venerdì 17 luglio 2009

Il primo uomo nello spazio: le felicitazioni di Togliatti al Pcus


Quello scherzo di Tommaso Padoa Schioppa

Intervista ad Antonio Paravia
Voce Repubblicana del 17 luglio 2009
di Lanfranco Palazzolo

Tommaso Padoa Schioppa ha colpito gli enti di ricerca scientifica e le imprese. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore del Popolo delle Libertà Antonio Paravia.
Senatore Paravia, che cosa ha combinato Padoa Schioppa per mettere in crisi la ricerca scientifica in Italia?
“Nell’ultima Finanziaria del Governo Prodi, quella del 2008 approvata nel dicembre del 2007, al ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa venne l’infelice idea di far sparire 27 miliardi di euro di debiti dello Stato portando la perenzione amministrativa da sette a tre anni, facendo cadere in perenzione tutti quei fondi che erano presso i singoli ministeri e che servivano al pagamento della ricerca, alle imprese per la fornitura di beni e di servizi”.
La sospensione è avvenuta anche retroattivamente?
“Certo, anche retroattivamente. Si è commesso un grave abuso. Non so se vi sono anche responsabilità ed abusi della Ragioneria generale dello Stato, la quale avrebbe dovuto segnalare al ministro che andava a commettere un abuso. Io parlo addirittura di truffa alle imprese e ai ricercatori. Per migliorare l’immagine del Paese a livello europeo e presentare un rapporto deficit-Pil più basso, l’allora ministro Tommaso Padoa Schioppa ha falsificato il bilancio dello Stato. Questa è una cosa grave di cui nessuno si è accorto subito perché il maxi emendamento presentato dal Governo Prodi sulla Finanziaria era composto di oltre 1200 comma. Molti di questi comma invece erano traditori del diritto e degli italiani che lavorano”.
Quando vi siete accorti di questo raggiro?
“In quel momento non era possibile accorgersene. Quando viene posta la fiducia con un maxi-emendamento di 1200 comma è ovvio che non ci sia tempo materiale di leggerli. Allora non sapevamo nemmeno che queste norme sulla perenzione amministrativa erano state inserite. Il fatto è emerso quando le imprese e gli enti di ricerca hanno ricevuto una comunicazione nella quale si diceva che le loro fatture non sarebbero state pagate in quanto non c’erano più i soldi che erano a disposizione per sette anni. Il ministro dell’Economia Padoa Schioppa li aveva fatti sparire. Ecco perché la situazione ereditata dal ministro Tremonti è grave”.
Con quali costi di potrebbe ristabilire il termine di sette anni?
“Non è semplice. Ci vorrebbe una nuova legge Finanziaria per ripianare tutte queste posizioni debitorie. Intanto chiudono gli enti di ricerca, soffrono le imprese che rischiano la chiusura”.
Quale sarebbe il termine equo per la perenzione amministrativa?
“L’attuale termine di tre anni è ridicolo perché tutti sanno quanto sono lente le procedure burocratiche. Un progetto di cinque anni non è realizzabile. Chi lo fa può pagare solo per tre anni visto che gli ultimi due cadono in perenzione amministrativa”.

Torino-Bologna 4-0 del 10 novembre 1946

Per il Bologna non deve essere stato piacevole prendere quattro pallini dal Torino in quel freddo autunno del 1946. Ma i granata se li meritavano proprio di farli quattro gol. Il portiere del Bologna aveva tenuto imbattuta la sua porta per ben sette giornate (Quella era l'ottava giornata del massimo campionato). Il Bologna era giunto a qell'appuntamento in testa alla classifica e senza aver subito nemmeno una rete.
Per il portiere del Bologna Vanz questa rete (vedi foto sopra), firmata da Castigliano al 33° del primo tempo deve essere stata una mazzata, un gol difficile da dimenticare. Chissà quante volte il portiere del Bologna ha riguardato questa foto ripensando a quel campionato concluso al quinto posto e che il Bologna stava dominando.
E pensare che due minuti prima di quel gol,al 31 del primo tempo, il triestino Grezar aveva sparato addosso a Vanz un rigore insperato per il Torino. Di questa partita mi avevano colpito le parole di Gabetto che la sera dell'8 novembre di sente dire dal figlio, 4 anni, che quella partita sarà vinta dai granata (Nella foto a sinistra Ballarin con Taiti). L'esito del match non era affatto scontato. Il Bologna aveva entusiasmato nelle prime giornate del campionato. Ma quella partita lo portò con i piedi per terra. E ad esaltarsi fu il Toro che vinse lo scudetto alla fine della stagione. Per completezza di cronaca diciamo che nella partita di ritorno il Torino limitò i danni pareggiando a Bologna dopo essere stato in svantaggio per il primo tempo (1-0). Il Torino giocava in casa con la maglia bianca. Nella seconda foto sotto il giocatore del Bologna Ricci cerca di neutralizzare Gabetto. Qui sotto potete ammirare ancora Gabetto in una semirovesciata. Anche se non segno nessuna delle quattro reti granata, il giocatore fu acclamato come il migliore in campo.
TORINO - BOLOGNA 4-0 (2-0)
Torino: Piani, Ballarin A., Maroso, Castigliano, Rigamonti, Grezar, Ossola, Loik, Gabetto, Mazzola, Ferraris. All.: Ferrero.

Bologna: Vanz, Spadoni, Ricci, Malagodi, Marchi, Marchese, Biavati, Valcareggi, Cappello, Arcari IV, Tatti. All.: Violak.Arbitro: Bellé di Venezia.

Reti: Castigliano 33', Ossola 44', Ferraris 78', Loik 81' rig. (sotto Mazzola cerca di segnare di testa in area rossoblu).

Tramonto del 15 luglio al Colosseo (20.30)

Tramonto del 15 luglio al Colosseo (20:32)