giovedì 29 ottobre 2009

Marrazzo doveva pensare alla sanità pubblica

Voce Repubblicana, 29 ottobre 2009
Intervista a Donato Robilotta
di Lanfranco Palazzolo

L’errore più grosso di Piero Marrazzo è stato quello di non aver pensato alla sanità pubblica e di aver favorito quella cattolica. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il consigliere regionale del Lazio Donato Robilotta (Pdl).
Consigliere Robilotta, cosa pensa dello scandalo Marrazzo e delle dimissioni del Presidente della Regione Lazio giunte attraverso la scelta dell’autosospensione?
“Le dimissioni di Piero Marrazzo sono quelle di un avversario politico, ma anche di una brava persona. Credo che se avesse seguito il suo istinto, Marrazzo si sarebbe dimesso fin da sabato scorso. Credo che la gestione della sua maggioranza gli ha impedito di darle e ci ha fatto assistere al balletto delle sue dimissioni che non faceva onore a lui e alla sua storia. Una volta che la scelta delle dimissioni è passata alla volontà della famiglia e di Marrazzo, il governatore uscente ha fatto bene a lasciare l’incarico per occuparsi della sua salute e togliersi da questa esposizione mediatica”.
L’autospensione è stata imposta dal Partito democratico per ragioni politiche?
“Credo di sì. In casi come questi si parla di ragione politica. I commissari del popolo sono andati a spiegargli che la ragione politica richiedeva di mettere in campo l’autosospensione per permettere al Pd di organizzare le primarie e poi la campagna elettorale. Leggendo la lettera di dimissioni di Marrazzo ho trovato una nuova conferma su come si è arrivati a queste dimissioni”.
Che bilancio ha fatto dei cinque anni dell’amministrazione Marrazzo?
“Ho trovato questi cinque anni negativi. La difficoltà più grande di Marrazzo è stata quella di non avere dalla sua una coalizione nata per governare, ma per difendersi. La coalizione di Marrazzo era costruita su misura ‘contro’, ma non era in grado di governare. Ecco perché la giunta dimissionaria non è riuscita a realizzare il suo programma. Mi riferisco alla non applicazione dello Statuto regionale, alla non attuazione della legge elettorale, l’istituzione del Comitato di garanzia, l’istituzione del referendum propositivo. E infine voglio ricordare la questione della Sanità. Marrazzo ha perso i suoi primi tre anni senza fare riforme”.
Riconosce un merito a Marrazzo?
“Ha autorizzato l’impianto dei rifiuti di Albano. Lo ha fatto contro la sua maggiorana e imponendosi sugli alleati come commissario per l’emergenza rifiuti”.
Quale era il rapporto di Marrazzo con il mondo cattolico?
“Marrazzo ha finanziato la legge sugli oratori. Trovo questa scelta plausibile. Ma si è occupato della sanità cattolica privilegiandola rispetto a quella pubblica. Trovo che questo sia stato un errore. Nel momento in cui bisognava applicare un piano di rientro sulla Sanità, Marrazzo ha fatto un patto con i poteri forti della sanità cattolica e del Gemelli”.