martedì 22 settembre 2009

Attacco al Governo Berlusconi

Voce Repubblicana del 22 settembre 2009
Intervista a Giancarlo Lehner
di Lanfranco Palazzolo

Esiste un progetto per far cadere Silvio Berlusconi. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Giancarlo Lehner, deputato del Popolo delle Libertà e membro della Commissione Giustizia della Camera dei deputati.
Onorevole Lehner, cosa pensa delle parole del ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta che parla di un tentativo di colpo di Stato contro l’attuale Governo?
“Secondo me, il ministro Renato Brunetta ha detto troppo poco. Le confesso che, nel luglio scorso, mi pare intorno al 15 o 16 luglio, avvertiì alcuni professori autorevoli della possibilità di far cadere Silvio Berlusconi nel prossimo mese di dicembre. Ho avuto la buona sorte di apprendere questa notizia da una fonte abbastanza autorevole, la quale mi ha raccontato queste cose. Sono stato informato di un progetto simile a quello del 1994 per far cadere Silvio Berlusconi. Tra l’altro, fui anche informato anche del nome di chi avrebbe preso il posto di Silvio Berlusconi. Ovviamente non posso dire chi avrebbe preso il posto dell’attuale premier con un nuovo governo di ampia coalizione. Ecco perché sono convinto che il ministro Renato Brunetta sia stato fin troppo cauto”.
Può almeno indicarci se l’uomo che dovrebbe sostituire Berlusconi è noto per essere stato un ex Presidente del Consiglio?
“Non posso farle nessun nome perché le mie parole scatenerebbero polemiche infinite. E comunque non si tratta di un ex Presidente del Consiglio. Si tratta comunque di un uomo politico che non ha mai ricoperto la carica di Presidente del Consiglio in passato”.
Non è mai stato nemmeno un ministro?
“Non posso rispondere ad altre domande su questo perché attiverei una polemica senza fine. Anche perché la persona indicata si sentirebbe come parte del golpe contro Berlusconi”.
Berlusconi è informato di questi movimenti contro di lui visto che qualche giorno fa aveva lanciato un allarme su possibili attacchi giudiziari contro la sua persona?
“Berlusconi sa perfettamente quello che potrebbe accadere. Il Presidente del Consiglio è sicuramente informato meglio di me fin da luglio di quello che si sta muovendo”.
A cosa si riferiva Brunetta quando parlava di elites contro Berlusconi?
“Il termine elites serve ad indicare personaggi di un certo livello. Purtroppo, in Italia abbiamo delle elites che sono diventate tali attraverso altri parametri…Certamente non quelli del merito. Si tratta di gruppi che temono il riformismo di questo governo, che certo non è attuato fino in fondo, e che temono di non essere trattati come gruppi privilegiati da questo governo. Si tratta di quelle caste che ben conosciamo”.
Il clima di oggi è diverso dal 1994?
“Sì, molto. Gli italiani hanno capito quello che ha fatto Berlusconi, che ha saputo creare un’alleanza politica credibile per la guida del Paese”.

Bagnasco tra due fuochi

Intervista a Francesco Cossiga
Il Tempo, 22 settembre 2009
Di Lanfranco Palazzolo

Il cardinale Angelo Bagnasco non si è schierato contro il Governo Berlusconi, ma non ha voluto scontentare i cattolici pacifisti. Invece, monsignor Mariano Crociata non avrebbe voluto vedere Bagnasco officiare la cerimonia di ieri solo perché era presente Silvio Berlusconi. Lo ha detto il Presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga.
Presidente Cossiga, perché il cardinale Angelo Bagnasco non ha officiato la cerimonia funebre dei nostri soldati caduti a Kabul come era accaduto in passato quando a guidare la Cei c'era ancora il card. Camillo Ruini?
“Il cardinale Bagnasco non ha voluto scontentare i cattolici pacifisti. Altrimenti non ci sarebbe una spiegazione per il fatto che tutti si aspettavano che la celebrazione fosse officiata da lui. E invece è stata celebrata dall'ordinario militare dell'Italia mons. Vincenzo Pelvi. L'altra volta, in occasione dei funerali dei caduti di Nassirya, nel novembre del 2003, la messa fu concelebrata dal Presidente della Cei, il cardinale Camillo Ruini, e dall'ordinario militare per l'Italia, il card. Bagnasco”.
Questo “no” significa che nella Chiesa italiana si sta operando una manovra di apertura verso quei cattolici che vengono definiti come pacifisti? Qualcuno potrebbe pensare che siamo tornati ai tempi di Giovanni XXIII. Durante il pontificato di Benedetto XVI questa apertura è possibile?
“Come ho scritto, credo che, nella Conferenza episcopale italiana, la situazione sia lungi dall'esser facile. E questo lo abbiamo visto nel momento in cui c'è stato il caso Boffo. Lo sanno tutti che la Comunità di Sant'Egidio, Pax Christi, gli scout cattolici e la stessa Azione cattolica sono sempre stati pacifisti. Per fare questo discorso non dobbiamo solo riferirci a Giovanni XXIII. Non dobbiamo dimenticare che Giovanni Paolo II si schierò contro la Prima guerra del Golfo (1991) intervenendo tutti i giorni contro 'Desert storm'. Ricordo molto bene quella polemica perché a quei tempi ero Presidente della Repubblica”.
Da parte della Cei si tende ad evitare la partecipazione dei vertici a cerimonie di Stato che possono essere lette come un avvicinamento all'attuale governo?
“E' solo una parte della Cei ad avere questa posizione di distacco. Non è tutta la Conferenza episcopale italiana. E non è una questione che riguarda il Presidente del Consiglio. Si tratta solo di una questione che concerne gli interventi militari all'Estero dell'Italia e di altri Paesi. Io non sostengo che Bagnasco si sia schierato da una parte, ma ho solo puntualizzato che il Presidente della Cei non ha voluto prendere una posizione”.
Nella Cei chi avrebbe voluto vedere il cardinal Bagnasco officiare la cerimonia nella basilica di San Paolo?
“La minoranza”.
Da chi è composto il gruppo che non ha voluto Bagnasco alla cerimonia di ieri?
“Sicuramente dal segretario della Cei monsignor Mariano Crociata. Lui sarebbe stato contrario alla presenza di Bagnasco solo perché alla cerimonia dei nostri caduti c'era Silvio Berlusconi. Non credo che mons. Crociata si occupi o sappia niente di politica internazionale”.
Nella Chiesa tutti guardano negativamente alle operazioni di pace?
“No, non tutti. Basta leggere il telegramma di Benedetto XVI alle famiglie delle vittime. E ne ha parlato bene anche mons. Vincenzo Pelvi, ordinario militare per l'Italia”.
Il Vaticano ha una visione diversa dalla maggioranza della Cei?
“Sì. Ma non solo su questo tema. La Santa Sede è un soggetto internazionale diplomatico. Noto che nel caso Boffo la reazione della Cei, per bocca del suo presidente e soprattutto di mons. Crociata, è stata durissima”.
Questo atteggiamento cambierà il volto politico della Chiesa italiana?
“I cattolici pacifisti non sono mai stati sconfitti. Noto che la maggioranza dei movimenti cattolici e laicali, a parte Cl, non sono favorevoli al Pdl. Semmai sono in favore di Prodi. Mi riferisco ai cattolici che militano nei movimenti ecclesiali. La maggior parte dei cattolici praticanti voterebbe per il Pdl, anche se il consenso verso Berlusconi sta scemando”.
Quindi non ci troviamo di fronte ad un “non expedit” contro il governo Berlusconi?
“No, assolutamente no. Tenga presente che sono più numerosi i deputati e senatori cattolici militanti sono nel Pd e nel Pdl. Le dichiarazioni di Gianfranco Fini sul testamento biologico non sono piaciute alla Cei”.
Nell'azione delle elites contro il Governo Berlusconi, che ha denunciato il ministro Brunetta, esistono anche esponenti della Chiesa cattolica?
“No, non siamo più ai tempi in cui i vescovi avevano influenza sull'elettorato. Questo accedeva negli anni della Democrazia cristiana”.