giovedì 24 settembre 2009

M - POP MUZIk 1980

Anche i Verdi uccidono i pesci

Fatti & Fattacci
Voce Repubblicana, 25 settembre 2009
di Lanfranco Palazzolo
Tutta colpa di un pesce. Le elezioni politiche tedesche non mancano di regalarci momenti di puro divertimento. Il partito che è riuscito a strappare la palma della comicità è stato quello dei Verdi. Tutti sanno perfettamente quale sia l’integralismo che caratterizza questa forza politica. Ne sappiamo qualcosa in Italia. Da noi i Verdi sono scomparsi a causa della loro improvvisazione politica e per l’approssimazione delle loro candidature. Tutti ricordano la figuraccia dello scalatore altoatesino Messner, che fu sorpreso in una pubblicità a favore delle armi da fuoco quando decise di candidarsi alle elezioni europee del 1999 con I Verdi italiani. Adesso a cascare in una contraddizione del genere ci ha pensato la “povera” Renate Kuenast, una delle candidate di punta dei Verdi alle elezioni di domenica in Germania. L’esponente dei Verdi si è detta dispiaciuta per la decisione di Barbara Ruetting, scrittrice ed attrice, esponente di spicco del movimento ecologista, di lasciare il partito, di cui è stata rappresentante nel parlamento bavarese, per il video diffuso in agosto dall'ARD in cui la Kuenast veniva ripresa mentre uccideva un pesce appena pescato. Il video in questione è stato oggetto di critiche e di satira in molte trasmissioni di intrattenimento in Germania. Infatti, su youtube circola un estratto della trasmissione “Tv Total” nel quale si vede la Kunast tenere fermo il pesce mentre un bambino cerca di ucciderlo con un bastone. Il piccolo non ci riesce. E allora interviene la Kunast che, dopo aver preso il pezzo di legno, completa il lavoro con altre tre randellate. Un vero e proprio esempio di splatter Verde alla tedesca. Ma il problema legato all’assassinio del malcapitato pesce è anche legale. Le associazioni dei pescatori della Baviera sono intervenuti sulle randellate della Kunast dicendo che non si può uccidere un pesce in quel modo. Infatti, secondo queste associazioni, la Kuenast ha violato la legge federale bavarese sul rispetto dell’ambiente e degli animali. Prima di pescare un pesce e di ucciderlo è necessario ottenere la licenza di pesca e seguire una precisa tecnica. Infatti, chi vuol pescare e poi uccidere un pesce deve farlo con la pratica su un pesce di gomma. Ma questo l’esponente dei verdi doveva saperlo bene visto che nel suo partito militano, anzi militavano esponenti come Barbara Ruetting. L'81enne ecologista si è consolata. Infatti, la Ruetting ha annunciato l'intenzione di dare il proprio voto ad un partito ambientalista minore. Si tratta del Partito dell’uomo dell’ambiente e degli animali (MUT). “La decisione non è stata facile”, ha raccontato Barbara Ruetting. Ma non verrà revocata, malgrado la Kuenast abbia ribadito che “i verdi continueranno a lavorare attivamente per la protezione degli animali”…tranne i pesci.

Bersani uomo del passato

Voce Repubblicana del 24 settembre 2009
Intervista ad Ileana Argentin
di Lanfranco Palazzolo

La mozione Bersani guarda troppo al passato e Franceschini non può essere il segretario di un congresso. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” la parlamentare del Pd Ileana Argentin, sostenitrice della mozione Marino.
Onorevole Argentin, come stanno andando le fasi precongressuali e le selezioni per le primarie del Partito democratico?
“A Roma e nel Lazio stiamo giocando la nostra battaglia ad una percentuale a due cifre. Il limite da superare per partecipare alla fase finale delle primarie è quello del 5 per cento. I rapporti con i colleghi sono abbastanza tranquilli. Il vero problema di queste consultazioni è che gli esponenti della mozione Franceschini e di quella Bersani si ‘uccidono’ tra di loro. Queste due mozioni sono sempre in conflitto. L’impressione è che gli esponenti di queste due mozioni pensano di essere solo loro ‘il congresso’”.
Ha visto questa litigiosità anche nel Lazio, Regione in cui lei rappresenta la mozione Marino?
“Assolutamente sì. In questi giorni faccio continuamente dibattiti. Gli esponenti delle due mozioni che ho citato non hanno affatto dei programmi chiari e si esprimono solo attraverso dei ‘mezzi sì’ e dei ‘mezzi no’. Ne ho avuto la conferma quando ci confrontiamo sui temi dell’energia nucleare. Noi ci esprimiamo con un ‘no’ molto chiaro, mentre loro non sanno che dire, perché il programma non dice né ‘sì’, né ‘no’. Quindi uno cerca di colpevolizzare l’altro, ma non si arriva mai a nulla di concreto”.
Qual è la vostra posizione sulla “Questione morale” nel Pd? Ignazio Marino sostiene che il tema deve essere messo all’ordine del giorno nel partito. Lei cosa ne pensa in qualità di rappresentante della mozione Marino?
“Sono dell’idea che un partito non deve non essere morale. Sposo assolutamente il tema della moralità come presupposto dell’azione politica ed elemento che caratterizza la nostra mozione. E’ chiaro che noi siamo delle forze nuove, anche se ognuno di noi ha una sua storia. Fortunatamente non siamo affatto legati alle correnti o a poteri o a forze di leader. Noi crediamo nella forza del confronto”.
Cosa pensa della mozione Bersani?
“Penso che la mozione Bersani sia passata, superata dai tempi. Loro non si vogliono rendere conto che due anni fa c’è stata la svolta del Lingotto e abbiamo sposato la causa del Partito democratico. Tornare oggi indietro mi sembra una follia anche se io mi ritengo una donna molto di sinistra”.
Come giudica la gestione politica della segreteria Franceschini? Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?
“Vedo il bicchiere di Dario Franceschini mezzo vuoto. Credo che Franceschini doveva essere il segretario di un periodo e no di un congresso. Io avevo votato Franceschini come membro dell’Assemblea nazionale per mantenere un assetto di partito. Oggi sono felicemente con Marino”.