mercoledì 8 luglio 2009

Michelle Obama


Michelle Obama a Roma (Via dei Fori imperiali)

Oggi stavo tornando a casa dopo una dura giornata di lavoro al Senato. Quando sono arrivato in via dei Fori imperiali la polizia ha bloccato le macchine che uscivano dal centro. Ho capito immediatamente che stava per arrivare un corteo molto importante. Ho scommesso con me stesso che quello era il corteo delle first lady + il marito di Angela Merkel. Non se in quel corteo vi fossero le consorti dei grandi della terra, ma sono certo che in una delle macchine c'era Michelle Obama perchè l'ho riconosciuta quando la macchina con lei dentro mi è passata davanti. Non sono stato molto coraggioso a sporgermi con il cellulare. Se qualcuno della scorta avesse visto qualcosa che sporgeva da un finestrino mi avrebbe sparato. Ma è andato tutto bene e sono riuscito a vedere la grande Michelle Obama. Mentre ero in macchina stavo ascoltando il notiziario di Radio Radicale condotto da Roberto Spagnoli. Viva gli Stati Uniti.

Cosa ci fa Gheddafi con Finmeccanica?

Intervista a Riccardo Villari
Voce Repubblicana, 9 luglio 2009
di Lanfranco Palazzolo

Il Governo deve spiegare se la Libia è interessata a Finmeccanica. Lo ha spiegato alla “Voce” il senatore del gruppo misto Riccardo Villari che ha presentato un’interrogazione su questo argomento al ministro degli Esteri Frattini e a quello dello Sviluppo economico Scajola.
Senatore Villari, cosa sta succedendo tra la Libia e Finmeccanica?
“Lunedì mattina, i mezzi di informazione hanno diffusamente riportato la notizia secondo la quale la Libia starebbe investendo in Finmeccanica rilevando una quota tra il 2 per cento e il 3 per cento delle azioni di questa azienda strategica per i programmi militari e di difesa del nostro paese. Notizie di questa delicatezza dovrebbero essere supportate da una precisa informativa politica da parte del Governo che è azionista di Finmeccanica. I cittadini devono essere informati di questi sviluppi se consideriamo che il governo libico non è un esempio di democrazia”.
Quali giornali hanno riportato questa notizia?
“‘Il Sole 24 Ore’ e ‘Il Mattino’ di Napoli. Questi giornali riportavano notizie fondate che riportavano voci all’interno di Finmeccanica. Non è stata citata una fonte precisa e diretta. Ma è stato proprio questo che mi ha spinto a rivolgere questo atto di sindacato ispettivo al Governo. Oggi è necessario informare l’opinione pubblica e il Parlamento innanzitutto”.
Chi sono gli azionisti principali di Finmeccanica?
“Il Tesoro detiene la quota maggiore delle azioni. Poi dobbiamo aggiungere un azionariato diffuso. Il tema vero è che l’azienda è impegnata nei settori industriali produttivi e della difesa del nostro Paese. Questa azione di Finmceccanica ha come ‘mission’ lo sviluppo di settori importanti del nostro paese. Ecco perché era utile rivolgere al nostro governo un’interrogazione che riuscisse a rendere più chiare le notizie che abbiamo letto sui giornali”.
Quali sono i rischi legati all’ingresso della Libia in Finmeccanica con una quota del 3%?
“Un azionista del genere può essere partecipe di scelte strategiche dell’azienda. Tenga conto che noi parliamo dell’aeronautica attraverso l’Alenia, dell’Agusta per gli elicotteri. Il settore dell’elettronica della difesa è controllato da Finmeccanica. Sono settori molto delicati. L’azionista ha il diritto di essere messo a conoscenza delle scelte di Finmeccanica. La quota del 3 per cento è significativa”.
Cosa ha pensato quando Gheddafi è venuto in Italia?
“La Libia non è un esempio di democrazia. Quando Gheddafi è venuto in Italia, il modo con il quale è stato accolto mi è sembrata una parata di dubbio gusto. Lo dico perché ho seguito al Senato il dibattito interno sul modo in cui il dittatore libico doveva essere accolto. Il nostro paese avrebbe dovuto porsi in modo diverso rispetto a questa visita. Adesso mi aspetto una spiegazione dal governo”.

Non siamo il partito della sinistra

Intervista a Linda Lanzillotta
Voce Repubblicana dell'8 luglio 2009
di Lanfranco Palazzolo

Il Partito democratico non si può ripiegare come un partito della sinistra. Questo è l’errore di Pierluigi Bersani. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana”, la parlamentare del Partito democratico Linda Lanzillotta, sostenitrice della componente “Liberi e coraggiosi”.
Onorevole Lanzillotta, alla vigilia di questo confronto si era parlato anche di una sua possibile candidatura?

“A chi mi aveva posto questa seconda domanda avevo risposto che se ci fosse stata la possibilità di una candidatura, io o altre figure femminili del Pd avrebbero potuto ipotizzare una candidatura per la guida del Pd. In effetti, una delle cose non molto belle del Pd è che nessuna donna si sia fatta avanti nel partito per candidarsi proprio mentre nel Pd si profilava una competizione vera alle primarie. Questo lo dico con una certa amarezza”.
Come sta andando il confronto nel Pd sulla segreteria del Partito?
“In questi giorni abbiamo discusso su quale candidatura in campo fosse più coerente con la nostra visione del Partito democratico o se ci fossero le condizioni per lanciare una terza candidatura. Come area ‘Liberi e coraggiosi’ ci siamo riuniti nei giorni scorsi e le idee sono molto differenziate. La nostra valutazione è stata di cercare di condizionare il profilo maggioritario del Partito democratico piuttosto che fare una battaglia di minoranza. Questo è un percorso che stiamo sviluppando. Noi ci auguriamo che la candidatura di Dario Franceschini sia quella più coerente e che si proietti nel futuro piuttosto che tendere a riprodurre un modello di partito rappresentativo di gruppi sociali, di ceti che sono minoritari nel paese. Nelle prossime settimane verificheremo meglio le nostre scelte soprattutto quando Franceschini presenterà la sua piattaforma politica”.
Cosa pensa della candidatura di Pierluigi Bersani?
“Mi sembra che questa candidatura alluda ad un ripiegamento dell’idea del Partito democratico come un partito della sinistra, che rappresenta una sola parte dello schieramento progressista. E che tra l’altro è un profilo e una caratterizzazione che esce brutalmente sconfitta dalle elezioni al Parlamento europeo. I partiti socialisti e socialdemocratici in Europa vengono votati da meno del 10% dell’elettorato europeo. Questo testimonia la validità dell’idea del Partito democratico. L’idea deve essere trasformata in politica e progetto”.
Lei sostiene l’ingresso del Pd nel vecchio Pse?
“Noi abbiamo votato contro questa scelta quando si è svolto il dibattito politico in Direzione. Pensiamo che si poteva approfondire l’idea della costituzione di un gruppo di federalisti europei sulla base della novità dell’esperienza del Pd. Il Pse è uscito sconfitto alle elezioni europee. Il fatto di non aver costituito un gruppo nuovo è stata una scelta rinunciataria”.