lunedì 19 ottobre 2009

Quel caso è agghiacciante

Intervista a Franco Vittoria
Voce Repubblicana, 20 ottobre 2009
di Lanfranco Palazzolo

Le rivelazioni sull’assassinio di Gino Tommassino creano disagio. Lo ha detto alla Voce Repubblicana Franco Vittoria, candidato della mozione Marino alle primarie del Pd in Campania.
Franco Vittoria, cosa pensa delle rivelazioni sull’assassinio di Gino Tommasino, consigliere comunale del Pd a Castellammare di Stabia, ucciso probabilmente da un iscritto del suo stesso partito?
“Questo è un caso agghiacciante perché mette di fronte non solo i dirigenti del partito, ma tutti coloro che credono in un partito riformista vero. In un momento come questo la questione etica è molto importante. Noi abbiamo sempre messo in evidenza l’importanza della qualità del tesseramento nel Partito democratico. Per me e per coloro che sostengono la nostra battaglia, il tesseramento significa incrociare le persone. Invece, spesso ci rendiamo conto di trovarci solo davanti a dei numeri. Questo clima di scontro politico offusca la necessità di rilanciare la politica e abbattere la conservazione dell’esistente. Il nostro obiettivo è quello di formare un vero partito riformista che eviti ogni ambiguità. Ecco perché la questione etica viene prima di quella morale”.
Quali sono le reazioni nel Pd dopo le rivelazioni su Castellammare di Stabia?
“Questo è un fatto che crea molti disagi. Oggi dobbiamo riflettere su quello che è accaduto. Ma la nostra riflessione non può certo limitarsi alla semplice richiesta di espulsione per un nostro iscritto. Ecco perché ritengo che oggi nel Pd si apra una vera e propria questione culturale”.
Il commissario del Pd nella provincia di Napoli Enrico Morando che tipo di lavoro ha svolto?
“Mi è capitato di dire che il nostro non è un partito di iscritti, ma di numeri. Oggi non abbiamo certo bisogno di commissari. Il Pd ha la necessità di ripristinare la normalità all’interno delle proprie strutture. Non è necessario fare mille tessere quando i partecipanti ai congressi o agli appuntamenti pubblici del Pd sono appena cento. Il Partito democratico è nato per cambiare le cose. Se questo nuovo soggetto ripercorre gli errori commessi nel passato si fa fatica ad immaginare un Partito democratico in grado di stare nella società. Dobbiamo smetterla di fare la differenza tra le mozioni e parlare di quello che sta accadendo nel Mezzogiorno e quello che accade in Campania. La questione della legalità è una questione vera e forte. Il Pd deve impegnarsi ad essere una risposta culturale alla richiesta di diritti per tutti. Il nostro limite è stato quello di occupare troppo tempo a fare un conta invece di proporre un nuovo progetto”.
Qual è la mozione che ha moltiplicato di più le tessere?
“E’ una pratica che hanno messo in atto tutti. Dobbiamo uscire dalla moltiplicazione delle tessere altrimenti un domani non ci sarà più un Partito democratico”.