martedì 28 luglio 2009

No al vittimismo del Sud

Voce Repubblicana, 28 luglio 2009
Intervista a Luigi Compagna
di Lanfranco Palazzolo
(Nella foto, a destra, Giustino Fortunato)

Il vero meridionalismo non è mai stato vittimismo. Lo ha detto alla “Voce” il senatore del Pdl Luigi Compagna rispondendo a questa nostra intervista sul cosiddetto Partito del Sud.
Senatore Compagna, la polemica sul Partito del Sud non accenna a placarsi.
“Su questo argomento c’è molta confusione. Nello schieramento di centrodestra il partito del Sud è certamente quello di Raffaele Lombardo. Dopo che lo Svimez ha fornito i drammatici dati sul drammatico divario tra Nord e Sud, alcuni governatori del centrosinistra come Antonio Bassolino, Agazio Loiero e Nichi Vendola si sono atteggiati come gli esponenti del nuovo meridionalismo. Tutto questo è accaduto mentre un gruppo di scontenti del Pdl ha inneggiato al Partito del Sud. Non capisco se ci troviamo di fronte allo stesso processo oppure davanti a piccoli segmenti di malessere. Ritengo che si tratti di iniziative molto velleitarie”.
Definirebbe quello che abbiamo visto come meridionalismo?
Il vero meridionalismo non è mai stato vittimismo e non si è mai trasformato in polemica contingente contro l’unità nazionale. Anzi, il più grande dei meridionalisti, Giustino Fortunato (1848-1932), aveva quasi un senso altissimo, sacro dello Stato nazionale. Il suo libro più famoso si intitola ‘Il Mezzogiorno e lo Stato nazionale’ (1911)”.
Che cosa può esserci in comune tra tutte queste ipotesi di partito del Sud?
“Penso che dietro questa situazione ci sia il fallimento della Regione come istituzione. Il meridionalismo non è morto perché è stato assassinato dalla Lega. Sono state le regioni a decretarne la morte. Il leghismo è venuto dopo. La grandezza del meridionalismo è stata quella di considerare il meridionalismo come una grande questione nazionale. Con l’istituzione delle regioni per il meridionalismo non c’è stato più spazio. Il fallimento di questi enti è generale basterebbe vedere i bilanci della sanità delle singole regioni. Quindi è singolare vedere incarnati come nuovi Masaniello coloro che sono al governo delle regioni e hanno provocato il disastro che abbiamo visto. Mi pare ingeneroso che i bersagli di questo partito del sud siano Giulio Tremonti e Maurizio Sacconi”.
Vede un’operazione di trasformismo in questo “partito” da parte dei governatori del Sud?
“Se penso a Bassolino, Vendola e Loiero non posso che vedere un’intenzione di trasformismo. Questi tre Governatori hanno cercato di trasferire su Sacconi e Tremonti i loro fallimenti sulla Sanità delle regioni che gestiscono. Ricordo che l’80 per cento del bilancio delle regioni è composto dalla spesa sanitaria. Se questi tre Governatori si propongono come gli uomini della riscossa di ‘Terronia’ contro ‘Padania’, la loro è solo una mera intenzione di trasformismo. Vedremo se nei prossimi mesi la manovra di questi personaggi riuscirà”.