domenica 13 settembre 2009

Il bluff di Pierferdinando

Il Tempo, 13 settembre 2009
Di Lanfranco Palazzolo

Terzopolisti solo sulla carta. Nel corso degli Stati generali dell'Udc il Presidente del partito Rocco Buttiglione ha dichiarato che, alle prossime consultazioni regionali è “meglio andare da soli. La voce di quest'assemblea di uomini coraggiosi non è stata spenta dalle campagne di annientamento contro l'Udc, anzi è diventata più forte e decisiva. Stiamo lottando contro l'attuale sistema, non vogliamo scegliere tra questa destra e questa sinistra. Il bipolarismo è fallito”. Le parole di Buttiglione non sono nuove. Alla vigilia della grande manifestazione del Pdl a San Giovanni, nel dicembre del 2006, lo stesso Pierferdinando Casini aveva detto: “Siamo stanchi di un bipolarismo che esulta per le disgrazie altrui” proponendosi come terzo polo della politica italiana. Ma, nei fatti, questo terzo polo non è mai decollato perché l'Udc si è sempre legata ad uno dei due carri della politica italiana oppure non è stata decisiva nella vittoria dell'uno o dell'altro polo nelle elezioni degli enti locali e delle consultazioni regionali. Nel caso delle elezioni provinciali di Milano del 2009, uno dei test più importanti delle ultime elezioni amministrative, il partito di Casini ha raccolto il 3,87%, ma il centrodestra ha vinto con il 50,8% dei consensi. A Bologna, città del leader dell'Udc Pierferdinando Casini, il suo partito non ha nemmeno presentato il suo simbolo alle consultazioni comunali dello scorso giugno. Alle elezioni comunali di Pescara del 6-7 giugno del 2009, città nella quale il centrosinistra è stato travolto dalla tangentopoli locale, l'Udc si è alleata con il centrodestra raccogliendo il 5,67%, ma senza essere nemmeno determinante per la coalizione al comune di Pescara visto che la coalizione aveva raccolto il 57,90%. In quella circostanza l'Udc aveva scelto di andare con il centrodestra perché il confronto delle elezioni regionali del precedente dicembre 2008 in abruzzo erano state un fallimento per il partito di Casini. Al primo turno di quelle consultazioni aveva vinto il centrodestra con il candidato Gianni Chiodi al 48,81%, mentre, da sola, l'Udc aveva preso il 5,38% senza risultare l'ago delle bilancia tra i due schieramenti. Anche alle regionali siciliane del 13 e del 14 aprile del 2008 l'Udc ha sentito la necessità di allearsi politicamente con il centrodestra. Infatti, il risultato di questa strategia è stato positivo perché la coalizione, al di la dei successivi ribaltoni, ha dimostrato di poter funzionare. Il candidato del centrodestra Raffaele Lombardo aveva portato nell'Ars il 68,09% dei consensi e l'Udc aveva raggiunto una percentuale del 12,50% senza peraltro essere decisiva nell'esito del voto delle regionali per le quali basta anche la maggioranza relativa dei voti nell'unico turno previsto. Anche il voto delle elezioni regionali della Sardegna ha dato ragione allo schema bipolare tanto avversato dall'Udc. In questa circostanza il centrodestra ha vinto a man bassa il voto isolano raggiungendo la percentuale del 51,88%. Un risultato di tutto rispetto nel quale il partito di Pierferdinando Casini ha ottenuto il 9,13%. E queste consultazioni sono state importantissime perché hanno portato alle dimissioni e alla fine politica del segretario del Partito Democratico Walter Veltroni che aveva per mesi corteggiato l'Udc, la quale aveva preferito rimandare la sperimentazione del terzo polo ed allearsi con il centrodestra in quelle consultazioni per l'ente regionale sardo e nelle precedenti elezioni regionali siciliane. Per ora il terzo polo dell'Udc resta solo sulla carta.