martedì 8 settembre 2009

Mike Bongiorno racconta la sua "Resistenza"

''Ogni qual volta scompare una persona che partecipo', in qualsiasi forma, alla Resistenza e' un momento di profonda tristezza sia per chi ha condiviso questo impegno, sia per la nazione intera che a quei generosi, coraggiosi uomini e donne deve la conquista della democrazia e della liberta'". Il presidente nazionale dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia (Anpi) Raimondo Ricci commenta la scomparsa di Mike Bongiorno che, durante la seconda guerra mondiale, interruppe gli studi e si uni' alle formazioni partigiane. Arrestato dai nazisti, Bongiorno trascorse sette mesi nel carcere milanese di San Vittore, fudeportato nei campi di concentramento tedeschi, da cui si salvo' grazie ad uno scambio di prigionieri tra Stati Uniti e Germania. "Cosi' e' per Mike Bongiorno, incarcerato a S. Vittore per aver recato messaggi in Svizzera da parte dei partigiani italiani", conclude Ricci esprimendo alla famiglia "il cordoglio dell'Anpi''.

Mike Bongiorno: l'ultima dichiarazione pubblica

Questo è il testo dell'ultima dichiarazione pubblica di Mike Bongiorno dello scorso 3 settembre 2009: "Trovo che Antonella Clerici abbia un'esperienza tale che puo' fare qualunque cosa. Inoltre conosce molto bene la musica leggera, lo so perche' ho lavorato con lei". Cosi' Mike Bongiorno, dall'alto dei suoi undici Festival di Sanremo condotti, il primo nel 1963 e l'ultimo nel 1997, esprimendo tutta la sua stima verso prossima conduttrice della kermesse canora. "E' giusto che sia lei la 'primadonna' di questo Festival -sottolinea Bongiorno- credo la sua esperienza meriti questo premio".

Mike Bongiorno imitato da Walter Chiari

Addio Mike

E' morto Mike Bongiorno. La notizia si è appresa da Montecarlo, dove il decano dei presentatori tv e' scomparso questa notte. Secondo quanto si e' appreso, Bongiorno sarebbe stato colto da un'infarto nella sua casa del principato.


L'ultima apparizione televisiva in vita di Mike Bongiorno come concorrente

Sara' il re del quiz italiano, Mike Bongiorno, negli insoliti panni di concorrente invece che di conduttore, ad aprire la speciale edizione di "Sei Piu' Bravo di un ragazzino di 5°?", con 10 puntate speciali e 12 ospiti vip che torneranno a scuola per gioco e per un fine benefico: raccogliere fondi da devolvere a 'Sky per l'Abruzzo', il progetto a sostegno delle popolazioni tragicamente colpite dal terremoto. Domani alle 21 su Sky Uno (3 settembre 2009) Bongiorno sara' interrogato da Massimiliano Ossini con domande di storia, geografia, grammatica e scienze; nella scalata al premio finale il pioniere della televisione italiana avra' a disposizione il supporto delle due classi di bambini, la possibilita' di 'sbirciare' sul foglio del compagno di banco oppure arrendersi e abbandonare il gioco dovendo ammettere di non essere piu' bravo di un ragazzino di 5°.

L'Urss e i problemi universitari "ebraici"

Il finale del "problema"
Per molto tempo mi sono chiesto a quale tipo di discriminazione andavano incontro gli ebrei in Unione sovietica. Ieri ho letto un piccolo volume curato da Luciano Tas dal titolo "Essere ebrei nell'Urss: l'università - Documenti di una discriminazione" (1982). Si tratta di un documento molto istruttivo nel quale viene documentato passo dopo passo come gli ebrei fossero esclusi dall'istruzione superiore. Un vero è proprio atto di accusa contro i baroni della burocrazia universitaria comunista dell'Urss. Alla fine di questa ricerca ho trovato il testo di un problema di matematica che gli aspiranti universitari ebrei - solo loro - dovevano affrontare prima di accedere al numero chiuso nelle università dell'Urss. Il tempo previsto per risolvere il problema era di 20 minuti circa. Giudicate voi la stronzaggine dei burocrati dell'Urss. Si tratta di problemi che di solito venivano presentato alle "olimpiadi della matematica" e non erano adatti alla preparazione di studenti appena usciti dal liceo. Per la cronaca l'esame non veniva superato quasi da nessuno.

La questione meridionale e la mafia del Nord

Oggi ho trovato un piccolo tesoro in una libreria dell'usato. Si tratta de "La mafia del Nord", un libro scritto da Giuseppe Vinci nel 1951 e pubblicato dalla casa editrice Pizzino di Palermo. Il volume è quanto mai interessante perchè è l'elenco delle ruberie fatte dalla burocrazia piemontese e garibaldina ai danni della ricchezza del meridione. L'autore documenta con una precisione millimetrica tutte le fonti della sua ricerca spiegando che i soldi incassati dai savoia, requisiti alla Chiesa furono oggetto delle ruberie statali sabaude. Una sorta di casta dell'Unità d'Italia come diremmo oggi per far contento Gianantonio Stella. La fortuna mi ha anche seguito nella dedica visto che il volume contiene anche una pensiero dello stesso Vinci per Giuseppe Barillà datato 1952. Mi risulta che Barillà fosse un docente universitario di cui è possibile trovare in giro ancora qualche saggio sulle università del Sud.

Estradate Cesare Battisti

Voce Repubblicana dell'8 settembre 2009
Intervista ad Elisabetta Alberti Casellati
di Lanfranco Palazzolo

Cesare Battisti deve essere estradato in Italia. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il sottosegretario alla Giustizia Elisabetta Alberti Casellati alla vigilia della decisione dell'Alta Corte brasiliana.
Senatrice Casellati, alla vigilia della decisione dell'organo giurisdizionale brasiliano cosa si sente di dire alle autorità di quel paese?
“Auspico che da parte del Brasile ci sia un ripensamento. Spero che l'estradizione di Cesare Battisti in Italia venga decisa perchè le motivazioni che l'hanno impedita non sono giustificabili. Le precedenti motivazioni della decisione presa dal ministro della Giustizia Tarso Genro, che aveva negato l'estradizione del Battisti, non sono giustificabili. Il ministro aveva parlato di 'fondato timore di persecuzione del Battisti per le sue idee politiche'. Questo pericolo non esiste in Italia perché il nostro paese ha una legislazione garantista, una delle più garantiste al mondo. Il nostro è un sistema di carcerazione garantista. Uno degli obiettivi che sono stati posti nella nostra Costituzione è quello della riabilitazione dei carcerati. Le motivazioni poste dal Brasile nel gennaio del 2009 non sono accettabili, sono pretestuose ed inaccettabili che dobbiamo respingere”.
A proposito dei rapporti diplomatici tra l'Italia e il Brasile, l'avvocato di Cesare Battisti, Louis Barroso, ha detto che l'Italia ha premuto troppo sui rapporti bilaterali con Brasilia per ottenere l'estradizione di questo personaggio.
“Se il Brasile insisterà in una posizione assurda, come quella espressa nelle motivazioni che hanno portato alla negazione dell'estradizione di Battisti, credo che qualcosa dovrà succedere. E' impensabile accettare che un accusa di quel genere possa essere formulata senza conseguenze nei rapporti tra i due paesi”.
E' sorpresa che un personaggio di questo genere abbia ancora tanti sostenitori disposti a difenderlo negando l'evidenza dei fatti criminosi commessi negli anni '70?
“Francamente sono sorpresa che, ancora oggi, si parli ancora di dare un colpo di spugna agli anni di piombo come se non fosse successo niente in quel periodo e come se non ci fosse stata nemmeno una vittima. Mi pare che questa sia una mancanza di rispetto nei confronti di tutte quelle famiglie che ancora portano i segni di questa tragedia. Non capisco come si possa discutere di questi argomenti proponendo l'assoluzione dei terroristi. Io sono sempre dalla di Abele e mai da quella di Caino”.
Quale potrebbe essere la risposta del Governo italiano contro una decisione avversa del Brasile?
“Questo non posso saperlo. Spetta al ministro degli Esteri prendere una posizione in materia. Aspettiamo la sentenza di mercoledì prossimo. Mi auguro che chi dovrà assumere questa decisione si metta una mano sul cervello e non sul cuore”.