venerdì 31 luglio 2009

Le fondamenta dello sviluppo

Intervista a Luigi Casero
Voce Repubblicana del 1 agosto 2009
Di Lanfranco Palazzolo

Quelli che abbiamo approvato sono provvedimenti fondamentali per lo sviluppo. Lo ha detto alla “Voce” il sottosegretario all’Economia Luigi Casero.
Sottosegretario Casero, il Governo ha concluso la stagione politica prima delle vacanze approvando il decreto anticrisi, il Dpef e l’assestamento del bilancio dello Stato. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha fatto un intervento molto realista sulla situazione economica.
“Quelli approvati sono una serie di provvedimenti fondamentali per lo sviluppo del Paese in una fase senza dubbio molto complessa e difficile per l’economia. Il Dpef è partito dal fatto che in questo periodo non è semplice fare delle previsioni economiche nell’arco di un periodo di tre anni. Il governo ha inserito questa ‘fotografia’ del Dpef in una serie di obiettivi di medio e di lungo periodo. Il governo ha pensato a consolidare le possibilità di crescita dell’economia italiana e di mantenere in ordine i conti dello Stato. Nello stesso tempo abbiamo cercato di superare una serie di debolezze del paese che vanno dall’elevata pressione fiscale alla mancanza di infrastrutture nel Paese e all’assenza di ammortizzatori sociali. Si tratta di elementi importanti che devono essere visti in chiave prospettica.
Questa è stata la logica che vi ha spinto ad approvare il decreto anticrisi?
“Questo provvedimento contiene delle norme molto importanti a sostegno delle imprese per cercare di renderle più forti come la detassazione degli utili reinvestiti in macchinari, la detassazione dei soldi che vengono reinvestiti nel capitale dell’azienda. Con questi provvedimenti particolari abbiamo cercato di colmare un momento di debolezza delle aziende italiane che stanno investendo poco e che hanno poco patrimonio”.
Ci sono stati problemi con le entrate per il fisco?
“I problemi ci sono stati, ma non sono relativi all’evasione fiscale come qualcuno ha detto. Il problema è soprattutto la crisi economica. Si produce di meno e quindi si pagano anche meno tasse. Il Governo ha cercato di dare nuovi strumenti per lo sviluppo e cercato di mettere in sicurezza i conti pubblici”.
Rispetto alla politica che avreste voluto fare quanti ripensamenti avete avuto sulla spesa pubblica in merito ai fondi per il Sud e a quelli per lo spettacolo?
“L’obiettivo della riduzione della spesa pubblica resta e lo manteniamo. In questa fase sarebbe utile un’azione di compattezza nei confronti di una crisi economica molto pesante. Alcune categorie hanno protestato. Gli assestamenti che abbiamo fatto non alterano il quadro del bilancio. Tuttavia sarebbe stato meglio mantenere le indicazioni iniziali, che erano sostanzialmente molto forti, avremmo favorito meglio la politica di assestamento e di risanamento. I nostri obiettivi restano comunque in campo”.

Una buona notizia