mercoledì 2 settembre 2009

Perchè quando querelano loro non c'è attacco alla libertà di stampa?


Italia troppo isolazionista

Voce Repubblicana del 3 settembre 2009
Intervista a Matteo Mecacci
Di Lanfranco Palazzolo

Quella dell’Italia verso la Libia è una scelta politica di grande ambiguità che ci porta verso l’isolazionismo. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il deputato radicale eletto nelle liste del Partito democratico Matteo Mecacci.
Onorevole Mecacci, cosa pensa delle polemiche sull’atteggiamento del dittatore libico Gheddafi, il quale ha dichiarato che Israele è la causa dei mali dell’Africa e le successiva polemica sulle Frecce Tricolori a Tripoli?
“Le dichiarazioni che abbiamo ascoltato in questi giorni sono molto simili – se non analoghe – a quelle che aveva fatto a gennaio quando c’era stata la crisi di Gaza e quando il Parlamento italiano stava discutendo la ratifica del trattato di amicizia con la Libia. In quel periodo Gheddafi disse che – a causa di quello che stava accadendo a Gaza – occorreva che tutti i Paesi arabi aprissero i loro confini per consentire ai combattenti di andare a distruggere ‘l’entità sionista’ che stava distruggendo la Palestina. Queste dichiarazioni non sono una novità perché Gheddafi le pronuncia da decenni. E negli ultimi mesi non ha fatto altro che ribadirle”.
Queste scelte hanno portato dei miglioramenti alla politica estera del nostro paese?
“Tutto ciò non ha comportato nulla per la politica estera del nostro paese. Da questo punto di vista, il fatto che Berlusconi abbia confermato di andare a Tripoli il 30 agosto, di consentire la presenza delle Frecce tricolori per l’anniversario della Rivoluzione libica confermano una scelta politica di grande ambiguità da parte del nostro paese non solo nei confronti di Israele, ma di qualsiasi posizione che voglia essere credibile in favore della promozione dei valori di una paese democratico. Quando si ascoltano queste dichiarazioni in silenzio si lascia intendere la debolezza del nostro paese nella difesa di certi principi”.
La politica estera italiana si sta spostando troppo ad est (Russia e Libia)?
“La mia impressione è che la politica estera del nostro paese si sta indirizzando in modo scoordinato e arruffato verso un’impostazione di tipo nazionalista e isolazionista. Anche le dichiarazioni fatte da Silvio Berlusconi nei confronti del Consiglio europeo e delle istituzioni europee, in tema di immigrazione, non erano mai state fatte da un Presidente del Consiglio italiano. Al capo del governo riconosco una strategia. Berlusconi ha minacciato di bloccare il funzionamento del Consiglio Europeo se alcuni commissari europei non la smetteranno di parlare a ruota libera. Questo è un atteggiamento che ricorda nei modi quello dei ‘falchi’ dell’amministrazione Bush che stavano al Dipartimento della Difesa e propugnavano la tesi della forza americana come strumento di politica estera. Ecco perché quella di Berlusconi non è una posizione federalista a favore dell’Europa”.