mercoledì 9 settembre 2009

Scarafaggi proibiti


Oggi era la giornata dedicata ai Beatles visto che escono in versione digitale e rimasterizzata i loro capolavori. Se li volete conoscere meglio, i Beatles, leggete anche questo bel libro della "Blues Brothers" dal titolo "Beatles proibiti" che ci racconta l'altra faccia del quartetto di Liverpool. Così, quando ascolterete "Yesterday" penserete anche alle loro vicende private.

Lo attaccano perchè il governo lavora bene

Intervista a Gaetano Pecorella
Il Tempo del 9 settembre 2009
Di Lanfranco Palazzolo

Ogni volta che il Governo si rafforza qualche singolo magistrato tenta di tirare fuori qualche vicenda antica. Lo pensa l'onorevole Gaetano Pecorella, penalista e deputato del Popolo delle Libertà.
Onorevole Pecorella, Berlusconi ha affermato che alcuni magistrati delle procure di Milano e Palermo potrebbero riaprire la stagione delle congiure riguardando i fatti del 1992, '93 e '94?
“Ogni volta che il governo si rafforza come è accaduto in Campania con la vittoria contro il degrado dei rifiuti e come è accaduto a l'Aquila c'è sempre un qualche singolo magistrato che tira fuori dal cassetto qualche vicenda antica. Ormai la magistratura ha passato al setaccio tutta la vita di Berlusconi negli anni che precedono la sua entrata in politica. Di tutto questo non è rimasto assolutamente nulla. Mi pare difficile che si possano agganciare a qualche nuova vicenda. Del resto, fino al 2002 si può ritenere che sia tutto chiuso e prescritto”.
Sarà difficile che dal cassetto dei giudici esca qualcosa?
“Credo che dovranno fare i conti con le assoluzioni che ci sono state: mi riferisco al caso Sme, al caso Mondadori. Credo che si sia parlato solo di questo per il Presidente del Consiglio. Si tratta di fatti distanti nel tempo che ormai sono coperti dalla prescrizione. Per cui non potrebbero nemmeno iniziare delle inchieste”.
Come mai Berlusconi ha citato anche la procura di Palermo?
“Con la procura c'è una vecchia questione. Hanno provato in più di un'occasione di aprire un'inchiesta contro Berlusconi senza mai riuscirci”.
A cosa allude quando Berlusconi parla di “frammenti” di procure?
“Per 'frammenti' di procure si allude ad iniziative di singoli magistrati che si muovono autonomamente alla ricerca di qualche fatto che possa di nuovo portarli sulla cresta dell'onda dell'opinione pubblica. Questo significa che l'azione non è diretta dal vertice della procura, ma solo da qualche singolo magistrato. Secondo me, Berlusconi alludeva a questo”.
Il premier ha utilizzato il termine cospirazione.
“E' solo un termine politico. Se fosse vero che ci sono magistrati che cercano elementi per mettere sotto inchiesta Berlusconi è un comportamento che nasce per mettere in difficoltà una persona. Il termine non deve essere preso alla lettera”.
Il Pd ha parlato di minacce e di intimidazioni alla magistratura.
“Le procure non possono essere oggetto di minacce o di pressioni. La procura opera in piena libertà e non deve rispondere a nessuno delle sue azioni. L'unico organo che può fare qualcosa è il Csm, sul quale la politica ha ben pochi poteri”.
Perchè nessuno parla della tangentopoli del Pd?
“Questo è singolarissimo. La tangentopoli di Bari viene sempre messa in settima o ottava pagina quando invece c'è un'intercettazione privata da 'gossip' che finisce in prima pagina. Questo non è un modo equo di affrontare le notizie”.
Cosa succederà sul lodo Alfano?
“La nuova normativa ha tenuto presente le indicazioni che venivano dalla sentenza della Corte sulla stessa materia. La Corte non può smentire se stessa perché abbiamo seguito le sue indicazioni”.

Cesare Battisti è anche una questione politica

Intervista a Gaetano Pecorella
Voce Repubblicana del 9 settembre 2009
di Lanfranco Palazzolo

La questione tra Italia e Brasile su Cesare Battisti è politica e deve essere affrontata anche in questo campo. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l'onorevole Gaetano Pecorella, deputato del Popolo delle Libertà ed ex presidente della Commissione Giustizia della Camera dei deputati.
Onorevole Pecorella, proprio oggi l'Alta Corte brasiliana dovrà decidere sull'estradizione in Italia del pluriomicida Cesare Battisti. Cosa ne pensa di questa vicenda e cosa dovrebbe fare il Brasile?
“Credo che nessun paese al mondo possa dare rifugio politico a chi si sia reso responsabile di atti di terrorismo. Non sono a conoscenza in modo approfondito del processo e delle sentenze che riguardano Cesare Battisti (Il Battisti è stato condannato in via definita per 4 omicidi commessi tra il 1978 e il 1979: fonte Wikipedia). Anche dalle dichiarazioni dei suoi ex compagni sembra di capire che i suoi atti non avessero il carattere politico, ma avessero le caratteristiche degli atti di terrorismo. In questo caso tutte le convenzioni internazionali prevedono l'estradizione”.
Il ministro della Giustizia brasiliano Tarso Genro ha dichiarato di essere contrario alla concessione di questo pluricondannato perché esiste “il fondato timore di persecuzione del Battisti per le sue idee politiche”.
Cosa ne pensa di questo tipo di motivazioni espresso da un ministro di un governo democratico come l'Italia?
“Una tesi di questo genere, tra Paesi sviluppati e civili, non è nemmeno prospettabile. Non esiste una mancanza di tutela per Cesare Battisti. I processi che hanno riguardato Battisti sono stati già celebrati e su di Battisti sono state emesse delle sentenze definitive. Credo che non sia concepibile nessun atto di persecuzione giudiziaria nei confronti di Cesare Battisti. Mi pare che questa sia una posizione politica che viene assunta per ragioni che attengono all'alta politica, ma che non hanno nulla a che vedere con il fondamento giuridico per un eventuale rifiuto per l'estradizione”.
Secondo lei l'Italia ha fatto bene a far pesare questa vicenda nelle relazioni bilaterali con il Brasile?
“La vicenda ha assunto i toni di un contrasto di natura politica, dove l'aspetto giudiziario non ha alcun fondamento. Su Battisti non ci sono sentenze emesse da un tribunale militare o da un tribunale di guerra. Quindi la questione tra l'Italia e il Brasile è una questione politica e deve essere affrontata anche in questa sede”.
E' finita la stagione nella quale la Francia e altri paesi si opponevano alla concessione dell'estradizione di terroristi verso il nostro paese? La dottrina Mitterand è al tramonto?
“Questo è difficile da dirsi. L'episodio di Cesare Battisti testimonia proprio il contrario visto che era in Francia e gli è stata data la possibilità di non essere consegnato all'Italia”.

Fiat e General Motors (l'Unità 7/12/1965)