giovedì 16 luglio 2009

Dare un senso agli esami di maturità

Intervista al Senatore Lucio Malan (Pdl)

di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana del 16 luglio 2009

Credo che un esame di Stato abbia senso se ci sono dei bocciati e dei promossi. Se all’esame di maturità devono essere tutti promossi tanto vale non fare gli esami. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore Lucio Malan del Popolo delle libertà.
Senatore Malan, cosa ne pensa di questa ondata di bocciature dopo la maturità?
“Credo che questa sia una questione da esaminare con attenzione perché è grave che tanti giovani perdano un anno. Questo non può essere certo un fatto negativo se quelle che abbiamo visto sono state bocciature meditate e motivate. Dall’esperienza che ho del mondo scolastico penso che queste bocciature non siano state frutto di una valutazione superficiale. Non credo che la nostra scuola pecchi di severità. Se c’è un maggiore numero di bocciati questo significa che la scuola non è un parcheggio, un passaggio più o meno facile, ma è un posto dove si studia. Credo che l’aumento numero dei bocciati vada nella direzione di un maggiore rigore e verso la richiesta di un maggiore impegno”.
C’è anche un fattore politico che pesa nella scelta di queste bocciature?
“Il giudizio di bocciare e di promuovere è sempre nella piena disponibilità degli insegnanti e di chi costituisce le commissioni d’esame. Nessun ministro potrebbe andar contro un intendimento dei professori. E’ anche vero che alcune novità introdotte come il voto di condotta possono avere facilitato dei meccanismi che portano alla bocciatura. Non so quale sia stata l’incidenza del voto di condotta sulle valutazioni finali, ma credo che anche questo tipo di valutazione abbia cambiato qualcosa”.
Perché c’è stata una lunga transizione prima di riformare gli esami di maturità?
“Quello che fu introdotto nel 1969 è stato un esame con un meccanismo molto facile perché erano poche le materie nelle quali si veniva interrogati. Molti governi pensavano che quell’esame non poteva essere modificato perché quella sarebbe stata una scelta impopolare nella direzione di una maggiore severità. Credo che sia stato giusto fare questo cambiamento perché fare due scritti ed essere interrogati su poche materie era poco. Ci sono stati anni in cui i promossi alla maturità rasentavano addirittura il 100 per cento. Per quanto si fossero limitati i costi, quello era un esame inutile perché lo passavano tutti. Non si vede quale possa essere l’utilità di una scelta del genere. A quel punto sarebbe stato logico concludere l’anno con dei voti così come succede con gli anni precedenti. Un esame ha senso solo se qualcuno lo passa o qualcuno non lo passa”.
Quando si è affermata la logica della promozione al 100 per cento?
“Nel ’97 andai come membro esterno in una scuola dove mi chiesero per iscritto l’intendimento di non bocciare nessuno. Allora mi rifiutai. Non mi pento di quella scelta”.

Bertinotti apprezza la battaglia dell'Associazione Luca Coscioni

Era un tranquillo pomeriggio di lavoro come tanti. Mi chiama l'ottimo caporedattore Paolo Martini dalla Radio per dirmi che devo seguire una manifestazione dell'associazione Luca Coscioni che si svolge in Piazza Colonna, davanti Palazzo Chigi. Lo scopo della mobilitazione è di sensibilizzare l'opinione pubblica a favore dell’abolizione della “perenzione amministrativa” sui progetti di ricerca scientifica, ovvero di quell’istituto giuridico, introdotto dal Governo Prodi nella Finanziaria del 2008, in base al quale, allo scadere dei tre anni dal finanziamento, i fondi inutilizzati tornano nella casse del Tesoro. Alla manifestazione erano presenti Marco Cappato (segretario Ass. Luca Coscioni), il prof. Piergiorgio Strata (prof. Neurofisiologia a Torino) e il sen. Antonio Paravia (PDL), che ha parlato di vero e proprio “falso nel bilancio pubblico” in riferimento alla perenzione di 3 anni. A sorpresa si è presentato anche il Presidente della Fondazione della Camera dei deputati Fausto Bertinotti che aveva appena finito di lavorare. Mentre l'ex Presidente della Camera stava attraversando la strada Marco Cappato gli è andato incontro per spiegare la bontà dell'iniziativa dell'Associazione Luca Coscioni. Fausto Bertinotti ha preso atto che si trattava di un'iniziativa che tutela i lavoratori. Ma non appena l'ex segretario di Rifondazione comunista ha salutato i manifestanti, il senatore Antonio Paravia (Pdl) ha ricordato che sul lavoro nero, ai tempi di Franco Marini, Fausto............

Violini al Pantheon (Roma)