mercoledì 7 ottobre 2009

Lodo Alfano: solidarietà a Berlusconi


Non esiste un'altra maggioranza

Intervista a Benedetto Della Vedova
Voce Repubblicana dell'8 ottobre 2009
di Lanfranco Palazzolo

Non ci sono maggioranze diverse da quella uscita dalle urne. Lo ha detto alla “Voce” il deputato del Pdl Benedetto della Vedova.
Onorevole Della Vedova, in attesa della decisione della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, cosa pensa di questa situazione. La sorte della legislatura è nelle mani della consulta?
“La ratio del Lodo Alfano è appropriata alla tradizione di un paese libero e democratico. Ecco perché sono convinto che le polemiche vocianti di questi giorni siano fuori luogo. Se la consulta dovesse fare delle obiezioni su alcuni passaggi della legge si potrà sempre tornare sul provvedimento e correggerlo. Non penso che la Corte costituzionale possa bocciare tutta la legge. Anche perché ci sono dei precedenti pronunciamenti della Corte costituzionale come quelli sul cosiddetto Lodo Schifani, che non precludono la possibilità di una normativa di questo tipo”.
Teme la decisione della Corte costituzionale? E quali potrebbero essere i suoi effetti politici?
“Nella mia storia radicale, sui pronunciamenti della Corte costituzionale sui referendum, ho imparato che i giudizi della Consulta – come è inevitabile che sia per certi versi – hanno un significativo tasso di politicità. Però credo che sia necessario aspettare le sentenze e le motivazioni dei giudici della Corte. Sarà poi la politica a fare le sue valutazioni e a reagire responsabilmente e liberamente con gli strumenti propri dell’attività parlamentare”.
La sindrome da golpe è un atteggiamento sbagliato da parte della maggioranza parlamentare e del governo?
“Non credo che sia utile gridare al golpe. Questo non è un atteggiamento giusto. Credo che in una fase come questa la barra debba restare dritta sulla politica e sull’attività parlamentare. Il centrodestra che ha vinto le elezioni dello scorso anno ha una maggioranza solida, che certo non corre nessun rischio. Credo che sia necessario partire da qui. Evocare il rischio di un golpe contro questo governo sarebbe come evitare di giocare la palla in campo e di spedirla direttamente in tribuna. Il clima di questa fase politica lo conosciamo perfettamente e siamo consapevoli delle difficoltà. E’ evidente che la risposta non può che essere politica e si deve evitare di ricorrere alla tentazione di reagire evocando il rischio di un golpe o degli attacchi extrapolitici. E se anche ci fossero questi rischi bisognerebbe affrontarli con la politica”.
Si parla anche di un nuovo governo. Come è nata questa voce?
“Non so quali intenti abbiano queste voci. Credo che abbia fatto bene il Presidente della Camera Fini a rispondere che la maggioranza uscita dalle urne è quella che governa. Del resto non ci sono crepe nella maggioranza. Non capisco dove sia il problema. Le maggioranza escono solo dalle urne. Non ci sono maggioranze diverse”.