sabato 26 settembre 2009

Intrigo internazionale contro il governo Berlusconi

Il Tempo, 26 settembre 2009
Di Lanfranco Palazzolo

Pagina 3

Intrigo internazionale contro il Governo Berlusconi. L'Italia dei Valori non ha una delegazione parlamentare all'altezza delle sue ambizioni internazionali. Tuttavia, nonostante questo cerca in ogni modo di attaccare il Governo italiano attraverso una continua opera di cecchinaggio politico. Ma per fare questo non ci vogliono grandi leader politici di rilievo internazionale. Rispetto alla scorsa legislatura, l'impostazione politica del gruppo parlamentare liberale (Alde), nel quale sono iscritti i rappresentanti dell'Italia dei valori, non è certo cambiata. Ma, rispetto agli anni scorsi, l'Italia dei valori ha il campo totalmente libero visto che i Radicali non ci sono più e i membri del gruppo legati alla Margherita, tradizionalmente meno duri contro il centrodestra, sono andati a finire nel gruppo Socialista e Democratico. A guidare il gruppo Alde nella scorsa legislatura c'era il liberaldemocratico inglese Graham Watson, noto per le sue posizioni antiberlusconiane. Adesso la leadership del gruppo è nelle salde mani del liberale ed ex premier belga Guy Verhofstadt, anche lui noto per non avere particolari simpatie per Silvio Berlusconi. Di questa politica ne abbiamo avuto sentore non appena è iniziata la nuova legislatura e a darne conferma ci ha pensato giovedì scorso il capodelegazione del Pdl al Parlamento europeo Mario Mauro, che ha lanciato l'allarme sul tentativo di processare il Governo italiano in aula nella prossima seduta dell'europarlamento il 7 ottobre, quando si svolgerà il dibattito sulla libertà d'informazione nel nostro Paese. L'Idv ci aveva già provato a settembre, ma il tentativo è fallito. Il fatto di avere un gruppo parlamentare accondiscente renderà facile ogni richiesta contro il governo italiano visto che ogni proposta dell'Idv contro il Governo Berlusconi troverà sempre d'accordo il capodelegazione del Pd David Sassoli, che ha lasciato la televisione di Stato per proseguire la sua lotta contro il Governo Berlusconi nelle comode aule del Parlamento europeo. E poi Sassoli non dovrebbe avere problemi a trovare nel gruppo il consenso per questo tipo di azione politica se consideriamo che il capogruppo dell'Asde è Martin Schultz che dal luglio del 2004 è ai vertici del gruppo socialista a Strasburgo. Infatti, all'inizio di questo mese, è stato lui ad attaccare il nostro Presidente del Consiglio definendolo un pericolo dalla platea della festa del Pd a Genova: “Un capo del governo italiano che vuole zittire la stampa deve vergognarsi”. Ma la mina vagante dell'Italia dei Valori al Parlamento europeo è Sonia Alfano. La parlamentare europea, la quale sostiene che il giornale a fumetti “Topolino” è schierato contro Berlusconi, si è resa protagonista di una serie di iniziative politiche tese a far credere che il nostro paese sia peggio dell'Urss. Ad esempio, il 22 settembre, l'europarlamentare ha proposto di assegnare il premio Sacharov per la libertà di pensiero allo scrittore Roberto Saviano. Di solito questo tipo di premio viene assegnato a personalità politiche che vivono in paesi dittatoriali, dove non esiste alcuna garanzia delle libertà fondamentali. Ma la parlamentare non si è fermata qui. Nella seduta del 15 settembre la Alfano ha definito “scellerata” la politica del governo italiano sull'immigrazione. Questo genere di attacchi rendono di fatto il nostro paese più vulnerabile ad attacchi esterni. In vista del G20 de l'Aquila, lo scorso 7 luglio, il quotidiano “The Guardian”, grazie all'aiuto di non precisati funzionari italiani, ha fatto sapere che ben presto l'Italia sarebbe stata buttata fuori dal G8 a favore dell'ingresso della Spagna. La voce si è rivelata una bufala, che il giornale inglese non ha voluto verificare fino in fondo. Approfittando del varco aperto da “l'Unità britannica”, Antonio Di Pietro, il 9 luglio del 2009, ha acquistato una pagina sull'“Herald Tribune” nella quale ha fatto titolare “Appello alla comunità internazionale. La democrazia italiana è in pericolo”. E nel quale ha annunciato che “l'Italia rischia di trasformarsi da democrazia a dittatura di fatto”. Ma alla fine il G20 de l'Aquila è stato un successo.

Non andate a quella fiera

Voce Repubblicana del 26 settembre 2009
Intervista a Renato Boraso
di Lanfranco Palazzolo


Venezia non deve andare alla fiera di Shangai perché non deve dare al Governo cinese alcun appoggio fino a quando non saranno rispettati i diritti umani in quel paese. Lo ha detto il Presidente del Consiglio comunale di Venezia Renato Boraso del Popolo delle libertà.
Presidente Boraso, in questi giorni il dibattito al Comune di Venezia si è inasprito. Avete discusso su molti temi e state lavorando anche per introdurre l’anagrafe degli eletti.
“Nell’agenda politica veneziana non poteva mancare il tema dell’anagrafe degli eletti. Il capoluogo del Veneto non poteva restare indifferente di fronte a questa proposta. Ma la risposta del Comune di Venezia è stato quello di bocciare questa proposta che è stata votata dai Verdi e dal Pdl”.
Come si è comportato il Pd?
“Non ha appoggiato questa proposta e l’ha fatta bocciare nella municipalità di Mestre. La scelta non deve essere considerata come un piccolo incidente di percorso visto che Mestre è una città con 100mila abitanti. Oggi abbiamo pensato bene, su proposta dei radicali, di presentare una delibera per chiedere l’anagrafe pubblica degli eletti e una maggiore trasparenza. A Venezia non abbiamo solo il problema della conoscenza delle retribuzioni dei politici, ma non riusciamo a sapere quali sonagli atti del Comune. Ecco perché ritengo che a Venezia siamo ancora più indietro del Marocco da questo punto di vista”.
Cacciari ha sostenuto le vostre richieste?
“Il sindaco Massimo Cacciari si occupa di tante cose in questa città, ma non si cura di dare alla città fatti concreti. A Venezia è ancora precluso tutto in merito agli atti del Comune. Nessuno sa nulla. E’ necessario introdurre l’elemento della trasparenza amministrativa”.
Perché il Pd non si pone il problema dell’anagrafe pubblica degli eletti?
“Questo dipende dalla particolarità politica di Venezia, dove il sindaco Cacciari ha vinto le elezioni amministrative da solo con la Margherita, portando a casa ben 30 consiglieri comunali. Il Pd può fare tutto e il contrario di tutto a livello amministrativo mi auguro che cambi tutto. Abbiamo avuto problemi con il Pd anche per la concessione della cittadinanza onoraria al Dalai Lama. Ma alla fine è andato tutto bene”.
Ci spiega perché ha chiesto ai consiglieri comunali di Venezia di non andare alla fiera di Shangai?
“Dobbiamo onorare il Dalai Lama e impedire il genocidio culturale dei tibetani. Per questo ho invitato tutti i consiglieri comunali e i rappresentanti istituzionali di Venezia a non andare a Shangai per l’expo. I diritti e la partecipazione non possono essere barattati mai. Ecco perché ho deciso di prendere questa posizione che considero responsabile e coerente con l’impegno del comune di Venezia di promuovere il diritto e il rispetto della democrazia nel Mondo. E’ un nostro dovere”.