martedì 29 settembre 2009

La scomparsa di Brian Filipi

Domenica scorsa il mio Hellas Verona ha giocato contro il Ravenna. Prima della partita ho appreso che pochi giorni prima di quella partita era scomparso l'attaccante di quella squadra. Si tratta di Brian Filipi. Ogni volta che apprendo la notizia della scomparsa di uno sportivo divento molto triste. Inutile dire che non ho gioito molto per la vittoria della mia squadra. E' sempre difficile accettare la scomparsa di un ragazzo che tutti sono sempre abituati a vedere sorridere e pieno di gioia. Sono andato a vedere le foto di questo ragazzo (nella foto sopra lo vedete gioire al centro dopo un gol) e la sensazione di rabbia e di frustrazione per questa scomparsa è aumentata anche perchè è sempre molto difficile darsi una ragione dellla scomparsa di un giovane a causa di un incidente stradale. E allora ho pensato alla partita di domenica scorsa del mio Verona riflettendo sullo stato d'animo dei giocatori del Ravenna che erano stati colpiti da quel lutto. Vedendo le immagini del funerale di questo ragazzo ne ho avuto la conferma. E allora non ho fatto altro che pensare: in fondo sarebbe stato meglio vedere perdere la mia squadra in cambio del ritorno alla vita di questo ragazzo. Sarebbe uno scambio che avrei accettato accettando la sconfitta della mia squadra che nessuno, tra qualche mese, avrebbe ricordato. Ciao Brian.

Tutta colpa di quel regio decreto

Intervista a Primo Mastrantoni
Voce Repubblicana del 30 settembre 2009
di Lanfranco Palazzolo
(A destra il giornalista Rai Giampiero Galeazzi)

Diamo il benvenuto all’iniziativa di Libero e de “Il Giornale” sul canone Rai, ma ci auguriamo che la proposta sia recepita anche dal Presidente del Consiglio e dal Governo affinché aboliscano questa tassa. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il segretario dell’Associazione degli Utenti e dei Consumatori (ADUC) Primo Mastrantoni.
Primo Mastrantoni, cosa pensate della proposta di “Libero” e de “Il Giornale” di non far pagare il canone alla Rai. Pensate che questa protesta possa avere successo?
“Noi diamo il benvenuto a questa iniziativa. Sono anni che stiamo portando avanti. Nel portale della nostra associazione è possibile trovare tutte le istruzioni per disdire l’abbonamento alla Rai. Più che di abbonamento parlerei di tassa che si paga alla Rai. Visto che i giornali che lei ha citato sono vicini al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, questo problema potrebbe essere risolto alla radice modificando il Regio decreto del 1938 il pagamento di un canone a tutti quelli che posseggono un televisore o uno strumento atto a ricevere i segnali da un televisore. Tutti i cittadini sono soggetti a questa tassa, che ormai si protrae da 70 anni. Ci vorrebbe un semplice decreto legge per fare contenti molti cittadini italiani, che si vedrebbero tolto questo balzello”.
La legge del 1938 cosa prevede?
“Il Regio decreto del 1938 è in pratica una tassa di possesso, che prevede il pagamento di una quota per chi possiede uno strumento idoneo a ricevere dei segnali televisivi. Anche chi possiede un televisore, ricevendo il segnale è soggetto al pagamento di questo balzello. Chi non paga questa tassa è soggetto a delle precise sanzioni di legge”.
Si tratta di sole sanzioni amministrative?
“Sì, sono solo sanzioni amministrative. In passato questo era anche considerato un reato penale. Poi la legge è cambiata è questo reato è stato depenalizzato. Si può chiedere alla Rai di non pagare più il canone e di suggellare l’apparecchio televisivo. Oppure di eliminare completamente il televisore presentando una documentazione a chi deve portarlo via”.
Il suggellamento del televisore non può essere considerato un atto anticostituzionale, un attentato alla libertà di informazione perché non consente di vedere altre televisioni che non siano la Rai?
“Purtroppo non esiste un sistema tecnico per scorporare la visione delle reti Rai da quella delle altre televisioni. Ecco perché i cittadini sono costretti a pagare questa tassa. Il Regio decreto non lo consente”.
Pensa che il mancato accordo tra Sky e Rai per l’ingresso dei canali Rai in questa piattaforma potrà cambiare il quadro giuridico di questa situazione?
“Anche in questo caso si cozza contro il concetto di possesso del mezzo televisivo o di un apparecchio che riceve i segnali delle reti Rai”.

Annozero non è servizio pubblico

Intervista a Paolo Romani
Voce Repubblicana del 30 settembre 2009
di Lanfranco Palazzolo

Annozero non è il servizio pubblico. La nostra iniziativa serve proprio a far capire questo. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il Viceministro allo Sviluppo Economico, con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani.
Onorevole Romani, cosa pensa delle polemiche sulla trasmissione “Annnozero”?
“Dopo la trasmissione di giovedì, il ministero dello Sviluppo economico si è mosso con Scajola e con il sottoscritto nell'ambito di quello che è previsto nel Contratto di servizio della Rai. L'articolo 39, al comma 2, stabilisce che il ministero dello Sviluppo Economico cura la corretta attuazione del Contratto di servizio. E di questo informa la Vigilanza degli atti che vengono adottati. Nello stesso tempo dice che, nell'ambito di questa attività si ha facoltà di chiedere qualsiasi informazione, dati e documenti. E quindi di fare verifiche ed ispezioni. Si tratta di una fase istruttoria e non di un'istruttoria, come si fatto credere per dare alla nostra iniziativa il valore di un atto giudiziario. Abbiamo notato le reazioni indignate di tanti cittadini su “Annozero”. La nostra verifica avviene tramite il dettato dell'articolo 2, comma 3, in cui si dice che, nello svolgimento del Servizio pubblico, la Rai deve attenersi ai principi di libertà, obiettività, completezza di informazione e rispetto del pluralismo. Di quello che faremo informeremo la Vigilanza. L'Autorità delle Comunicazione può comminare delle sanzioni”.
Le opposizioni insorgeranno?
“Gli strumenti sono stabiliti dalla legge. L'ex ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni conosce molto bene il contratto di servizio perché lo ha firmato. Quindi non può far finta di non saperlo. Il ministero ha il diritto di preoccuparsi di questa iniziativa”.
Come ha trovato la puntata di Annozero? Pensa che le presenze di Italo Bocchino e di Maurizio Belpietro non abbiano garantito equilibrio?
“Il problema non erano le presenze. Questa trasmissione è diventata una sorta di circo mediatico, dove il conduttore non è arbitro, ma un militante ed assolutamente a favore di una parte. Questo è grave. Non mi scandalizzo per gli ascolti. Credo che le cose dette con durezza sollecitino l'indignazione da parte dello spettatore, che ha guardato il programma ma non l'ha condiviso”.
Qualche mese fa lei aveva detto che non bisognava trasformare Santoro in un “martire”?
“Noi abbiamo delle responsabilità di Governo ed istituzionali. Non possiamo far finta che quella sera non sia accaduto nulla. Mi auguro che Santoro non diventi un martire”.
Come ha trovato la proposta di alcune testate di chiedere di non pagare il canone Rai dopo “Annozero”?
“Ho sempre creduto nel servizio pubblico. Non condivido questa iniziativa. Ritengo che sia più giusto far capire agli italiani che il programma di Santoro non è servizio pubblico”.