mercoledì 5 agosto 2009

Basta con le riforme elettorali

Intervista a Gianfranco Rotondi
Voce Repubblicana, 5 agosto 2009
di Lanfranco Palazzolo

Chi riapre il discorso della riforma della legge elettorale si prende le pernacchie dei cittadini. Lo ha detto alla “Voce” il ministro per l’Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi, che boccia la proposta di un ritorno al collegio uninominale. Ecco cosa ci ha detto il ministro del Governo Berlusconi dopo aver aiutato i comitati promotori del referendum a raccogliere le firme sui tre quesiti elettorali.
Ministro Rotondi, il senatore del Partito democratico Enrico Morando ha proposto di tornare al sistema elettorale maggioritario con il collegio uninominale. Cosa ne pensa di questa nostalgia da parte dell’esponente del Pd?
“Ho risposto al senatore Enrico Morando e l’ho fatto a nome del Popolo delle Libertà, del Governo e di tutta la maggioranza. Oggi non dobbiamo aprire un filone estivo in cui mettiamo sul braciere il piatto della riforma elettorale. Il caso è chiuso con il referendum. I numeri della consultazione elettorale hanno detto con chiarezza che per gli italiani è la regola di ingaggio per la casta: ‘non gliene può importare di meno’. A questa maggioranza, la legge elettorale attuale piace perché garantisce la rappresentanza delle vere forze in campo, tutte, senza eventuali strozzature verso dissenzienti che vogliono creare un terzo polo. Inoltre, credo che debba anche essere sfatato il luogo comune che vede nell’assenza delle preferenze il male di questa legge elettorale. Abbiamo visto quello che è successo nel corso delle ultime elezioni europee. In queste consultazioni c’erano le preferenze. Nonostante le preferenze sono stati eletti coloro che si pensava sarebbero diventati parlamentari europei”.
Ritiene che il referendum abbia chiuso ogni discussione politica in merito alle riforme elettorali?
“Sì, credo che l’argomento sia chiuso senza margini di discussione. Chi riapre questo argomento si prende le pernacchie dei cittadini”.
Come si è spiegato il fallimento di questi referendum elettorali?
“Io ho raccolto le firme su questo referendum visto che dalla consultazione elettorale sarebbe uscita questa stessa legge elettorale migliorata perché applicavamo un turbo maggioritario con il premio di maggioranza alla lista più votata. Sono stato anche referendario. Questa vicenda deve insegnarci che ci sono altri problemi da affrontare. Il Paese deve affrontare oggi una grave crisi economica. Trovo singolare che oggi si trovi tempo per discutere della riforma della legge elettorale”.
Perché il sistema uninominale è peggio dell’attuale sistema proporzionale senza preferenze?
“Il sistema del collegio non funziona in Italia rispetto a quello che avviene nei paesi a bipartitismo maturo. Questo dipende dall’alto grado di ricattabilità che subiscono i grandi partiti. Basta una candidatura di disturbo per far saltare tutto”.