lunedì 5 ottobre 2009

L'emergenza informazione la denunciamo noi

Intervista Giorgio Lainati
Voce Repubblicana del 6 ottobre 2009
di Lanfranco Palazzolo

A denunciare l’emergenza sull’informazione dovremmo essere noi e non certo la sinistra che è scesa sabato in piazza. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai, l’onorevole Giorgio Lainati.
Onorevole Lainati, cosa pensa della manifestazione di sabato scorso sulla libertà di informazione?
“Di questa manifestazione mi hanno colpito le tante bandiere rosse dei partiti della sinistra extraparlamentare e della sinistra parlamentare o quelle dipietriste. Pensavamo che quella fosse una manifestazione organizzata dal sindacato dei giornalisti. Invece si è trattato di un’iniziativa politica dei partiti della sinistra parlamentare, della sinistra extraparlamentare e dei dipietristi”.
Come ha trovato l’atteggiamento della Fnsi sulle polemiche di queste settimane?
“La Fnsi ha organizzato la manifestazione di sabato scorso. Lo sanno tutti che il Presidente della Fnsi Roberto Natale e il segretario Franco Siddi sono due militanti politici antigovernativi. Questo è un fatto noto che si desume da decine di loro dichiarazioni, da loro performances televisive, radiofoniche e sulla stampa. Non sono sorpreso per quello che è accaduto. Roberto Natale è stato segretario dell’Usigrai e, poi, come presidente dell’Fnsi fa la guerra a Berlusconi e al centrodestra. Contento lui!”.
In questi mesi lei ha visto un’emergenza sull’informazione?
“Direi che c’è un’emergenza completamente rovesciata. Oggi ci troviamo di fronte a dei programmi del servizio pubblico totalmente appaltati a dei militanti dichiarati del centrosinistra, i quali non si accontentano di fare il loro programma ma lo realizzano in modo fazioso e di parte. Per cui, se c’è un’emergenza, è esattamente l’opposto di quanto vogliono far credere. E a denunciare la cattiva informazione siamo noi e non la sinistra”.
Cosa pensa delle iniziative per non pagare il canone Rai?
“Il canone deve essere pagato. Non è giusto far pagare ai dipendenti del servizio pubblico, in termini occupazionali, il comportamento di Santoro e di Travaglio, che utilizzano il servizio pubblico per i loro scopi. I primi a pagare le conseguenze per i mancati introiti del canone non sarebbero certo Travaglio e Santono, ma coloro che guadagnano il loro stipendio. Queste persone prendono infinitamente meno di Santoro e Travaglio, pur lavorando con grande professionalità per il servizio pubblico”.
Come si fa il servizio pubblico in Rai?
“Con il rispetto del codice etico interno e dei regolamenti interni. Non capisco perché queste regole valgono per tutti e non per Santoro. Del resto tutti hanno visto che in passato alcuni ospiti hanno, come Clemente Mastella e Lucia Annunziata, abbandonato la trasmissione di Santoro mentre era in corso. Questo significa che c’era qualcosa che non andava”.