venerdì 28 agosto 2009

L'unico interlocutore possibile

Il Tempo, 28 agosto 2009
Di Lanfranco Palazzolo

L'unico garante possibile. L'incontro di oggi tra il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone e Silvio Berlusconi, al termine delle celebrazioni della Perdonanza celestiniana, nel corso della cena nell'arcidiocesi de l'Aquila, non deve sorprendere nessuno. La Perdonanza celestiniana ha origine nella Bolla Pontificia di Celestino V emanò dall'Aquila nel 1294 con la quale veniva concessa l'assoluzione da ogni peccato a chiunque, confessato e comunicato, entri nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio dai vespri del 28 agosto a quelli del 29. Non è un caso che l'incontro avvenga a l'Aquila dopo un evento politico molto importante come quello del G8. Era stato proprio mons. Bertone a dire che avrebbe vigilato sulla Presidenza di turno italiana del G8 affinché gli obiettivi nell'incontro tra i Grandi della Terra a L'Aquila fossero stati rispettati a testimonianza dell'apprezzamento dei risultati raggiunti sotto la guida di Silvio Berlusconi (vedi “Avvenire” del 19 luglio del 2009). L'incontro tra Silvio Berlusconi e il Segretario di Stato vaticano era necessario in questi giorni di polemica politica sull'immigrazione e sul Concordato tra la Chiesa e la Lega. Nel corso della precedente legislatura, Tarcisio Bertone ha avuto il merito politico di mitigare le posizioni assunte dal centrosinistra durante le polemiche sui Dico. Allora, l'obiettivo di Bertone fu quello di limitare l'offensiva delle forze laiche contro il Concordato e il matrimonio eterosessuale. Mons. Bertone considera Silvio Berlusconi come l'interlocutore più attendibile per dare le migliori garanzie possibili alla Chiesa sul rispetto della revisione del Concordato del 1984 e per ripensare alcuni aspetti della normativa sulla sicurezza, in particolare quelli sulle badanti. Lo stesso Berlusconi ha chiarito che non avrebbe voluto e non avrebbe cercato a tutti i costi un incontro con il pontefice perché non esiste alcun problema diretto tra il Premier e le istituzioni cattoliche o le gerarchie vaticane. A conferma di questo, il prossimo 6 settembre ad accogliere Benedetto XVI non ci sarà il premier, ma il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta. La Chiesa è cosciente del ruolo mitigatore e decisivo del premier nei confronti delle intemperanze politiche dei leghisti. Il Vaticano considera questa forza politica un partito materialista dove sono presenti elementi di tradizione cattolica, ma anche spinte culturali che sfociano periodicamente nel neopaganesimo. Non dimentichiamoci che la stessa Lega Nord in passato è arrivata anche a minacciare una scissione dei cattolici del Nord appellandosi alla figura di Paolo Sarpi. E solo la ragion politica del patto con Berlusconi ha fermato il Carroccio da certe rudezze politiche. E la Chiesa ne è consapevole.