venerdì 4 settembre 2009

Io, ex giornalista di "Avvenire", dico a Boffo di dimettersi

Voce Repubblicana del 4 settembre 2009
Intervista a Gustavo Selva*
di Lanfranco Palazzolo

Dino Boffo deve dimettersi dalla direzione di “Avvenire”. Lo ha detto alla “Voce” Gustavo Selva.
Senatore Gustavo Selva, cosa pensa delle polemiche sul direttore di “Avvenire” Dino Boffo?
“Quella su Boffo è la risposta alla campagna di 'Repubblica' che è andata a rimestare in cose che hanno a che fare con la persona e non con il valore che le persone esprimono in politica”.
Cosa pensa delle rivelazioni de “Il Giornale”?
“Mi pare che 'Il Giornale' abbia dato semplicemente un fatto. Un tribunale italiano ha emesso una sentenza. E questa sentenza è stata resa pubblica. Da cattolico potrei discutere sulla bontà di questa operazione, che è andata a colpire una persona alla quale noi dobbiamo attribuire il valore della bontà e non quello del valore politico”.
I lettori di “Avvenire” dovevano conoscere i risvolti della vita privata del loro direttore?
“Secondo me, questi fatti dovevano restare estranei alla conoscenza dei lettori perché questa vicenda attiene al rispetto della persona. Vittorio Feltri ha voluto dare una lezione di verità facendo sapere che Silvio Berlusconi non è il solo peccatore in questa materia qui. Berlusconi è stato sincero perché la sua confessione laico-religiosa l'ha fatta dicendo: 'Io non sono un santo'”.
Se avesse avuto tra le mani questa notizia cosa avrebbe fatto?
“Io non l'avrei data. Nel contesto in cui questa notizia veniva usata non l'avrei data. Ma questo attiene a valori che con la politica, che non è il valore assoluto anche se è un valore importante per valutare una persona nei suoi diritti e nei suoi doveri. Se posso dare un consiglio a Dino Boffo è quello di rinunciare a questo potere che ha in mano. Da oggi, ogni cosa che Boffo potrà scrivere sarà valutata con il sospetto che sia strumentale a certa azione politica come quando ha attaccato Silvio Berlusconi”.
Quindi Boffo dovrebbe dimettersi?
“Secondo me dovrebbe lasciare. Ho lavorato per anni a 'l'Avvenire d'Italia' e provengo dal giornalismo cattolico. Un tempo, con lungimiranza, la Chiesa toglieva da posti di responsabilità persone che erano sospette di azioni eticamente non compatibili con la dottrina cattolica. La Chiesa ha riservato a queste persone il perdono assoluto che non si ottiene certo con una sentenza della giustizia, ma con altre procedure”.
Qualche anno fa lei stato criticato per aver utilizzato un'ambulanza durante la visita di George W. Bush a Roma. Come si sono comportati i giornali con lei in quella occasione?
“In quella occasione fui attaccato molto duramente dal quotidiano della Conferenza episcopale italiana e da 'Avvenire'. In quella occasione il giornale della Cei non fu molto caritatevole nei miei confronti visto che l'accusa nei miei confronti era del tutto infondata. E su di me non c'è nessuna sentenza definitiva”.
*L'intervista è stata realizzata un giorno prima delle dimissioni di Boffo