutti coloro che sentono che sia necessario un grande partito di opposizione e di governo un menù di scelta più ampio tra Dario Franceschini e Pierluigi Bersani”.
Cosa pensa della scelta di Walter Veltroni, che si è defilato da questo confronto tra candidati senza dire chi appoggia?
“L’ex segretario del Pd ha sbagliato moltissime cose nel periodo in cui è alla guida del partito. Secondo me è giusto che si sia defilato da questo dibattito. Non poteva far altro”.
Qualcuno invoca un candidato più giovane o comunque espressione di qualcosa di nuovo.
“Non basta essere giovani o volere qualcosa di non definito che possa essere identificato come ‘nuovo’. A mio avviso, la risposta da dare è un’altra. Nel Partito democratico la vera novità sarebbe quella di avere una strategia che potremmo definire come nuova. Ecco perché è necessario fare un grande partito – io direi di sinistra o se si vuole di centro-sinistra – in grado di tenere insieme non solo alcuni elementi di centro, ma tutta quella parte di sinistra che si è dispersa e che pure sono il sette o otto per cento cruciali per vincere le elezioni”.
Pensa che questa contesa rappresenti anche il tramonto definitivo del “prodismo”?
“Credo proprio di sì. In realtà il ‘prodismo’ si è già seppellito da solo con i suoi errori di governo tra il 2006 e il 2008. Il ‘prodismo’ non ha capito che Walter Veltroni era una sfida inevitabile alla sua leadership e che quindi doveva essere contrastato”.
Pensa che stavolta verranno davvero cancellate le appartenenze dei singoli parlamentari e che nel Pd ci sarà un vero e proprio rimescolamento di culture?
“Credo che sia auspicabile. Se si consente ai non iscritti di votare questo passaggio avverrà molto più facilmente”.
Bersani ha una visione troppo poco aperta ai non iscritti al Pd?
“Credo che Bersani abbia detto tante cose alle quali non ha fatto seguire i fatti. Adesso è dentro il recinto dei Ds e pensano che lui sia il candidato di D’Alema. E non tutti pensano di voler votare il candidato di D’Alema nel Pd”.
Lei oggi per chi voterebbe?
“Per Sergio Chiamparino”.