lunedì 6 luglio 2009

Flavio Giurato: "Valterchiari"

Io sono un figlio di famiglia e ti bacio con tantaGelosia
Tu sei l'intenzione piu' seria piu' orgogliosa
Ti stringo sei mia
In una casa piu' alta e piu' bella di tutte quelle qui intorno
Consumiamo la nostra passione e il nostro brevissimo giorno
Prima serata di tante altre notti in grande
Frenesia
Di farti conquista piena riuscita
Piu' dentro piu' mia
Senza il problema o il dispiacere di riuscire a capirci
Dato e concesso di essere cosi' vicini da sentirci attaccati
Io i miei fatti veri te li raccontavo sempre
Ed i miei pensieri li cambiavi lentamente
E le mie ragioni le negavi spesso e volentieri
Ed io per te l'ultimo Valterchiari
Io per te l'ultimo dei signori
L'ultimo degli attori dei grandi suonatori
E ora ti lascio al tuo sonno che invidio con tanta
Gelosia
Per quel senso di sicurezza che mostri
Se ti prende sei sua
E mentre la luce e' indecisa se rallentare o far presto
Ti ritrovo mai stanca e sempre perfetta tra le isole e il sale.

Umberto Balsamo: "Bugiardi noi" (1974)

Ignazio non ci serve

Voce Repubblicana del 7 luglio 2009
Intervista ad Ermete Realacci
di Lanfranco Palazzolo

La candidatura di Ignazio Marino è troppo legata al singolo tema della laicità.Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il deputato del Partito democratico Ermete Realacci, responsabile Ambiente del Pd.
Onorevole Realacci, cosa ne pensa del confronto per la segreteria del Partito democratico e della candidatura di Ignazio Marino?
“Penso che la candidatura di Marino, che ha peraltro l’appoggio di persone che stimo come Civati, è troppo legata ad un singolo tema. Il tema della laicità è un tema importante, ma rischia perfino di essere isterilito se resta l’unico tema intorno al quale si costruisce una campagna per la segreteria del Partito democratico. Se mi candidassi alla guida del Pd non parlerei solo di ambiente, ma di come l’ambiente cambia l’economia e la società. Il nostro obiettivo non è quello di costruire una dignitosa forza politica, ma di costruire una grande forza politica che si candida all’alternativa del Paese”.
Lei non ha ancora fatto una scelta per sostenere un candidato. Perché non ha ancora deciso chi appoggiare?
“Una scelta di questo genere implica anche dei passaggi organizzativi. Questa è una campagna molto impegnativa ed ogni cosa deve essere fatta bene e con attenzione. Non ci troviamo di fronte ad una lotteria. E’ molto complicato fare una scelta di questo tipo. Il mio interesse è quello di far pesare le scelte sulla crisi dello sviluppo, della green economy nelle dinamiche del Partito democratico. Penso che questo sia un grande spartiacque nel nostro paese tra il Partito democratico e la destra. Nel nostro paese abbiamo una destra ostile e disattenta a questi temi. Ricordo di aver sentito Berlusconi che diceva: ‘Occuparsi di ambiente in tempi di crisi è come farsi la messa in piega quando si ha la polmonite’. Invece nel resto del mondo si va in direzioni diverse. Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha fatto votare dalla Camera una legge che mette l’America in campo contro i gas di serra. Il Pd è nato per mobilitare le energie migliori in campo ambientale”.
Pensa che le numerose condizioni poste dai sostenitori di Dario Franceschini alla segreteria del Pd possano rappresentare il limite di questa candidatura?
“Non mi pare che alcuni condizionamenti, come quello che ha posto Francesco Rutelli o altri, siano degli elementi limitativi per Franceschini. Mi sembra che si tratti di condizionamenti che arricchiscono la sua candidatura. Sulla carta, Franceschini è quello che meglio può rappresentare quell’incrocio di culture che è alla base del Pd. Non sono mai stato comunista o democristiano. Per questa ragione non credo che la fusione di quelle due culture possa essere esaustiva per il Pd. Quello può essere certamente un passaggio. Ma credo che il Partito democratico sia forte se capisce la natura dei problemi del Paese”.

Arriva l'allegria a Roma: Hu Jintao al Colosseo


Ho toccato la luna con un dito