venerdì 2 ottobre 2009

Ritratto psicologico di Aldo Moro

Intervista a Rocco Quaglia
Voce Repubblicana, 3 ottobre 2009
di Lanfranco Palazzolo

Moro non ha mai suscitato in me grande interesse, ma dopo aver letto le sue lettere dalla prigione ho cambiato idea. Lo ha detto alla “Voce” il professor Rocco Quaglia, psicologo e autore, per la casa editrice Lindau, di “Due Volte prigioniero”, un ritratto psicologico di Aldo Moro, attraverso i suoi scritti, nei giorni del rapimento.
Professor Quaglia, come è nata l’idea di pubblicare questo libro sugli scritti di Moro e di tracciarne un quadro psicologico?
“Lascio a lei trarre le conclusioni su quello che sto per dire. La figura di Aldo Moro non ha mai suscitato in me un grande interesse. Però, solo recentemente, mi sono capitate tra le mani le sue lettere. Ho letto queste lettere e le ho trovate una rivelazione. In quelle lettere ho visto l’uomo. Io sono uno psicologo di professione, insegno questa materia da sempre. E ho visto delle cose che andavano riprese e valutate”.
Si può tracciare un quadro psicologico di una persona in condizioni di costrizione e segregata?
“Quello di Moro in quel contesto non è un quadro psicologico competo. E’ semplicemente una traccia, un profilo. Proprio in quelle situazioni, proprio perché situazioni di stress viene fuori l’uomo. Non credo si possa vedere l’uomo nelle condizioni normali di vita, quando tutte le difese sono ben attuate. Invece, in quei momenti le difese vengono meno. E li appare l’uomo vero, l’uomo sincero, la parte più nuda e cruda dell’uomo. Quindi li non si può mentire. Proprio perché Moro si trovava in quelle condizioni si possono vedere squarci di personalità inedite. Fino a che noi viviamo nel mondo sociale noi ci copriamo, ci difendiamo”.
Nei giorni del rapimento Moro, molti uomini della Democrazia Cristiana avevano detto che “Moro non è in se”, “Non è lui a parlare”. Come possiamo interpretare queste dichiarazioni?
“L’immagine che gli amici avevano di Moro era un’altra. Era un’immagine costruita. Era un’immagine costruita, dettata dal ruolo e dalla figura di Aldo Moro. Per cui loro non hanno mai conosciuto l’uomo nelle loro fragilità. Per cui loro non potevano conoscere il Moro debole e bisognoso di aiuto. Lui che era sempre stato un capo di trova nella condizione di grande debolezza. Quando il padre ideale crolla, noi, in quanto ‘figli’, reagiamo male”.
Qual è l’espressione che l’ha colpita di più di Aldo Moro nelle lettere che ha letto?
“La frase che mi ha colpito è stata ‘il mio sangue ricadrà su di voi’. Non ho letto questa frase come una minaccia, ma come una constatazione di quello che Moro stava facendo. Però, voglio puntualizzare che la mia è solo un’impressione”.
Nelle lettere di Moro si ‘legge’ lo spirito cristiano?
“In queste lettere non ho trovato un uomo che dialoga con Dio come in Giobbe. Ma non saprei dire se questo fa parte della personalità riservata di Moro”.

Parlamentari - Onda Verde+Radio Radicale+Il Riformista 4-1

Ieri sera sono stato impiegato come difensore in una partita contro i parlamentari allenati da Picchio De Sisti. Come rappresentativa de L'Onda Verde d'Iran+Il Riformista+Radio Radicale abbiamo perso 4-1, ma è stata una bella partita, soprattuto giocata con correttezza. I parlamentari hanno un attaccante di gran pregio, un certo Bellotti che fa la differenza in attacco. Noi abbiamo giocato bene, ma ai giocatori iraniani mancava l'esperienza di chi gioca a calcio tutte le settimane. E' stata una bella esperienza. Qui sopra pubblico la foto della locandina della partita. Volevo aggiungere una cosa su De Sisti, dopo la partita siamo stati una ventina di minuti a parlare con De Sisti che è una persona molto simpatica che ha grandi qualità umane. Qui sotto sono ritratto (a sinistra) proprio con Giancarlo De Sisti e con Francesco De Leo di Radio Radicale, che cura la rubrica "Il vicino Oriente".

Ispettore GOOGLE street wiew

Voce Repubblicana, 2 ottobre 2009
Intervista a Marco Staderini
di Lanfranco Palazzolo

Il sistema di google street wiew ci ha consentito di denunciare i partiti politici che hanno affisso i manifesti abusivi alle elezioni comunali di Roma nel 2008. Lo ha detto alla “Voce” Mario Staderini, membro della Direzione di Radicali Italiani.
Mario Staderini, come è nata l’idea di utilizzare google street wiew per denunciare il manifesto selvaggio?
“I radicali hanno sempre condotto una battaglia contro l’affissione selvaggia dei manifesti elettorali. Le nostre ragioni sono semplici: come avviane nell’informazione televisiva, destra e sinistra sono unite nel rubare ai cittadini la possibilità di conoscere le diverse proposte politiche e soprattutto di non far sapere chi non viola le regole del confronto elettorale. Gli spazi che spettano alle liste radicali spesso sono utilizzati da altri partiti. Alle elezioni comunali del 2008 a Roma, consultazioni nelle quali ero capolista radicale, ho presentato una denuncia alla procura di Roma nella quale erano dimostrate le illegalità relative all’affissione dei manifesti elettorali”.
Qualcuno ha dato ascolto alla vostra denuncia?
“Le Iene hanno realizzato un servizio su questo argomento. Si è scoperto un patto scellerato tra committenti dei politici, agenzie di attacchinaggio e, a volte, anche enti locali per far si che la violazione delle regole sia sistematicamente violata. Quindi vince la legge del più forte. La Procura della Repubblica di Roma prefigurando l’omissione in atti di ufficio nei confronti degli enti locali, delle istituzioni, che non reprimono adeguatamente il fenomeno, sia l’ipotesi di attentato ai diritti civili e politici dei cittadini. Le nuove tecnologie ci stanno aiutando. Nel 2009 abbiamo fatto una grande inchiesta con ‘Fainotizia’, il sito di giornalismo partecipativo, grazie alla quale abbiamo ricevuto foto da tutta Italia. Quando il PM Savio mi ha chiamato in procura a Roma per chiedermi notizie in merito a questi reati mi sono trovato in difficoltà”.
Non avevate la documentazione del 2008?
“Non avevamo quella documentazione. Ma siamo stati ugualmente fortunati perché nel periodo delle elezioni comunali di Roma è capitato che google street wiew è stato girato proprio nei giorni della campagna elettorale delle elezioni capitoline del 2008. Le prove che abbiamo trovato era quanto di meglio potessimo chiedere. Le foto delle strade erano perfette. E così abbiamo messo in difficoltà chi, ancora una volta, voleva farla franca e archiviare questa denuncia. Finalmente vedremo il rinvio a giudizio di chi ha permesso questo e se esiste un’organizzazione che ha permesso questo. Nel settembre del 2008 c’è stato un condono delle multe fatte nei cinque anni precedenti. Il ministro dell’Interno Maroni non ha risposto alle iniziative che il suo dicastero intende prendere”.